(Siciliatoday)

Calcio, Catania con la testa al derby

Sconfitta indolore
A sette turni dalla fine, i rossazurri mantengono sette punti sulla terz'ultima (Atalanta, sconfitta a Torino); in realtà otto, considerato che con i bergamaschi gli scontri diretti sono in parità, ma la differenza reti risulta favorevole al Catania. Se aggiungiamo che al di sotto degli etnei "veleggiano" Udinese (travolta a Firenze) e Lazio (pari a Milano con lo squinternato team di Leonardo), si può avere un'idea precisa dei contorni dell'attuale frangente di campionato. La preventivata sconfitta del "San Paolo", quindi, può essere archiviata tranquillamente come un indolore "incidente di percorso", propedeutico alla "sfida delle sfide" in programma sabato prossimo al "Massimino", il gran derby con il Palermo che metterà in palio salvezza anticipata o Champions League sempre più vicina. Probabilmente i giocatori hanno un po' pensato al derby, andando ad analizzare l'andamento della partita. Infatti, dopo un primo tempo ordinato e preciso, in cui nulla è stato concesso ai padroni di casa, e anzi la migliore occasione è stata fallita da Spolli al 1' per pura sfortuna (traversa clamorosa), nella ripresa gli uomini di Mihajlovic hanno arretrato un po' il baricentro, concedendo troppo al Napoli, specie sugli esterni. Non per niente i partenopei, oltre al gol di testa al 5' di Paolo Cannavaro, hanno permesso ad Andujar di mostrare doti rilevantissime in due-tre interventi da campione (assolutamente miracolosa una deviazione su un'ulteriore "zuccata" da due passi di Cannavaro, inventatosi cannoniere principe). L'impressione è che molti dei diffidati ci abbiano pensato due volte prima di affondare il colpo, per paura di saltare l'evento dell'anno. Evento che, in ogni caso, non si godranno i due ammoniti Augustyn (sufficiente la sua prestazione da esterno sinistro) e Delvecchio; due "riserve" preziose. Ciò detto, se il direttore di gara Valeri, impeccabile in occasione di Catania-Inter, un po' meno oggi, avesse visto il doppio tocco di mano di Maggio in piena area proprio nel finale, il Catania non brillantisimo del "San Paolo" sarebbe pure riuscito a pareggiare. Ma, ammettiamolo, il Napoli, alla fine dei conti, ha mostrato di possedere maggiori motivazioni, legittimate da un numero di occasioni da rete nettamente superiore. Hanno meritato, insomma.

Forse un po' di turn-over...
Ci rendiamo conto di come il Catania non sia ancora matematicamente salvo, ma probabilmente Miha, facendo un conto dei diffidati "importanti" sommato all'incommensurabile differenza di "portata" riferita ai due eventi, avrebbe potuto proporre un formazione più "mista", sul modello di quella schierata a Verona. Senza rischiare, magari concedendo a qualche elemento desideroso di riscatto la possibilità di mettersi in mostra (penso a Ledesma o a Morimoto, oltre all'impiegato Spolli). Certo, le alternative non erano molte, visto che Alvarez, Capuano e Carboni non erano disponibili, ma alcuni elementi come Izco, Ricchiuti o Martinez li avrei fatti riposare. Ma sono considerazioni proposte con il classico "senno di poi", me ne rendo conto. Il Catania del primo tempo, impeccabile in difesa, reattivo a centrocampo e mai rinunciatario a priori, ha dato ragione al tecnico serbo, quello fiacco della ripresa no. Ma ci sta, non si può sempre essere al massimo. Oltre tutto, faccio sommessamente notare come nel girone di ritorno Miha abbia perso solo due partite: a Roma contro una squadra in piena lotta per lo scudetto; a Napoli, contro un team a tre lunghezze dalla zona Champions. I 26 punti in carniere (20 nel girone di ritorno) parlano chiarissimo. Adesso mancherebbe solo la "ciliegina sulla torta", la vittoria nel derby a completare una galleria di "scalpi" eccellenti comprendente Juve, Inter e Fiorentina. Inutile dire come quella di sabato prossimo sia la sida più sentita...

Miha, espulsione da evitare
Non lo doveva fare, pensando al derby. I giocatori importanti ci hanno pensato, lui no. Miha non doveva farsi espellere per una protesta giusta (nell'occasione il tecnico rossazzurro aveva ragione), ma francamente troppo plateale. Probabilmente salterà la sfida con Delio Rossi, il confronto fra i due allenatori "subentrati" in grado di incidere maggiormente in fatto di punti sul rendimento delle proprie squadre. Certo, pensando ai match "saltati" dal serbo (due vittorie con in panca il "secondo" Marcolin), anche in fatto di cabala non è che si tratti di una tragica iattura, ma poter contare sul proprio allenatore in panchina è importante. Basti chiedere all'Inter...

Derby, sportivamente "a levapilu"
Ero presente al "Barbera" due stagioni fa. Catania con l'acqua alla gola, Palermo senza più stimoli. Ero presente all'atto della punizione da distanza siderale dell'ottimo Miccoli, un campione, lasciata passare dallo sciagurato Polito (fra i peggiori estremi difensori mai visti a Catania). Ero presente quando il salentino, esultando come se avesse vinto la Champions League, "impallinava" la maglia, proponendo l'imitazione del cacciatore. Ero presente, vivendo in pieno il clima dello stadio, quando i tifosi rosanero gridavano "Serie B, Serie B", alla faccia del "pansicilianismo" di facciata sbandierato dall'ipocrita di turno, quello della "teoria del complotto" Nord contro Sud. Un belletto da istrione di periferia sciolto inesorabilmente al sole dell'immensa goduria di poter "sodomizzare" il nemico più odiato, altro che "fratellanza sicula" e idiozie simili... Quella sera, realmente, i rossazzurri si trovavano con un piede e mezzo in B. Poi, andò come tutti sappiamo. E, lo dico con estrema convinzione, i tifosi palermitani avevano ragione. Nel calcio non bisogna regalare nulla a nessuno, bisogna giocarsela fino in fondo sportivamente. Miccoli fece solamente il proprio dovere. Come faranno il proprio dovere i giocatori del Catania sabato prossimo al fine di conquistare gli ultimi punti salvezza e, magari, ripagare di quelle sofferenze i rivali in lotta per un obiettivo non più importante di quella salvezza di due anni fa. I tifosi etnei che riempiranno in ogni ordine di posto il "Massimino" vorranno vedere sputare sangue in campo i propri beniamini, vederli lottare come leoni. E forse di più. Lo slogan, dovrà essere "sportivamente a levapilu" a significare che, nell'ambito di un'estrema lealtà sportiva, bisognerà tentare di "distruggere" tecnicamente e tatticamente il Palermo, vincendo la partita. Poi, se i rosanero si dimostreranno più bravi, onore a loro. Ma solo dopo lotta (sportiva, sottolineo) estrema. Ci attendiamo tutti un grande spettacolo. Let's go, Liotru, let's go!!!

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