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Calcio, Catania - Roma: la presetazione del match

Come l’Etna in eruzione
“Perché il Vulcano è la Terra che amiamo e dell’eruzione ce ne freghiamo!” È facile intonare questo coro, tra i più amati, anzi, il più amato dai tifosi rossazzurri, quando le cose vanno bene: con la squadra che vince, gioca bene e riesce pure a far divertire la gente. Ma è altrettanto facile intonare cori di scherno ed inveire contro giocatori, tecnico e, talvolta, verso la società.. Facile, facilissimo, forse anche troppo. Questo non è un discorso filo societario o di difesa della società di Via Ferrante Aporti, è semplicemente una provocazione, lanciata a tutti quelli che hanno storto il muso dopo la sconfitta contro la Sampdoria, a tutti quelli che davano ( e danno tutt’oggi) già per retrocessa la formazione etnea dopo appena novanta minuti di gioco. Le successive sconfitte hanno avallato, ulteriormente, questa precoce e, per certi versi, assurda idea, trascurando però alcuni, flebili ma costanti, segnali di miglioramento: il primo tempo di Parma; il primo tempo di Udine, la gara contro la Lazio, le occasioni create, ma non sfruttate, a Bergamo. Piccoli segnali di una lenta crescita che si vede, ma che non vuole essere “accettata” da tutti quei detrattori che chiedono immediatamente la testa di Gianluca Atzori, come se fosse lui l’unico colpevole o la causa del penultimo posto in classifica del Catania. Atzori come capro espiatorio, ecco i perché: perché proviene dalla prima divisione; perché essendo il tecnico più giovane ( o meno vecchio) di tutta la serie A non ha esperienza; perché ha sostituito Martinez (stanco e spompato) nel finale contro la Lazio; perché, perché, perché.. Facile puntare il dito contro di lui; sbagliato se non si considerano alcune “attenuanti”: ad eccezione di Mascara, tutto il “nucleo storico” è stato smantellato per ringiovanire la rosa; la difesa etnea, dopo la partenza di Stovini (autentico leader del reparto arretrato) è ancora alla ricerca della giusta quadratura; l’inserimento dei nuovi è lento, ma graduale. Dare tempo al tempo e se bisogna contestare è giusto farlo, sempre nei limiti della civiltà, al triplice fischio dell’arbitro Saccani di Mantova, a risultato acquisito. Prima, però, durante la gara contro i capitolini, BISOGNA SOSTENERE AD OLTRANZA, senza fischiare al primo errore o al primo pericolo creato dagli avversarsi, come è accaduto contro la Lazio. La squadra sta crescendo, lentamente, ma sta crescendo; quindi, aiutiamola tutti insieme a farla crescere perché, va sempre ricordato, la serie A è un patrimonio di TUTTI. E se il Catania di Atzori dovesse battere la Roma cosa diranno i detrattori? Semplice: “Atzori? Chissu mugghiu di Guadddiola (Guardiola, tecnico del Barça) è!”

Il destino di Atzori in tre gare: III atto
Ultimo atto del caldo trittico che il calendario ha riservato alla formazione rossazzurra: dopo il pareggio contro la Lazio e quello a reti inviolate di Bergamo ecco la difficile gara del “Massimino” contro la Roma di Claudio Ranieri, indimenticabile protagonista della promozione in serie A del 1983. Una gara, considerando la classifica deficitaria che vede il Catania penultimo in compagnia del Livorno a con soli due punti, da vincere con qualsiasi tipo di risultato. La gara di Bergamo, oltre al prezioso punticino che ha prolungato a due la striscia positiva, ha dato diversi spunti interessanti; primo dei quali l’impressione che il Catania, come del resto l’Atalanta, fosse condizionata dalla paura di non perdere. Prevedibile, gli scontri diretti incutono sempre un certo timore. Altro dato interessante, ed incontestabile, è rappresentato dalle occasioni da rete create ( e non concretizzate) dalla formazione etnea specialmente con “Ka T’ayuti a signari” Morimoto “divoratore” di due colossali palle-gol. Bastava un briciolo di cattiveria, di convinzione in più per ritornare da Bergamo con l’intera posta in palio. Ma non serve piangere sul latte versato e soffermarsi troppo sulle occasioni mancate. Bisogna concentrarsi sulla Roma e provare a ripetere lo stesso risultato della scorsa stagione: una vittoria convincente che Convinca del tutto ( pardon per il gioco di parole) gli scettici; una vittoria che rappresenti l’inizio della risalita verso zone di classifica più sicure e meno calde dell’attuale. – 38 all’Alba: “In bocca al lupo Catania. Crepi, la Lupa!”


