Calcio, Catania-Juventus: il commento di Max Licari

Game over
A due gare dal termine giunge la certezza della raggiunta permanenza per il quinto anno consecutivo in Serie A. Non diciamo matematica per pura accademia, giacché dovrebbero accadere cose da fantacalcio affinché l'Atalanta, il cui pareggio interno odierno con il Bologna suona come una condanna inappellabile, possa agganciare a quota 41 i rossazzurri, la cui differenza reti positiva (+11) in ogni caso chiude qualsiasi tipo di conto. Tuttavia, la salvezza, come ampiamente ribadito in passato, il Catania l'aveva raggiunta già da un mesetto, dopo le vittorie con Inter, Fiorentina e Palermo. Un'impresa impensabile al termine del girone d'andata, caratterizzato da un trend di risultati da retrocessione. E proprio questo approdo è necessario sottolineare, piuttosto che commentare la gara pareggiata oggi con una discreta Juventus, ennesimo risultato utile conquistato con una "grande" del massimo campionato. Se facciamo due conti, ci accorgiamo che la compagine allenata da Sinisa Mihajlovic ha raccolto la metà dei punti in palio con Inter e Fiorentina, tre quarti con Palermo e Juventus. Di contro, 3 punti totali con le retrocesse (ci metto dentro anche l'Atalanta, considerando in pratica nulle, ormai, le sue possibilità di salvezza). Insomma, obiettivo raggiunto grazie a epiche battaglie vinte con squadroni, imprese che rimarranno nella storia, vittorie in molti casi conseguite dopo un quarantennio di sogni o illusioni. Questa è la soddisfazione maggiore che ci lascia il quarto torneo consecutivo in A. I complimenti alla società, a Mihajlovic-Marcolin e ai giocatori sono d'obbligo. Hanno dimostrato di avere le palle, quello che alla tredicesima giornata avevamo un po' tutti chiesto a una compagine ultima in classifica con 9 punti.

Riscatto dopo Livorno
Al di là dle risultato finale, comunque importante, a capitan Mascara e compagni si chiedeva di far dimenticare ai tifosi la peggior prestazione stagionale, quella debacle subita al "Picchi" di Livorno che aveva fatto infuriare, e non poco, allenatore, presidente e A.D. La missione può dirsi compiuta, come dimostra l'apprezzamento finale del pubblico, non parco di applausi e cori nel magico postgara. Contro una delle migliori edizioni della Juventus (sempre per modo di dire, ovvio, ma dopo tragicommedie da operetta, almeno oggi si è vista una squadra con un capo e una coda), i rossazzurri hanno saputo soffrire nei primi 20', grazie anche a un sontuoso Andujar (decisivo su Del Piero), colpire su calcio piazzato con Silvestre e ripartire puntualmente con Ricchiuti, Izco (a mio avviso, il migliore in campo), Mascara e Maxi. La scelta iniziale di Miha, del resto, si era rivelata giusta: dentro il "meno peggio", Carboni, a sostituire per l'ennesima volta il mancato rientrante Martinez (giusto non rischiarlo, ci sarà a Bologna), in panca i deludenti Delveccchio e Ledesma. Certo, il "vichingo" argentino anche in questa occasione ha mostrato uno stato di forma non scintillante, ma almeno non passeggia in campo. In ogni caso, insufficiente la sua prova, ma se poi andiamo a constatare il rendimento di Ledesma nei 37' giocati, possiamo farcene una ragione: bene ha fatto il tecnico serbo a partire con quella formazione, il classico 4-3-3 da contrapporre al 4-3-1-2 di Zaccheroni, encomiabile per impegno ma poco produttivo in giocatori chiave come Melo (inguardabile), Diego (25 milioni di leggerezza) e Iaquinta (ancora lontano da uno standard di rendimento accettabile; e andrà ai Mondiali...). Il caso della simpatica "oveja" è, comunque, da analizzare a fondo. Le sue qualità tecniche e tattiche sono indiscusse. Perché, allora, non riesce a riprendersi dopo il rientro conseguente al lungo infortunio che lo ha tenuto 7/8 mesi lontano dai campi di gioco? Solo perché non gioca con continuità? Ma come può guadagnare la titolarità, con un tecnico come Mihajlovic, uno che anche in allenamento mostra una forma atletica e, soprattutto, "mentale" assai deficitarie? Le risposte datevele voi. Il secondo tempo, cominciato con il pareggio (giusto) di Marchisio (colpevole la difesa rossazzurra), per me costituisce il capolavoro tattico di Mihajlovic. A un certo punto, considerata l'attitudine offensiva della Juve, il trainer etneo ha pensato bene che un pareggio potesse far lo stesso. Aveva ragione. Per raggiungere l'obiettivo, dopo il solito cambio dato a Ricchiuti (Ledesma), ecco la mossa a sorpresa: fuori Biagianti, fra i migliori ma stanco, dentro Spolli e passaggio al 5-3-2. La Juve non ha tirato più in porta e se Maxi Lopez avesse messo dentro (straordinario Buffon) il destro susseguente a una splendida azione in percussione sciorinata al 44', avrebbe pure vinto in carrozza. Che dire, chapeau!

