Velvet: una serata di "Storie" a Belpasso
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I quattro componenti della band "Velvet"

Velvet: una serata di "Storie" a Belpasso

Domenica 20 Luglio, presso la suggestiva cornice dell’Anfiteatro del Parco Urbano del Comune di Belpasso (CT), ha avuto luogo la sesta tappa del tour estivo dei Velvet, Alternative Rock Band italiana che sta promuovendo l’album “Storie”, ultima fatica a cui il gruppo romano ha intitolato anche lo stesso tour. La tappa di Belpasso è, tra l’altro, l’unica siciliana; i Velvet torneranno al Sud il prossimo 16 Agosto a Rossano Gravina (provincia di Cosenza).
Il concerto è stato aperto dai Soul Medicine, gruppo locale che intrattenuto il pubblico partendo da icone degli anni ’60 e ’70 come Bob Marley, Beatles e Stevie Wonder (con pezzi del rango di “Come Together” rivisitati in chiave soul e funk), passando per i Toto (“must” degli anni ’80) per poi giungere ai successi radiofonici più recenti, quali “Happy” di Pharrel Williams e “The Lazy Song” di Bruno Mars, con cui hanno concluso il proprio “mini-concerto”.
A quel punto è arrivato l’atteso momento: i Velvet hanno “conquistato” il palco aprendo il loro concerto con “Una Vita Diversa”, il singolo uscito nello scorso Febbraio che ha anticipato e lanciato l’uscita dell’album “Storie”. Album dal quale la band ha logicamente attinto a piene mani, pur senza disdegnare qua e là dei tuffi nel passato, dall’evergreen “Funzioni Primarie” (2002) sempre apprezzatissima dal pubblico giovane e meno giovane, a pezzi di repertorio che vantano la collaborazione di altri artisti come “Una Settimana, Un Giorno” (Edoardo Bennato) e “Stella Che Non Ricorda Niente” (Gatto Ciliegia contro Il Grande Freddo).
Dell’ultimo album Pierluigi Ferrantini, in arte “Pier”, il cantante del gruppo, ha voluto specificare i tre pezzi a cui la band è più legata: nell’ordine, “Eravamo io e te”, “I perdenti e gli eroi” e “Scrivimi quello che fai”, l’ultimo singolo estratto dall’album “Storie” che si avvale della collaborazione del rinomato trombettista Fabrizio Bosso. Pezzo, tra l’altro, suonato dal vivo allo scorso concertone del 1° Maggio.
E fra gli altri brani più apprezzati di “Storie” dal pubblico presente vanno segnalati “La Razionalità”, il cui video nel 2013 è stato premiato come Miglior video assoluto del Premio PIVI (Premio Italiano Videoclip Indipendente), e “Evoluzione”, brano caratterizzato da un testo forte incentrato sul comune sentimento di disprezzo verso la classe politica che sfocia in una frase slogan: meglio un’anarchia di intelligenti, che una democrazia di stupidi.
In chiusura i Velvet hanno stuzzicato le attese e i ricordi del pubblico con tre brani tra i più famosi del repertorio: da un lato “Tutto da Rifare” (2007) e “Dovevo Dirti Molte Cose” (2005), ovvero i pezzi che rimandano alle ultime due partecipazioni della band al Festival di Sanremo; dall’altro “Boyband”, forse tutt’oggi il pezzo per cui, loro malgrado o per fortuna, sono più famosi. “Boyband” però non è altro che un equivoco: un testo e una canzone nati per ironizzare sui gruppi da teenager che ha finito col dipingerli come tali da una fetta di pubblico poco attenta alla vera essenza e natura del gruppo. Non a caso Pier ha introdotto il brano ironizzandoci su (“Boyband? Siete sicuri che è nostra? Non l’hanno fatta Le Vibrazioni, i Finley, i Modà?”) per poi interpretarla insieme agli altri componenti in chiave decisamente più rock di quanto tutti non ricordassimo, arrivando persino ad esprimere il concetto nel ritornello (“Sono in una rockband” invece di “boyband”).
Subito dopo la fine del concerto è intervenuto l’assessore agli Eventi e alle Politiche Giovanili del Comune di Belpasso, Santi Borzì, che ha colto l’occasione per ringraziare il gruppo per lo spettacolo offerto e l’amministrazione comunale e lo staff organizzativo per aver messo in piedi nel migliore dei modi l’evento. I Velvet si sono poi mostrati molto disponibili nell’intrattenersi coi fan per foto, autografi e scambi di battute, ulteriore segno tangibile di una band lontana dalle “cattive abitudini” (per citare un loro precedente album) degli artisti di successo, spesso allergici al contatto con la gente.

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