Telemarketing, vietato effettuare telefonate pubblicitarie con numero anonimo
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Telemarketing, vietato effettuare telefonate pubblicitarie con numero anonimo

L’operatore addetto alle vendite o promozioni commerciali attraverso il telefono (cosiddetto telemarketing) ha l’obbligo di rendere “visibile” per il ricevente la numerazione da cui chiama e di non usare sistemi di “oscuramento” del numero identificativo del chiamante.

Consiste in una norma puntualmente disapplicata quella contenuta nell’art. 9 del DPR 178/2010 e, molto probabilmente, completamente sconosciuta ai consumatori che, in questo modo, non sono nella condizione di far valere un loro sacrosanto diritto.

Nello specifico, tutti gli operatori che effettuano trattamenti di dati per fini pubblicitari, sono obbligati, durante le loro chiamate, a garantire la presentazione dell’identificazione della linea chiamante e a non modificarla.
In buona sostanza, il numero di chi sta facendo la telefonata deve essere visibile e non riservato, anche se tutto ciò capita molto di rado.

In tal modo accade che l’utente firmi l’autorizzazione al trattamento dei propri dati in favore di un soggetto, ma che poi venga telefonato da un altro soggetto (la società di telemarketing) a cui il primo ha delegato la pubblicità. In questi casi, il consumatore non sa – né può mai saperlo –chi sia colui che lo sta chiamando e che, di fatto – pur se diverso dall’azienda a cui egli aveva autorizzato il trattamento dei dati – ha la disponibilità del suo numero di telefono. Disponibilità di cui puntualmente abusa.

Avete, infatti, mai provato a chiedere, all’operatore telefonico posto dall’altro lato della cornetta: “Scusi, mi dice il suo nome e cognome e il numero dal quale mi chiama?”.

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