Crisi, Ance Sicilia :"Maggiore attenzione da parte del Governo"

Le 5.309 imprese edili siciliane rappresentano l’80% degli acquisti di beni e servizi nell’Isola, eppure sono fra quelle che più stanno soffrendo le conseguenze di una crisi economica determinata dalla contrazione degli investimenti pubblici nelle infrastrutture indispensabili allo sviluppo dell’economia regionale: nel periodo gennaio-ottobre 2011 si è registrata una riduzione di 22 milioni di euro degli importi delle nuove gare d’appalto, rispetto allo stesso periodo del 2010.

Il calo è costante dal 1999, al punto che oggi le piccole e medie imprese siciliane lanciano l’ultimo grido d’allarme prima della chiusura definitiva, se si considera che ogni miliardo di euro investito in opere pubbliche genera ricadute sull’economia per 3.374 miliardi e la creazione di 17 mila posti di lavoro, di cui 11 mila nelle costruzioni e 6 mila nelle attività connesse. Dunque, serve uno sforzo anche minimo per rilanciare con ottimi risultati il settore delle costruzioni, che nell’ultimo triennio ha perduto quasi 50 mila occupati

Con questa premessa la delegazione dell’Ance Sicilia, guidata dal presidente Salvo Ferlito, ha esposto alla commissione Bilancio dell’Ars le richieste della categoria al Governo e al Parlamento regionali: lo sblocco dei pagamenti da parte delle pubbliche amministrazioni, l’accelerazione dell’utilizzo dei fondi europei, la rapida applicazione della recente legge regionale sull’housing sociale, l’incremento della durata dei mutui agevolati per l’edilizia, la concessione di mutui a tasso zero per l’acquisto della prima casa a favore di soggetti svantaggiati, un più facile accesso al credito, la regionalizzazione del Patto di stabilità, la promozione del partenariato pubblico-privato per le infrastrutture, la destinazione di risorse alla sicurezza degli edifici scolastici e al riassetto del territorio, la semplificazione amministrativa, il contenimento delle spese correnti o superflue delle pubbliche amministrazioni.
“Una maggiore attenzione da parte del governo e delle forze politiche ai problemi del settore e alla loro soluzione – ha concluso Salvo Ferlito – può rappresentare, senza un eccessivo spostamento di risorse, l’avvio di un vero e proprio ‘piano Marshall’ capace di fare ripartire il motore dell’economia della Sicilia. L’augurio è che in tempi rapidi possiamo ricevere segnali di riscontro che possano confortare le nostre scoraggiate aziende e i loro dipendenti”.

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