Veronica Panarello interrogata:
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Veronica Panarello interrogata: "Loris sapeva della relazione col nonno"

A un mese dall'udienza preliminare Veronica ha deciso di parlare di nuovo. Un interrogatorio fiume iniziato di mattina e durato fino a sera avanzata per ricostruire dinamica e movente dell'omicidio di Loris. E davanti agli inquirenti Veronica ha ripetuto la sua ultima verità: quella secondo cui sarebbe stato Andrea Stival, papà del marito Davide, ad uccidere il piccolo Loris.

L'uomo, iscritto nel registro degli indagati come atto dovuto, ha ovviamente negato tutto. Quelle di Veronica sono soltanto illazioni, prima di ogni fondamento, come indicato nelle carte dell'inchiesta. Lei però davanti agli inquirenti insiste nella sua versione. Il quotidiano La Nazione ha riportato ampi stralci del colloquio avuto in carcere con i magistrati.

Tra lei e Andrea, ha raccontato Veronica, c'era un rapporto che Loris aveva scoperto. Il movente, dunque, sarebbe stato quello di impedire al ragazzino di rivelare a suo padre la relazione. Quanto alla dinamica dell'omicidio, secondo Veronica Loris non sarebbe stato ucciso con una fascetta da elettricista, ma con un cavo usb. Le telecamere non hanno ripreso il suocero quel giorno nei pressi della casa dove Loris è morto. Messa alle strette la donna spiega così la circostanza: "L’ho incontrato per strada ed è salito in auto con me sdraiandosi sul sedile dietro per non farsi vedere".

"Ho portato il piccolo a scuola e quando sono rientrata a casa mio suocero aveva già ucciso Loris, poi l’ho aiutato a far sparire il corpo". Francesco Villardita, avvocato della donna, è ottimista: "La Panarello fornisce movente, complice e dinamica del fatto e fornisce anche l’arma del delitto". Ma perché Veronica non ha parlato prima? "Ha ricordato tutto quando è andata al cimitero a trovare il figlio. Poi ha avuto paura di ritorsioni sull’altro bambino".

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