iPhone in crisi
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iPhone in crisi

Apple crolla del 4% a Wall Street e scivola sotto la soglia dei 500 dollari (a 498,51), toccando i minimi intraday da febbraio dello scorso anno. Il titolo del gruppo, che secondo l'agenzia Nikkei avrebbe dimezzato gli ordini per i componenti dell'iPhone5, e' poi risalito a 504,25 dollari (-3,1%).

Il Wall Street Journal fa sapere che gli uffici acquisti di Cupertino avrebbero richiesto ai provider di terze parti un quantitativo minore di schermi ad alta risoluzione e altri elementi chiave per la produzione del Melafonino, notizie poi confermata dalle consuete fonti anonime vicine alla società della mela.

Appare dunque chiaro che l'IPhone 5 non ha avuto il successo che a Cuperitno tutti si attendevano per lo meno non nelle dimensioni previste. Un duro colpo anche per l'attentissima equipe di Tim Cook che in genere riescono a controllare le variazioni della domanda di mercato in maniera maniacale e scientifica.
I maligni già parlano della "Maledizione Samsung", facendo riferimento alla celebre sentenza del tribunale di San Josè che vedeva opposti i due colossi dell'itechnology, che ha visto la Apple aggiudicasi il primo round nell'ormai noto contenzioso relativo ai brevetti violati contro il gigante coreano.
Il tutto mentre, sull'altra sponda del Pacifico, Samsung continua ad affermarsi nel mondo, per mezzo soprattutto delle fortunate intuizioni dei Galaxy S2 ed S3, venduti in 100 milioni di pezzi, che hanno fatto guadagnare a Samsung, solo negli ultimi tre mesi, qualcosa come 8,5 miliardi di dollari.

Alla luce degli ultimi dati di mercato, l'impressione è che la casa californiana abbia perso la fiducia illimitata da parte del consumatore della quale poteva godere fino a pochissimo tempo addietro. Colpa dei costi eccessivi e della sempre più agguerrita concorrenza. Mai come in questo momento, viene da pensare, servirebbero le intuizioni di Steve Jobs.

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