Ranieri e i suoi “Gladiatori”
Reduce dal rocambolesco pari rimediato nel pantano del “Renzo Barbera”, la Roma di Claudio Ranieri si accinge ad affrontare la seconda tappa del “Giro di Sicilia”: da Palermo a Catania, da occidente ad oriente. Stagione complicata quella romanista, iniziata con le accese contestazioni della tifoseria giallorossa nei confronti della presidentessa Rosella Sensi rea di un preoccupante immobilismo sul mercato che ha portato poche facce nuove a Trigoria: Burdisso e Guberti i nomi più noti ai calciofili. Iniziata male, proseguita peggio con le dimissioni di Luciano Spalletti dopo la sconfitta casalinga contro la Juventus. L’avvento di Claudio Ranieri, tecnico romano (del quartiere Testaccio) e romanista, ha dato una nuova verve al “moribondo” gruppo giallorosso: due vittorie ( 2 a 1 a Siena e 3 a 1 in casa alla Fiorentina) e un pareggio ( 3 a 3 a Palermo)in tre gare. Ranieri invocava il ritorno dei gladiatori ed i gladiatori, con Totti e De Rossi su tutti, sono ritornati. Tutti i problemi risolti? Ebbene no. Un duro lavoro attende, ancora, il tecnico testaccino; bisogna lavorare su una difesa tutt’altro che imperforabile che con i suoi undici gol subiti in cinque gare rappresenta la difesa più battuta della serie A. Si spera che questi problemi continuino anche al “Massimino”…

Rendimento del Catania in casa
Nelle due gare disputate allo stadio “Angelo Massimino” la formazione di Luca Atzori ha ottenuto un solo punto: 1 a 1contro la Lazio; uscendo sconfitta nella partita d’esordio contro la Sampdoria (1 a 2 ). Due le reti segnate, tre quelle subite. L’ultima vittoria casalinga dei rossazzzurri fa riferimento alla scorsa stagione: 24 maggio 2009 Catania – Napoli 3 – 1 in virtù delle reti di Morimoto, Mascara (su rigore) e Falconieri che ribaltarono l’iniziale vantaggio napoletano di Bogliacino.

Rendimento della Roma in trasferta
La formazione capitolina nelle tre gare sinora disputate lontano dallo stadio “Olimpico” di Roma ha raccolto quattro punti, in virtù della vittoria di Siena ( 2 a 1) e del pareggio rocambolesco di Palermo ( 3 a 3). L’unica sconfitta risale alla gara d’esordio, con Spalletti in panchina: 3 a 2 dal Genoa. Sei le reti segnate, sette quelle subite.

