Calcio, Catania-Udinese: le pagelle

ANDUJAR 6. Inoperoso o quasi, secondo un copione stagionale che finora si è concesso poche eccezioni. L’Udinese sembra pimpante, anzi lo è. Ma di fatto non conclude mai, e lui ringrazia. Sbaglia i tempi su un’uscita prospettando un pericolo che poi non si rivela tale.

ALVAREZ 6. Nelle prime battute si fa sorprendere più d’una volta dall’arrembante corsa del rivale di turno Armero. Gli prende le misure e soffre senza mai annegare nel proseguo della gara. Palesa comunque una ritardo di condizione che al momento sottrae parecchia della sua proverbiale esplosività specie nei recuperi e nell’uno contro uno.

SILVESTRE 6,5. Punto fermo è e punto ferma resta. Inossidabile nell’annullare a turno con Terlizzi l’ex napoletano nonché connazionale Denis. Esce ogni tanto sul limite della zona di competenza per mordere le caviglie al pericolo numero uno Sanchez. Alla fine è la consueta prestazione arcigna e concreta.

BELLUSCI 6. E tanto incoraggiamento, verrebbe da dire. Aveva ripreso da dove aveva lasciato a Marassi con la Samp, ovvero dall’optimus. Anticipi, pochissime infrazioni e grinta al punto giusto. Si blocca sul più bello, per un problema che si spera sia meno grave possibile.

*TERLIZZI 6,5. Da convocato in extremis a risultare uno dei migliori in campo ce ne vuole. Un film già visto per lui, catapultato in campo per la contemporanea morìa agonistica degli altri pari ruolo. Conferma il suo valore perché pur a freddo non sbaglia nulla, sia di testa che di piede, e non soffre mai. Non ci risparmia in certi disimpegni qualche colpo di fioretto, da brividi per chi osserva in tribuna e non solo. Ma va tutto a buon fine. Ha risposto di nuovo presente appena chiamato in causa. Personalmente da applausi.

MARCHESE 6. Tanto impegno e sacrificio. Prestazione di sostanza, dove col passare dei minuti prende le misure al quotato Isla, soffrendolo solo nel primo scorcio di gara. Nel primo tempo qualche volta si proietta oltre la metà campo, procurandosi un paio di corner. Si difende degnamente dalla velocità incredibile di Sanchez.

BIAGIANTI 6. Gioca da medianaccio rognosissimo su Sanchez, che infatti è costretto spesso a partire largo per far male. Qualche volta riesce pure a far alzare il baricentro di una squadra ancora ben poco armoniosa e continua negli attacchi. Sfodera un gran destro che lambisce il montante. Stanco lascia per Carboni poco dopo il vantaggio rossazzurro.

IZCO 5,5. Sgobba da matti, e questo non potrebbe rimproverarglielo mai nessuno. Ma è troppo spesso impreciso, perdendosi anche nelle giocate a breve distanza facili facili. Migliora con l’andare del match, ma non ha ancora nelle gambe l’esplosività per le sgroppate coast to coast. Sembra comunque sulla strada del lento ma progressivo ritorno.

LEDESMA 4,5. Tocca un’infinità di palloni, ma appena si ritrova il pallone tra i piedi la manovra smette di essere veloce. Ancora troppo compassato nel gestire le giocate. Quasi nessuna di queste la fa in verticale e spreca un paio di ghiotte ripartenze decidendo sempre un attimo dopo e male. Sciocchezza infinita nel finale, con un fallo da dietro a 40 metri dalla porta: doppio giallo e addio derby.

MASCARA 5,5. Inizia da trequartista puro, finisce terzino. Un arretramento ancora più inevitabile stasera, a difesa di un vantaggio ultra prezioso. Buona volontà a tempesta, chiunque sa che meriterebbe 8 a prescindere solo per quello. Così però diventerebbe impossibile un giudizio, dovendoci scordare che Topolinik resta un uomo d’attacco. Poco redditizie le giocate a tentare di suggerire le due punte di stasera, anche se di queste erano ben poco coordinate tra loro nei movimenti. Di nuovo non pervenuto dentro l’area avversaria, è sua però la pennellata che Maxi scaglia in gol.