Matias, la prima di un giocatore vero
Ricordate cosa si diceva nel periodo intercorrente fra l'estate e dicembre scorsi (quando il suo rendimento, obiettivamente, non si mostrava eccelso, come del resto quello di tutto il team di Atzori)? Silvestre è bravino, ma senza Stovini si perde; non sa comandare la difesa; varie ed eventuali... Ebbene, il difensore centrale argentino ha risposto sul campo, sciorinando una prima parte di 2010 da ottimo giocatore e, soprattutto, da uomo vero. Sono molti a pensare che sia pronto per una grande squadra; io sono fra questi. E' veloce, attento, bravo in anticipo, discreto nel gioco aereo. Insomma, un elemento di buona affidabilità che ha dimostrato con i fatti di poter fare bene in una Lega di primo piano come quella italiana. La sua prima rete in Serie A deve far gioire tutti i tifosi etnei, perché trattasi di gioia meritata per uno dei leader silenziosi della squadra. Complimenti, Mati, lo hai meritato il gol decisivo del campionato 2009/2010!!!

il futuro è adesso
Il presidente Pulvirenti, a fine partita, ha espresso la sua enorme soddisfazione, ci mancherebbe. Però, ciò che più mi è piaciuto è stato il suo volersi proiettare immediatamente verso il futuro, non cedendo minimamente alla tentazione di abbandonarsi a rivalse dialettiche contro chi, fino a qualche mese fa, cantava il "de profundis" a lui e alla sua società. Ha ribadito la volontà di voler fare il salto di qualità l'anno prossimo; ha parlato di mercato, rimarcando come a partenze importanti seguiranno arrivi altrettanto rilevanti (un elemento sarebbe già stato acquistato in Argentina); ha tranquillizzato tutti. Psicologicamente, un contributo decisivo, quello del massimo dirigente rossazzurro.

A Bologna con serenità
La cosa più bella del pomeriggio catanese, a mio giudizio, è il "countdown" finale vissuto tra i giocatori in campo, raccolti in cerchio, e il pubblico sugli spalti, tutti in spasmodica attesa della conferma del risultato di Bergamo. Un momento significativo, che sancisce l'avvenuta "saldatura" tra sostenitori e squadra, nell'ambito di una stagione travagliata in cui, a un certo punto, tale unione poteva apparire una semplice utopia. Adesso, a Bologna un pari significherebbe salvezza matematica, e anche i felsinei potrebbero festeggiare, dato che l'Atalanta sarà di scena a Napoli. Bisogna fare l'ultimo sforzo, ma con la massima serenità. Ce lo siamo guadagnati. Let's go, Liotru, let's go!!!

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