Precedenti in serie A
Il bilancio in serie A delle gara tra Catania e Roma disputate in casa dell’Elefante sorride, anche se di poco, alla formazione rossazzurra. Su dodici match: tre vittorie per gli etnei, due per i capitolini e sette pareggi. Le vittorie etnee risalgono alle stagioni 64/65, 65/66 e 2008/09, rispettivamente 4 a 0 con le reti di Facchin, Rozzoni, Cinesinho e Calvanese; 1 a 0 la stagione seguente con rete del “solito” Facchin e il 3 a 2 della scorsa stagioni con reti di Baiocco e Morimoto(doppietta) per gli etnei, di Menez e Vucinic per i giallorossi. Le vittorie romaniste risalgono, invece, nel 70/71 e nel 2006/07, rispettivamente 1 a 2 e 0 a 2. I sei pareggi: 2 a 2 nel 54/55 e 83/84, 1 a 1 nel 60/61, 61/62 e nel 2007/08, 0 a 0 nel 62/63 e 63/64. I capitolini hanno espugnato lo stadio catanese, effettivamente, in una sola circostanza: il venti dicembre 1970 una doppietta del giallorosso Del Sol ribalta l’iniziale vantaggio etneo siglato da Baisi.

Ancora il 4-3-1-2 per Atzori
Per la terza gara da disputare nell’arco di una settimana mister Atzori dovrebbe dare ancora fiducia agli stessi uomini che sono scesi in campo sia contro la Lazio che con l’Atalanta, anche se qualche variazione dell’ultimo minuto è un elemento da non sottovalutare. A parte i soliti indisponibili Barrientos, Alvarez, Marchese e Sciacca, quest’ultimo autore di un’ottima prova in maglia azzurra contro il Paraguay nella prima giornata del mondiale under20, il tecnico rossazzurro avrà a disposizione l’intera rosa: a tal proposito, possibile che l’argentino Pablo Ledesma possa trovare un posto in panchina. Detto questo, probabile la riproposizione del 4-3-1-2 con Andujar tra i legni; difesa a quattro con Potenza, che dovrebbe vincere il ballottaggio con Bellusci, sulla fascia destra; Silvestre e Spolli coppia centrale con Capuano sulla corsia mancina; mediana a tre con Biagianti, Carboni e Delvecchio; Mascara sulla trequarti; Martinez e “Ka T’ayuti a signari” Morimoto in attacco.

Perrotta recuperato, dubbio De Rossi
Contro il Catania, nell’insidiosa trasferta al “Massimino”, l’ex calciatore rossazzurro, Claudio Ranieri, potrà contare sull’apporto del centrocampista campione del mondo Simone Perrotta, al rientro dopo aver saltato il match infrasettimanale contro il Palermo a causa di un fastidio al polpaccio. Destano qualche dubbio le condizioni dell’altro azzurro campione del mondo De Rossi e del francese Mexes: il primo alle prese con un fastidio alla schiena, il secondo con un problema al ginocchio. Sicuri assenti il portiere Doni e l’attaccante Baptista. Il tecnico giallorosso dovrebbe affidarsi al 4-3-1-2 con Julio Sergio in porta; quartetto difensivo formato da Motta sulla fascia destra, Burdisso e Juan coppia centrale, il norvegese Riise sulla sinistra; centrocampo a tre con Taddei sul centrodestra, Brighi, se non dovesse recuperare De Rossi, centrale con Perrotta sul centrosinistra; Pizarro trequartista dietro a Totti e Vucinic.

Probabili formazioni
CATANIA(4-3-1-2): Andujar; Potenza (Bellusci), Silvestre, Spolli, Capuano; Biagianti, Carboni, Delvecchio; Mascara; Martinez, Morimoto. A disp.: 30 Campagnolo, 14 Bellusci, 18 Augustyn, 8 Ledesma, 24 Pesce, 9 Plasmati, 19 Ricchiuti. All: Atzori.

ROMA(4-3-1-2): Julio Sergio; Motta, Burdisso, Juan, Riise; Taddei, Brighi (De Rossi), Perrotta; Piazarro; Vucinic, Totti. A disp.: 25 Artur, 77 Cassetti, 5 Mexes, 16 De Rossi, 21 Guberti, 94 Menez, 89 Okaka. All: Ranieri.

ARBITRO: Saccani di Mantova (Petrella – Di Liberatore/Gava)

INDISPONIBILI: Barrientos, Alvarez, Sciacca e Marchese; Doni, Baptista.

SQUALIFICATI: -

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