Xi Jinping a Palermo, protocollo rigido e niente inglese
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Xi Jinping a Palermo, protocollo rigido e niente inglese

Vietato parlare inglese: ci penseranno due interpreti a fare le traduzioni durante la visita del presidente cinese Xi Jinping a Palermo. Il leader asiatico, accompagnato dalla moglie, è atterrato in Sicilia verso le 16 con il Boeing 747-89 L dell’Air China ed è stato accolto dal governatore Nello Musumeci.

Quindi il trasferimento nella Torre Pisana a Palazzo Reale. In totale nella stanza del presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè sono previste 30 persone, 15 cinesi e 15 italiani, con the e caffè a disposizione. “C’è un protocollo rigido stabilito dai cinesi, mai vista una cosa simile”, dice Miccichè. In piazza del Parlamento ci sono delegati cinesi. L’omaggio della pupa Angelica “ha un grande valore simbolico spiegato in un testo in cinese”.

La visita di palazzo Reale è durata un’ora rispetto ai 37 minuti preannunciati. “E’ stata preziosa, questo palazzo sarebbe perfetto nella ‘Via della Seta”, ha commentato il leader cinese. La moglie Peng Liyuna è rimasta ammaliata dalla bellezza della Cappella Palatina: si è fatta fotografare più volte da un suo collaboratore accanto ai mosaici, staccandosi dalla delegazione che stava facendo il giro. La first lady è rimasta entusiasta del palazzo.

Uscendo poi fuori dai rigidi schemi del cerimoniale, alla fine del breve spettacolo dei pupi nella Torre Pisana il leader cinese e la moglie hanno abbracciato il piccolo Antonio Tancredi Cadili, 8 anni, che si è esibito lasciando di stucco i coniugi. Xi Jinping ha poi invitato il bambino in Cina, dove esiste una tradizione simile all’opera dei pupi.

“Rimane la possibilità per la Sicilia di avere un ruolo nella ‘Via della Seta’, ma di tutto questo non abbiamo parlato col presidente Xi perché il cerimoniale era molto rigoroso”, ha detto Musumeci alla fine della visita. “Intercettare la ‘Via della Seta’ significa avere infrastrutture – ha aggiunto Musumeci -: agli appuntamenti si arriva puntuali e preparandosi quindi dobbiamo subito sederci attorno a un tavolo col governo nazionale e capire cosa vogliamo fare della Sicilia nella ‘Via della Seta’ e organizzarci di conseguenza per individuare le priorità e investire su quelle”.

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