ANTENUCCI 5. Il tanto agognato tandem non ha di certo esaltato le sue caratteristiche. Un po’ colpa sua, un po’ di Maxi. Lui si sbatte come sempre ma al momento di rendere la vita difficile ai difensori friulani latita sempre. Perde tutti o quasi i duelli fisici e non è lucido in un paio di situazioni congeniali. Incide poco e niente, ma si rifarà.

MAXI LOPEZ 6,5. Match winner ostinato, ha voluto ed ottenuto la rete in un match pressappoco fotocopia di quelli disputati finora. Quasi da dimenticare la prima esperienza in tandem con Antenucci, durante la quale colleziona un’infinità di anticipi da dietro e scorrettezze commesse. Non si fa abbattere dall’occasionissima sprecata a inizio ripresa, quando gigioneggia inspiegabilmente anziché spaccare la porta avversaria davanti Handanovic. Premia sé stesso ed una tifoseria intera che lo aspettava con quella che era la sua specialità prima dell’approdo a Catania, il colpo di testa.

*GOMEZ 5. Avrebbe il compito di allungare la squadra e sveltire micidiali ripartenze. Invece tocca pochi palloni, sbagliando quasi sempre la giocata.

*CARBONI 6. A tamponare facendo rifiatare Biagianti come frangiflutti. Utile alla causa difensiva, come sempre.

All. GIAMPAOLO 6. Gli va dato atto, almeno negli schemi, d’aver provato qualcosa di diverso stasera. Gli appelli “del popolo” ed anche quelli un po’ più velati ma decisi dello spogliatoio, di accorciare la coperta per provare ad offendere di più, hanno trovato sfogo nel rombo iniziale. Un 4-3-1-2 simile al primo Catania giampaoliano, quello dell’esordio con sconfitta di Verona con il Chievo. Stavolta fuori Ricchiuti, dentro Antenucci con Mascara a rifinire. Gli va riconosciuto d’aver superato una compagine in piena forma, con quattro vittorie ed un pareggio nelle ultime cinque gare. Gli va riconosciuto che si presenterà contro il pluriosannato Palermo-spettacolo dei giovani futuri Messi, Maradona e Platini, appaiato sullo stesso pianerottolo dei 14 punti. Detto questo e detto anche che qualche volta nel primo tempo e ad inizio ripresa il baricentro della squadra si alzava leggermente più del consueto, non si può certo affermare d’aver visto una partita d’attacco e all’arma bianca. Pallino del gioco quasi sempre in mano ai buoni palleggiatori friulani e sperimentazioni offensive rossazzurre fondamentalmente fallite. I due punteri non hanno mai fatto movimenti che si completassero a vicenda. Da Ledesma e Izco non sono mai arrivati inserimenti senza palla né verticalizzazioni pericolose. Mascara con poco respiro finiva spesso per defilarsi e risultare infruttuoso. La svolta è così arrivata nell’unico modo che ci si poteva attendere: un calcio da fermo o un episodio. Sia chiaro, 14 punti sono un tesoro godibilissimo, ma se si tenesse conto solo di questo non varrebbe la pena scrivere nemmeno mezzo rigo. Bisogna capire se questa squadra che a livello difensivo è forse ad oggi la migliore d’Italia giocherà sempre in questo modo, oppure si attende il ritorno al top di tanti uomini chiave (Llama, Biagianti, Ricchiuti, Alvarez e lo stesso Maxi) per poter vedere il nostro “Jeanpaul” trasmettere uno spiritoun filo più arrembante e con trame offensive degne di questo nome.

Arbitro DE MARCO 6. Le situazioni delicate le gestisce con una ammonizione per parte (principio di rissa nel primo tempo), un doppio giallo comprensibile all’ingenuo Ledesma, la cacciata di Giudolin e Pasquale dalla panchia friulana poco prima del fischio finale. Al solo sentire il nome gli spalti accennano quasi sempre ad inveire, in realtà sono ben pochi i danni che commette.

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