L'illusioria rete del vantaggio etnea di Martinez (Siciliatoday.net)

Calcio, Catania - Lazio 1 - 1: il commento

In crescita
Un anno fa, di questi tempi, una partita del genere sarebbe stata vinta. A dimostrazione che al Catania odierno, al di là delle giuste sottolineature riguardanti le problematiche tecnico-tattiche finora evidenziate, manca anche un pizzico di fortuna. A mio parere, oggi i rossazzurri hanno fatto intravedere alcuni miglioramenti in fatto di gioco, di coesione e di condizione atletica che, se confermati a Bergamo, potranno e dovranno condurre a un sostanziale cambio di passo. Non potrà sempre accadere, infatti, che l'avversario faccia un tiro in porta (la rete del subentrato Cruz) e segni, dopo aver rischiato di prendere tre o quattro "pappine". Nelle mie analisi faccio sempre ricorso unicamente ai numeri, siano essi "amici" del Catania o meno. Ebbene, un punto in quattro gare (e penultimo posto in classifica) è sicuramente uno score negativo, così come quello relativo alle reti subite (9). Tuttavia, oggi il tabellino, che mai mente, ci dice che il Catania ha prodotto sei nitide palle-goal, contro le due (entrambe con Cruz, compresa la rete del pareggio) degli ospiti, tutte nei primi minuti della ripresa. Non solo, la buona notizia è che, a differenza di quanto accaduto a Parma e a Udine, l'undici di Atzori questa volta è riuscito a reagire al momento di black out (primo quarto d'ora iniziale del secondo tempo), creando tre macroscopiche occasioni per riportarsi in vantaggio (clamorosi il palo di Martinez e il mancato tap-in a porta vuota di Morimoto, ancora su affondo dello scatenato uruguagio). Meritatamente, senza alcun dubbio. E sì, perché il Catania avrebbe meritato di vincere contro questa Lazio dimessa e imprecisa (fra l'altro messa in campo inizialmente assai male da Ballardini con due punte leggere come Foggia e Zarate e il fantasmatico Meghni ad alternarsi in assistenza con il brasiliano Matuzalem) e, se non vi è riuscito, oltre alla sfortuna, deve appellarsi ancora una volta a un calo evidente palesato a inizio ripresa. Un fattore "portante" che si ripete in ogni gara e su cui deve lavorare Atzori. Considerata, infatti, la reazione della mezz'ora finale, non si può nemmeno dire che adesso la squadra abbia un deficit di condizione atletica. Da questo punto di vista si sta migliorando. Quindi si tratta unicamente di un deficit mentale, di applicazione e di attenzione, che deve essere eliminato, in quanto queste ultime devono essere, al contrario, le doti principali di un team in grado di lottare per evitare la retrocessione in Serie B. Il punto conquistato, poi, non è da gettare via. Se si considerano due fattori, i progressi messi in mostra e la classifica, il futuro non deve apparire plumbeo, a patto che si prosegua sulla strada della crescita a partire dalla gara di mercoledì a Bergamo. Dando un occhio alla graduatoria, ci si accorge che, a parte le rivelazioni Bari, Parma e Chievo (squadre che, in ogni caso, rimangono da annoverare fra le dirette concorrenti del Catania), tutte le altre sono lì a uno due o tre punti, con la stessa Atalanta del pericolante Gregucci in fondo a quota 0. Troppo presto, quindi, per cantare il "De profundis". Anzi, pericolosissimo sarebbe proprio cantare il "De Profundis" invece di sostenere e incitare.

Atzori, tutto in due partite
I segnali di miglioramento fatti intravedere oggi, congiuntamente al punticino raggranellato, ovviamente, non risolvono magicamente i problemi ad Atzori, le cui scelte oggi mi sono parse maggiormente incisive, salvo poi "perdersi" nel mistero fitto della sostituzione del migliore in campo, Martinez, nel finale per far posto a Plasmati. E' chiaro che, qualora il tecnico ex ravennate non portasse punti dai match contro Atalanta e Roma, non avrebbe più la forza di reggere l'urto delle pressioni dell'ambiente. Pertanto, le prossime due partite saranno decisive per il suo futuro. Il mio auspicio è che ce la faccia perché significherebbe che il Catania ce l'avrà fatta. Il 4-3-3 proposto oggi, con Martinez e Mascara esterni a supportare Morimoto non è dispiaciuto. Complice una gara quasi perfetta di Carboni, giganteggiante davanti alla difesa su Matuzalem e Meghni, e la miglior partita in maglia rossazzurra del Malaka, addirittura imprendibile in percussione e stupendamente bravo a fulminare Muslera con un destro d'autore in occasione della rete del vantaggio in apertura di match, il Catania per tutto il primo tempo ha convinto, mancando solo nel colpo del KO. Colpo risolutivo non giunto per alcuni motivi che cercherò di riassumere.

