Calcio, Catania-Udinese 1-0: il commento

Rivoluzione "Jeanpaul""
In un colpo solo, risultato, classifica e Maxi Lopez. Giampaolo non poteva chiedere di più al match casalingo contro i bianconeri friulani di Guidolin (privo del suo uomo migliore, Di Natale) e, soprattutto, non poteva approcciare in modo migliore il difficile derby di domenica prossima a Palermo, come al solito una delle gare più sentite dalla tifoseria rossazzurra. Il Catania, con l'odierna vittoria di misura, si attesta a metà classifica (14 punti), in condominio proprio con i rosanero e l'Udinese, sfata il tabù gol (in rete dopo 3 match in "bianco") e si pone in condizione di guardare al futuro con maggiore serenità, senza l'assillo del risultato a qualsiasi costo. Molti tifosi attribuiranno tali accadimenti alla cosiddetta "rivoluzione" giampaoliana: in pratica, dentro il tanto sospirato tandem Maxi-Antenucci, con Mascara a sostegno (trequartista nell'ambito del 4-3-1-2 prescelto) e, addirittura, Ledesma al posto di Carboni a centrocampo. Fuori Carboni, Ricchiuti e Gomez, fra i più utilizzati durante l'attuale gestione. Quattro giocatori offensivi in campo, per di più (a differenza del "sistema" Ricchiuti-Gomez-Mascara-Maxi della partita contro la Fiorentina) con due punte vere a dividersi i compiti in avanti. In tanti penseranno che, seppur non sciorinando calcio d'alta scuola, macinando poche occasioni da rete (ma l'Udinese ha "cattigghiato" Silvestre & co, diciamolo, compreso il pur bravo Sanchez, mal supportato dallo scandaloso Denis, "tanke" da birreria fuori porta, in tutti i sensi), soffrendo come sempre si soffre nel nostro equilibratissimo campionato (chiedere stasera a Juve e Inter...), proprio il fatto di poter mettere pressione all'avversario con un maggior numero di elementi offensivi abbia nuovamente condotto il Catania al successo dopo 6 lunghi turni. Ebbene, ritengo che questa possa risultare una sorta di mezza verità o, se preferite, mezza bugia. E' vero che, prestando finalmente ascolto alle invocazioni mistiche della "piazza" e di metà della sua stessa squadra, Giampaolo ha, se non altro, inviato un segnale ai naviganti, in special modo ai propri giocatori; in buona sostanza, il succo: io vi aiuto, ora aiutatevi. Un segnale positivo che ha giovato a tutto l'ambiente, in quanto ha tranquillizzato, e non poco, i tifosi impazienti di assistere a prestazioni più "coraggiose". Tuttavia, e il primo tempo lo dimostra, non è che si possa mutare pelle in un "amen", due, tre o mille punte che siano. La vera differenza l'ha fatta la voglia più che il modulo o il numero di giocatori d'attacco in campo. Si è visto subito, malgrado le difficoltà già citate, un approccio diverso, più "cattivo", da parte di Maxi, di Biagianti, di Mascara, di tutta la compagine etnea. Voleva vincere, voleva il sospirato gol e, nell'ambito di una ripresa di certo maggiormente propositiva, ha ottenuto tutto ciò, per giunta facendo "bingo": rete di Lopez, prima di testa nel campionato italiano. E non sfugga che la segnatura sia giunta su calcio piazzato e non su azione, a testimonianza che risiede proprio nelle "palle ferme", magistralmente calciate da Mascara, il punto di forza della squadra. Quelle stesse palle ferme "nemiche" contro Bologna, Napoli e Fiorentina, per esempio. Quindi, piano con elucubrazioni tattiche, scandagli filosofici e minchiate (cito lo stesso Lo Monaco) similari. Un fondo di verità c'è, ma ancora siamo agli inizi, andiamoci piano. Godiamoci la vittoria, la seconda migliore difesa del campionato, la classifica tranquilla e proiettiamoci verso il derby di Palermo con passione e civiltà.

Maxi, nuova vita
Che le paturnie della "gallina" possano cessare appare, a questo, punto pacifico. Ha fatto gol (il secondo in campionato), ha giocato accanto a una punta vera per buona parte della gara, ha disputato una parita d'impegno, volitiva, di sostanza, ha segnato un punto a suo favore nella diatriba con l'allenatore. Adesso, però, basta, niente più alibi. Può tornare serenamente a essere Maxi Lopez, a segnare, a far sognare i tifosi del Liotru. La cosa che fa più ben sperare è che, anche dopo la sostituzione di Antenucci (sufficiente la sua prestazione, ma ci attendiamo di più da uno del suo valore), con Gomez (un esterno di centrocampo, quindi) in campo, l'argentino ha continuato a lottare, a pressare, a sferragliare, senza incupirsi in fumiganti contorcimenti mentali dovuti a presunta assenza di adeguato accompagnamento offensivo. Un "salto di qualità" evidente. Anche perché le probabilità che Giampaolo schieri contemporaneamente lui e Mirko al "Barbera" sono uguali a quelle che Ruby "rubacuori" entri in un convento delle Orsoline.

Ledesma, dolce e amaro
Pablo, croce e delizia del pubblico catanese. A sorpresa in campo, ha giocato discretamente, producendosi in alcune verticalizzazioni che nel Catania solo il suo piede vellutato produce. E correndo, lottando... Poi, l'espulsione, giusta, comminatagli dall'arbitro De Marco per un doppio fallo da ammonizione. Un "rosso" evitabile che, fra l'altro, ha fatto soffrire non poco negli ultimi 10' i suoi compagni, pressati dall'Udinese di Guidolin (anch'egli espulso per proteste, come il panchinaro Pasquale). Ecco, Pablo dovrebbe evitare, per la squadra e per sé stesso. Salterà Palermo e uno dai piedi buoni, nelle ripartenze, sarebbe servito contro i rosanero, cui fra l'altro (se ben rimenmbro) ha già segnato...

Disdetta Bellusci
La maledizione della difesa si abbatte ancora sul Catania. Dopo Spolli e Capuano, ecco il giovane ex ascolano, che stava facendo benissimo. Esce dopo pochi minuti, sostituito dal solito, solido Terlizzi (e meno male...). Speriamo non sia niente di grave, sebbene a Palermo si possa contare sul rientro dalla squalifica di Potenza.

Il derby della civiltà
Mai come questa volta il risultato sarà in secondo piano nel derby dei derby. L'imperativo categorico sarà fare bella figura, dimostrare al mondo che tutto è cambiato, che Catania e Palermo sono isole di civiltà, gettando nell'oblio il passato di violenza che, purtroppo, ancora troppo spesso continua ad aleggiare in talune solipsistiche ricostruzioni mediatiche o pseudotali. I tifosi del Catania saranno ospitati al "Barbera" e, ne sono sicuro, daranno esempio di maturità, così come faranno i supporters rosanero. Questa "apertura" dobbiamo meritarcela fino in fondo. Certo, se poi giungesse da Palermo, come in occasione di un famoso 1 marzo, un certo grido, poi un altro, successivamente un terzo e infine un quarto (ma ci si accontenterebbe di qualcosina in meno...), il tifoso catanese chiuderebbe il cerchio della Beatitudine. Let's go, Liotru, let's go!!!

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