Trattativa Stato-Mafia, Napolitano chiamato a deporre
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Trattativa Stato-Mafia, Napolitano chiamato a deporre

La Corte d'Assise di Palermo, che celebra il processo sulla trattativa Stato-mafia, ha ammesso la richiesta della Procura di citare a deporre il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. I giudici, però, hanno fissato dei «paletti» entro i quali la deposizione dovrà essere contenuta. Napolitano sarà perciò sentito nel processo per la trattativa, ma solo «limitatamente».

«La Corte d'assise di Palermo ha accolto il nostro articolato di prova con i limiti che poi si vedranno». Lo ha detto il pm Antonino Di Matteo durante una pausa del processo per la trattativa dopo la decisione dei giudici di sentire come testimone il Capo dello Stato Giorgio Napolitano.

In merito alla decisione della corte di assise di Palermo sulla deposizione del Capo dello Stato, l'ufficio stampa della Presidenza della Repubblica informa che «si è in attesa di conoscere il testo integrale dell'ordinanza di ammissione della testimonianza adottata dalla Corte di Assise di Palermo per valutarla nel massimo rispetto istituzionale».

«I limiti saranno legati su quanto le risposte coinvolgeranno eventualmente l'esercizio di funzione presidenziale di Napolitano», ha poi precisato Di Matteo. Alla domanda se la Procura si ritiene soddisfatta, Di Matteo di limita a rispondere: «Noi non esprimiamo giudizi, accogliamo la decisione dei giudici».

Anche il presidente del Senato, Pietro Grasso,deporrà al processo sulla trattativa Stato-mafia in corso alla Corte d'Assise di Palermo. Lo hanno deciso i giudici accogliendo tutte le richieste di ammissione testimoniali della Procura escluse quelle relative alle citazioni dei magistrati Vittorio Teresi, Roberto Scarpinato e Antonio Ingroia.

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