Delvecchio, Mascara, Morimoto
In primis, è chiaro come il sole che questa squadra manchi di un uomo di qualità in mezzo al campo. Il Ledesma della situazione. E l'argentino non può essere certamente sostituito da Delvecchio che non ne ha le caratteristiche. Se si aggiunge il fatto che l'ex doriano appare ancora lontano dalla migliore condizione (anche oggi piuttosto lento e macchinoso) e, per di più, non garantisce neanche quel fondamentale contributo in fatto di capacità d'inserimento (ci ha tentato, splendidamente servito dal Malaka, sprecando tutto davanti a Muslera con un improbabile assist per Morimoto), ecco che la problematica viene acuita. Secondo punto, Mascara non sta rendendo al massimo, o almeno ai livelli dello scorso anno. E Mascara è l'uomo cardine di questa squadra. L'impressione è che, vedendo come talora reagisce in campo, sia un tantino insofferente. Probabilmente non ha ancora trovato la giusta posizione e ne risente. Il mio parere è che debba essere impiegato da attaccante vero (non per nulla si è laureato capocannoniere rossazzurro al termine della scorsa stagione) e non come jolly a tutto campo. Oggi l'ho visto troppo rinculare in cerca del pallone. In ultimo, la questione centravanti. Morimoto, per me, è fortissimo. E' un ragazzo che farà tantissima strada, avendo le giuste qualità tecniche e agonistiche per imporsi a grandi livelli. Ma è, appunto, ancora un giovanissimo. Giustissimo assegnargli il ruolo di titolare fisso, farlo crescere (non dimentichiamo che ha già segnato due reti). Ma, gli manca ancora quel pizzico di cattiveria in più (alla Inzaghi...) tale da fargli compiere il salto di qualità definitivo. Bisogna attenderlo con fiducia. Tuttavia, nelle gare difficili in cui il nipponico non riesce a sfondare utilizzando le sue (ottime, ripeto) qualità, sarebbe necessario affiancargli un'altra punta di peso, uno in grado di "far male". Un centravanti di valore, insomma. Il Catania non ce l'ha. La società lo sa benissimo. Dunque, si andrà avanti così fino a gennaio, poi si provvederà. Fino ad allora, massimo sostegno a questa rosa di "avanti". Però, un appunto vorrei farlo, al simpaticissimo Plasmati, subentrato a una decina di minuiti dalla fine. Il materano si è lamentato un paio di settimane fa della scarsa considerazione nei suoi confronti di stampa e tifosi, rei di invocare una "punta di peso". Ebbene, oggi è entrato in campo, fallendo tutti gli stop (ma la tecnica calcistica non costituisce la sua dote migliore) e tutte le spizzate di testa (queste sì dovrebbero, invece, essere il suo pane) a disposizione. Ci rendiamo conto che giocare 10 minuti e incidere non è mai facile se non ti chiami Inzaghi o Cruz, però ci permettiamo di consigliare al mitico "Plasmon", per il futuro, di utilizzare meno le polemiche "in verbis" e maggiormente i fatti sul campo...

A Bergamo con questo spirito
In casa dell'ultima in classifica, in crisi tecnica, si dovrà giocoforza fare risultato, preferibilmente pieno, per dare un segnale forte, per far capire che la ripresa definitiva è in atto. Anche Atzori dovrà convincere i tifosi che, nel finale di partita (a mio parere ingenerosamente) lo hanno contestato. Ci attendiamo che determinate scelte infelici giocate "in corsa" diventino mosse vincenti. Oggi, un piccolo passo in avanti in questo senso è stato compiuto. Giusta, a mio avviso, la sostituzione del deludente Delvecchio con Ricchiuti, il quale è riuscito a dare maggiore freschezza e tecnica alla manovra etnea (non per niente sono giunte ottime occasioni per chiudere l'incontro). Di contro, incomprensibile (come già accennato) la sostituzione del Malaka per far posto a Plasmati e di Biagianti con Izco. Cosa possa aggiungere a una gara da vincere a tutti i costi il pur encomiabile mediano argentino, giocatore di gran corsa ma di tecnica assai limitata, non riesco a spiegarmelo. Notiamo che, in tutte le partite finora giocate, gli allenatori avversari hanno proposto nella ripresa sostituzioni vincenti (anche oggi, bravo Ballardini a inserire Cruz, allargando Zarate e Foggia, il quale ha poi prodotto l'accelerazione vincente sulla fascia destra), il Catania no. In questo Atzori deve migliorare. E in fretta, perché di "marpioni" in Serie A ce ne sono tanti, forse troppi. "Etiam capillus unus habet umbram suam", anche un solo capello fa la sua ombra, ci informa l'immortale Publilio Sirio. Cioè, bisogna curare anche i dettagli se si vogliono ottenere risultati... Atalanta-Catania diventa, così, un crocevia fondamentale per le due squadre e per i due tecnici Atzori e Gregucci. Chi perde è perduto. Il Catania visto oggi può farcela. Mi sento di essere fiducioso. Ma solo il campo darà il proprio responso. E dovranno accettarlo tutti. Let's go, Liotru, let's go!!!

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