Lite in sala parto, Faraone (PD): “Interrompere business dei cesarei”
“Bisogna dire le cose come stanno: negli ospedali pubblici, e non solo in Sicilia, molti ginecologi agiscono al di fuori delle regole per interessi economici privati. Le pazienti in gravidanza spesso sono ostaggio psicologico di questi medici che utilizzano le sale parto dei nosocomi, a volte fuori turno con la copertura dei colleghi compiacenti - tanto prima o poi toccherà anche a lui chiedere il favore - per tagli cesarei retribuiti in modo ‘mascherato’, se non addirittura in nero”. Lo dice Davide Faraone, deputato regionale del PD in seguito alla lite in sala parto al Policlinico di Messina.
“Invece di gridare allo scandalo – aggiunge - il ministro Fazio faccia il suo dovere e prenda provvedimenti seri ed efficaci contro il ‘business dei cesarei’, e altrettanto ci aspettiamo dall'assessore alla Sanità Massimo Russo dal momento che è stato proprio lui, nelle scorse settimane, ad accendere i riflettori sul ‘numero anomalo’ di cesarei nell’isola. E' una questione di legalità e soprattutto di rispetto dei pazienti. Le donne in gravidanza che non possono permettersi un ginecologo privato di fiducia per motivi economici, spesso si rivolgono alle strutture pubbliche dove trovano efficienza ma a volte anche servizi inadeguati. Chi invece si affida al privato – conclude Faraone - poi riceve la proposta indecente dal medico: ti seguo fino al parto, poi trovi il medico di turno che ti fa partorire oppure ci mettiamo d'accordo e io faccio in modo di essere in ospedale per il taglio cesareo. Questo meccanismo perverso deve finire”.
