Ars, Vinciullo: “Il Governo regionale latitante non tutela l’agricoltura siciliana”

Palermo, 16 Dicembre 2010 – “Per il secondo anni consecutivo – dichiara l’On. Vincenzo Vinciullo, Vice Presidente della Commissione “Affari Istituzionali” - sono costretto a presentare un’ennesima Interrogazione e un ennesimo Ordine del giorno per costringere il Governo regionale siciliano a difendere, ironia della sorte, proprio l’agricoltura isolana”.

“Anche quest’anno, come l’anno scorso – spiega Vinciullo - è partito il progetto “Frutta nelle scuole”, che prevede la distribuzione di prodotti agricoli biologici all’interno degli istituti scolastici della regione siciliana. La gara è stata vinta da una ditta di Altamura in provincia di Bari che si occuperà, quindi, della distribuzione di frutta e di ortaggi nelle scuole della nostra regione. Come l’anno passato – prosegue Vinciullo - sono stato costretto a denunciare come, nelle scuole siciliane, non vengano distribuiti frutta e ortaggi locali, ma Clementini di Calabria e Ovali calabresi, con il risultato che i nostri agrumi rimangono sulle piante invenduti e i nostri figli, invece, a scuola consumano prodotti non siciliani”.

“Con l’Interrogazione di questa mattina – continua Vinciullo - chiedo all’Assessore Regionale alla Pubblica Istruzione di impedire l’ingresso nelle scuole siciliane di prodotti agricoli non locali e di adoperarsi, in virtù dell’autonomia riconosciuta alla Regione siciliana, affinché ai nostri alunni vengano distribuiti frutta e ortaggi della nostra terra. E’ insopportabile che per il secondo anno consecutivo sia costretto a intervenire su questa vicenda. Infatti, dopo averla ampiamente segnalata e dopo essere stata oggetto di uno scontro in Aula, non si capisce come anche stavolta il Governo regionale non si sia adoperato a tutela degli agricoltori siciliani. Se non fosse stato allertato, se non fosse stato ripetutamente invitato a vigilare sulla vicenda, potrei anche capire. Ma la verità – conclude Vinciullo - è un’altra: che questo Governo e questa maggioranza, bocciata dalle urne e frutto solo di accordi clientelari, non vuole governare, non vuole amministrare la Sicilia, ma vuole solo dividere posti di sottogoverno”.

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