Troppe uscite:
Web

Troppe uscite: "chiude Sicilia e-Servizi"

"Chiudiamo Sicilia e-Servizi e rivediamo il sistema di gestione dell'informatica della Regione siciliana". Così l’Ansa riassumeva la decisione presa dal governo di Palazzo d'Orleans e annunciata da Luca Bianchi, assessore al bilancio della giunta Crocetta. La società che è partecipata al 51% dalla Regione, e per il restante da soci privati, ha gestito decine di milioni di euro costando alla Regione quasi 25 milioni di euro all'anno per la manutenzione di software e hardware. Ma non solo. Su Sicilia e-Servizi Senza sono anche confluiti fondi europei, appaltati direttamente. Almeno 150 milioni, riassumevano oggi i giornali, annunciando che su queste somme Bruxelles ha aperto un'indagine. Che potrebbe non essere l’unica, visto che un quotidiano oggi dava notizia che anche i pm palermitani intenderebbero vederci chiaro sulla vicenda.

''Rivedremo il settore informatico - dice Bianchi, - chiudendo Sicilia e-Servizi e dando garanzie occupazionali ai 15 dipendenti nell'ambito del riordino delle partecipate: ma sempre nel rispetto dei reali fabbisogni, senza assunzioni in bianco''. In che modo? "Creeremo un ufficio speciale - afferma - che gestirà tutti gli appalti informatici e sarà alla dipendenze del dipartimento Funzione pubblica".

La goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso, secondo le ricostruzioni dei quotidiani, sarebbe stata la richiesta diun finanziamento di 2 milioni e mezzo per il trasferimento dei dati informatici della Regione dalla Val d'Aosta in Sicilia. Richiesa che avrebbe spinto Bianchi, Crocetta e l’assessore alla Funzione pubblica Patrizia Valenti a decidere la chiusura della società e ad avviare i controlli sull'azienda. Che è già stata al centro di scandali, casi e polemiche. Intanto, la società ha ancora un contenzioso aperto con la Regione: i soci privati chiedono 100 milioni per servizi resi e non pagati.



blog comments powered by Disqus
Inizio pagina
Home  >  Politica