Trapani, Savona corre contro il quorum
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Trapani, Savona corre contro il quorum

"Trapani ha bisogno di un'amministrazione responsabile a prescindere dall'appartenenza politica". E' l'appello di Piero Savona (Pd), candidato unico a sindaco di Trapani, dopo che il suo avversario, Mimmo Fazio (centrodestra), è stato estromesso dal ballottaggio per non avere volontariamente designato gli assessori. Domenica gli elettori, indirettamente, sceglieranno tra un sindaco e un commissario che sarà nominato dalla Regione nel caso in cui il 50% degli aventi diritto al voto non si presenterà alle urne.

Se il 50% degli elettori andrà a votare, Savona sarà eletto solo se otterrà almeno il 25% delle preferenze. Seduto in una saletta dell'Hotel Crystal, diventato il suo quartiere generale, Savona è "incoraggiato" dalla massiccia partecipazione, giovedì sera, a una marcia per il voto. Oltre mille persone si sono radunate sotto il municipio. Stasera nuovo round, in piazza, per la chiusura della sua campagna elettorale, al suo fianco ci sarà anche Leoluca Orlando, proclamato stamini sindaco a Palermo.

L'incoraggiamento a sfidare il "muro" del quorum, a Savona gli viene anche "dalla gente infastidita dall'invito al non voto" ufficializzato da Forza Italia, che sosteneva la candidatura del senatore Antonio D'Alì, piazzatosi terzo al primo turno. Savona si dice "preoccupato" per un'eventuale gestione commissariale: "Sappiamo già cosa è successo nell'ex Provincia; gli effetti negativi sono sotto gli occhi di tutti, dalla mancata manutenzione delle strade alle scuole abbandonate a se stesse".

Poi aggiunge: "Nel bilancio comunale c'è un buco di 4 milioni di euro; un commissario, indipendentemente dalle proprie capacità professionali, è chiamato a coprire il buco entro novembre. Gli interventi si traducono nella riduzione dei servizi alla collettività e nell'aumento delle imposte. Una scelta inevitabile, in assenza di una programmazione. Un sindaco, invece, con la programmazione delle spese, può spalmarle nel tempo e assicurare risultati sicuramente molto più vantaggiosi per la collettività".

All'indomani dell'estromissione dal ballottaggio dell'avversario, Piero Savona ha invitato i cittadini e le forze politiche a sedersi attorno a un tavolo per discutere e mettere a confronto i programmi. "L'ho detto e lo ripeto in maniera chiara: se dovessi essere eletto sindaco, avrei la piena consapevolezza di aver raggiunto il risultato con il sostegno di altri. E di questo ne terrei, naturalmente, conto, moralmente e materialmente". A tre giorni dal voto, però, Savona, è "dispiaciuto": "Registro piuttosto reazioni critiche da parte di una classe politica legata a vecchie logiche di appartenenza e che guarda alle proprie convenienze piuttosto che all'interesse collettivo".

Ma Grillo, attraverso il suo blog, sferra il suo attacco: "Cittadini di Trapani, e Trapanesi del MoVimento (vi chiamano aghi della bilancia ma non ci credete) vi rivolgo un appello! No, non andate a votare! Queste non sono elezioni, non è votare questa roba qui. Avete già fatto troppo con il 59% al primo turno, c'erano Fazio e Savona, il primo era in vantaggio ma si è ritirato (problemi con la giustizia che si era dimenticato?) e Savona, quello di centrosinistra con il simbolo del Pd affiancato da mulini a destra e sinistra".

"Con tutto il rispetto per i mulini delle saline, proprio per quel rispetto per la vostra città, si facciamolo per la città di Trapani, per quelle mura e quella storia secolare. Non andate a votare! Non potete andare dietro a questi giochetti", e' l'appello del leader M5S.

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