"Oggi è stato ucciso Paolo, ma voi bimbi non dovete essere tristi"
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"Oggi è stato ucciso Paolo, ma voi bimbi non dovete essere tristi"

''Oggi è stato ucciso Paolo, ma non dobbiamo essere tristi - dice Rita Borsellino ai bambini - perché voi siete la speranza che ci farà ricostruire la memoria''.

''Cosa è cambiato da quando è morto suo fratello?'', chiedono alcuni bambini a Rita Borsellino, che risponde cosi: ''la consapevolezza che la mafia esiste e va combattuta, come dimostra la vostra presenza qui. Quando Paolo ha iniziato le prime inchieste contro la mafia e contro chi continuava a ribadire che non esisteva, da quel momento l'antimafia è diventata la sua ragione di vita, e purtroppo, anche di morte''.

In Via D'Amelio sono presenti circa 200 ragazzi provenienti da L'associazione 'il quartiere di Monreale', il laboratorio Zen insieme, il Cep San Giovanni Apostolo. ''Tanti anni fa ho fatto la scelta di andare via dalla Sicilia, convinto di scappare dalla mafia, ma poi sono tornato per combatterla'', dice l'altro fratello, Salvatore ai bambini. A portare un saluto anche il sindaco Leoluca Orlando. In via D'Amelio ci sono cartelloni dedicati ai magistrati che indagano sulle stragi, come Nino Di Matteo, striscioni delle agende rosse, disegni. Accanto all'ulivo che ogni anno si riempie di pensieri e ricordi per il giudice Paolo e gli agenti di scorta, anche un presidio dei poliziotti del Siap, con uno striscione dedicato al reparto scorte. ''Siamo qui per testimoniare la vicinanza a chi ogni giorno si batte per sconfiggere la mafia - dice Luigi Lombardo, segretario organizzativo Siap - Abbiamo preparato un registro di testimonianze e pensieri sulla strage di Via D'Amelio per rivendicare il diritto alla memoria che al termine della manifestazione doneremo alla biblioteca comunale di Palermo dove Borsellino tenne il suo ultimo, celebre, discorso''.

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