Calcio/ Acr Messina, Di Napoli "chiama" i messinesi al "San Filippo"
«Conosco bene i messinesi e sono certo che giovedì prossimo daranno il loro piccolo apporto per aiutare la popolazione colpita dall'alluvione». Arturo Di Napoli, capitano e simbolo di del Messina, è tra i più attivi nelle iniziative in favore degli sfollati. Ed è certo che l'amichevole di giovedì prossimo al San Filippo – attualmente hanno risposto presente Messina e Catania che si affronteranno con formazioni miste, mentre si è alla ricerca di una terza squadra – vedrà la partecipazione di tanti messinesi per la raccolta di un consistente incasso.
Di Napoli ha toccato con mano il dramma delle gente colpita dall'alluvione. Lui, che si sente un messinese d'adozione, non passa attimo della giornata senza pensare alla tragedia che ha interessato alcuni paesi della fascia ionica.
«Dopo tante parole – ha detto il capitano giallorosso – è giunta l'ora di fare concretamente qualcosa per aiutare gli sfollati. Non possiamo restare indifferenti di fronte alla tragedia che ha colpito tante famiglie e nel nostro piccolo cercheremo di contribuire alla raccolta di una parte dei fondi che serviranno per la ricostruzione. La partita di giovedì è importante perché chi vuole aiutare gli sfollati ha la possibilità di dimostrarlo con un piccolo contributo, venendo allo stadio e partecipando a una serata all'insegna della solidarietà».
Di Napoli con alcuni compagni di squadra ha già portato personalmente la solidarietà agli sfollati e negli ultimi giorni si è anche recato nei luoghi colpiti dalla tragedia. «Era il minimo che potessi fare. Mi sento uno di loro e non ho fatto nulla di particolare. Ho visto famiglie disperate, bimbi smarriti, persone che hanno perso i propri cari e anche la casa. Un episodio mi ha fatto stare malissimo: un bambino in lacrime mi si è avvicinato chiedendomi se avevo visto la sua mamma. Non ho trovato la forza di rispondergli. Storie tristissime che non possono lasciarci indifferenti. Mi sono reso conto che ci sono situazioni delicate sotto l'aspetto psico-fisico e anche economico, gente che non ha più nulla e che non ha alcuna certezza per il futuro. Per questo la società si è subito messa in moto per organizzare un evento allo stadio e coinvolgere tante persone per mettere da parte una buona somma».
Alla partita di giovedì – si spera nella sensibilità degli enti preposti per aprire al pubblico tutti i settori (attualmente è agibile solo la tribuna A) dello stadio – potrebbe partecipare una terza squadra (l'ad del Catania, Pietro Lo Monaco, si sta attivando per coinvolgere un altro grosso club) per dare vita a un triangolare (il prezzo del biglietto d'ingresso dovrebbe essere di dieci euro) nel ricordo di una tragedia che ha scosso anche il mondo dello sport.
«Negli occhi della gente – continua Di Napoli – ho letto la voglia di tornare presto nelle proprie case ma per farlo ci vuole l'aiuto di tutti. Dalle istituzioni alla gente normale, gli sfollati non possono essere lasciati soli. Però vedo che in giro, chi più chi meno, in tanti si stanno muovendo per dare un contributo concreto a quelle popolazioni. Ho visto con i miei occhi che parte dei paesi non ci sono più, ma bisogna fare il massimo per cercare di ricostruire il possibile e garantire un futuro a tante gente che oggi si ritrova, senza più un tetto proprio, in un alloggio provvisorio a piangere un proprio caro che non c'è più».
Il mondo dello sport è in prima linea. E non poteva essere diversamente in situazioni di tale gravità. Di Napoli, che del calcio di serie A conosce tutto e tutti, conferma che anche dal piano più alto del calcio italiano la tragedia di Giampilieri e Scaletta ha lasciato il segno.
«Negli ultimi giorni – ha detto l'attaccante milanese – ho ricevuto tante chiamate da parte di colleghi che, sapendo del mio ritorno a Messina, volevano avere notizie della tragedia. Posso confermare che in tanti stanno organizzando una raccolta fondi per le popolazioni colpite dall'alluvione. Mi ha chiamato il tecnico Guidolin, ma anche Antonio Cassano, Marco Storari e anche Morrone, Brienza, Contini, Accardi, Brocchi e Tare. Tutti mi hanno detto che non bisogna lasciare sole quelle persone. Ed è per questo che ci stiamo battendo affinché giovedì siano presenti tanti messinesi desiderosi di dare il loro piccolo contributo».
Impossibile, davanti a questa tragedia, parlare di sport e di quel che sarà: «Stiamo continuando ad allenarci ma è ovvio che la testa sia altrove. Giusto rinviare la gara di Acicatena perché non saremmo stati pronti per scendere in campo a pochi giorni da quanto successo a pochi chilometri da dove ci alleniamo quotidianamente».
I giallorossi torneranno in campo tra 9 giorni
Il secondo rinvio accordato dalla Lega nazionale Dilettanti non modifica di una virgola i programmi della squadra giallorossa. Il Messina continua ad allenarsi con la tristezza nel cuore per quanto successo a pochi chilometri dalla città.
La formazione peloritana, agli ordini del tecnico Pietro Infantino, prosegue gli allenamenti per non interrompere il programma di preparazione in vista della ripresa, fissata per domenica 18 ottobre quando allo stadio San Filippo arriverà la matricola Sambiase.
Con il Milazzo di Antonio Venuto, infatti, si recupererà il pomeriggio di mercoledì 21 ottobre, mentre ancora la Lega non ha comunicato quando si giocherà Acicatena-Messina che da domenica prossima è stata rinviata a data da destinarsi.
Difficile preparare un evento sportivo in questa situazione. Tuttavia il tecnico peloritano sta cercando di dare seguito a un lavoro che sin qui ha portato sei punti in quattro partite mantenendo l'imbattibilità (una vittoria, contro la Nissa al San Filippo, e tre pareggi il bottino d'inizio stagione) e con la prospettiva che, alla ripresa, la squadra potrà presentare qualche volto nuovo per far ripartire la caccia alle formazioni di vertice.
fonte:gazzettadelsud
