Catania, presentata interrogazione su problematiche Cara Mineo
Il consiglieri del gruppo La Destra-“Con Nello Musumeci per la Provincia”, Giuseppe Mistretta, Enzo D’Agata e Gaetano Distefano, hanno presentato un’interrogazione sulla particolare situazione venutasi a creare a Mineo con l’istituzione del Centro di accoglienza per richiedenti asilo (Cara).
Gli immigrati, costretti a lunghi spostamenti a piedi per raggiungere il centro urbano della città di Capuana o la prima fermata di bus utile, creano situazioni di pericolo per sé e per gli altri lungo le strade provinciali e statali. Spesso, con l’intento di accorciare il percorso, attraversano fondi privati e talvolta vi bivaccano, abbandonando ogni genere di rifiuti, approfittando anche di qualche frutto maturo per deliziarsi il palato.
Nell’interrogazione, si chiede l’immediata scerbatura ed il rifacimento della segnaletica orizzontale e verticale sulle strade provinciali abitualmente percorse dagli ospiti del Cara, specie nelle n. 131 e n. 31, nonché un maggiore controllo della Polizia provinciale, ciò allo scopo di migliorare le condizioni di sicurezza. Inoltre, per quanto attiene le competenze indirette di Palazzo Minoriti, si chiede al presidente Giuseppe Castiglione d’intervenire presso il prefetto di Catania Vincenzo Santoro al fine di approntare un servizio navetta per gli immigrati che colleghi il “Residence degli Aranci” col centro urbano di Mineo e d’intensificare i controlli, garantendo la sicurezza sulle strade e contrastando la sistematica violazione della proprietà privata e l’abbandono dei rifiuti.
«Bisogna assicurare il diritto dei rifugiati ad una mobilità dignitosa ed in piena sicurezza – ha dichiarato il consigliere Giuseppe Mistretta, primo firmatario dell’interrogazione – consentendo loro di fruire di adeguati mezzi di trasporto e ponendo fine al penoso spettacolo delle colonne di uomini che si spostano a piedi sotto ogni intemperie, generando di fatto un pericolo costante sulle strade. Nel contempo, sarebbe bene porre in essere una qualche forma di sensibilizzazione dei migranti al rispetto delle nostre regole di civile convivenza, onde evitare che prima o poi si verifichi qualche incidente stradale o, peggio, la reazione violenta di qualche cittadino esasperato dalla costante violazione della proprietà».
