Gionatha Spinesi (Siciliatoday.net)

Calcio, Catania: intervista a Gionatha Spinesi

Vola, Gabbiano vola
Gionatha Spinesi, trentadue anni il prossimo nove di marzo, dopo l’ultima tormentata stagione nel Catania con otto presenze all’attivo (senza reti) ha appeso definitivamente e, per certi versi, prematuramente le scarpette al chiodo; dicendo stop ad un mondo, come il calcio, dal quale ha dato e ricevuto tanto. Una decisione ponderata e senza ripensamenti. Il “Gabbiano” grande protagonista delle ultime stagioni rossazzurre con 114 presenze impreziosite da 49 reti: uno score che lo proietta tra i bomber più prolifici della storia del Calcio Catania 1946. Un bomber di razza (in via d’estinzione) ma, soprattutto, un Grande Uomo che crede ancora in valori come la famiglia, l’amicizia e la lealtà che, ai giorni nostri, vengono spesso e volentieri accantonati.
Sincero e schietto, come da buon toscano, Gionatha Spinesi si gode la sua famiglia nella “sua” Catania..
“Sto benissimo! Mi godo la mia famiglia senza rimpianti per la decisione che ho preso. Con Catania ho un feeling che è dentro. Quando entri in sintonia con un ambiente, i soldi, il successo non contano più; conta solo la sintonia: l’affetto della gente, il rapporto con i tuoi compagni, con la società. L’idea iniziale è quella di vivere qui a Catania, poi in futuro chissà..”
Catania ti ha amato e ti ama ancora; qual è il ricordo più bello che conservi della tua esperienza catanese?
“Tra i tanti bei momenti passati in maglia rossazzurra, in cima c’è l’ultimo giro di campo in compagnia di Baiocco e Bizzarri nell’intervallo della gara contro il Napoli dello scorso maggio. Sentire il calore e l’affetto che la gente di Catania mi ha dimostrato, non solo in quella circostanza, è la cosa che più mi ha emozionato. Grazie.”
E il gol più bello?
“Sicuramente quello realizzato nel primo anno di serie A all’Udinese, con Pasqualino Marino in panchina: di testa su cross di Beppe Colucci.”
In estate la dirigenza etnea ha smantellato il nucleo storico che comprendeva, oltre che a te, anche Baiocco, Stovini e Silvestri; alla luce dei risultati attuali come giudichi questo rinnovamento?
“Nella vita si fanno delle scelte e solo il tempo può dire se sono state giuste o sbagliate: solo i fatti. Con i se e con i ma non si va da nessuna parte”
Credi che “certi senatori” avrebbero potuto dare ancora qualcosa alla causa rossazzurra?
“Beh, non userei la parola senatori. Eravamo, semplicemente, un gruppo di amici veri capaci di aiutarsi l’uno con l’altro soprattutto nelle difficoltà.”
Secondo te Atzori è troppo giovane per allenare in serie A?
“No, l’età non conta. La passata stagione alla guida del Ravenna, in prima divisione, ha sfiorato la promozione in serie B con un organico allestito per la salvezza. Bisogna lasciarlo lavorare con tranquillità. Luca oltre ad essere un grandissimo professionista è, soprattutto, una persona corretta ed onesta. Nel mondo del calcio ci dovrebbero essere molti uomini come lui. Ripeto, è un tecnico molto preparato che svolge al meglio il proprio lavoro; è uno che non dorme la notte per trovare nuove soluzioni. Il tempo gli darà ragione.”
Credi, dunque, che il Catania possa salvarsi?
“Me lo auguro di tutto cuore! Sono stato e sono, tuttora, legato sia umanamente che calcisticamente a questi colori. Ho un rapporto stupendo con i miei ex compagni, che considero grandi amici, e con la dirigenza etnea. Spero che il Catania possa salvarsi tranquillamente, senza dover attendere l’ultimo minuto come è capitato in passato.”
Catania salvo, magari a discapito del Livorno..
(Una risata campanilistica) ..Beh, spero che il Catania arrivi anche mezzo punto avanti al Livorno..
Come finirà il derby tra Palermo e Catania?
"Nessun pronostico; dico solo che il Palermo è troppo sicuro di sé, mentre il Catania ha dimostrato solo a sprazzi quanto vale. Sono sicuro che andranno al “Barbera” determinati per provare a regalare nuovamente una grande gioia ai tifosi rossazzurri; sarà un Catania col coltello tra i denti. È una partita speciale, io ho disputato diversi derby e vi assicuro che ci teniamo tantissimo".
Ci teniamo tantissimo, parli ancora da calciatore. E se dovesse arrivare una chiamata da Via Ferrante Aporti, considerando la sterilità offensiva dell’attuale squadra, quale sarebbe la risposta?
“La mia! Ho fatto una scelta e non torno in dietro, è un punto esclamativo sulla mia vita. Ho la forza di non rimpiangere mai le decisioni che faccio; ad oggi sono contentissimo della mia nuova vita lontano dal calcio. E poi, non è giusto parlare in questo modo, dei giocatori che compongono la squadra. Bisogna andare avanti senza pensare al passato, perché i se e i ma sono il bagaglio dei falliti.”
Infine, un messaggio ai tifosi rossazzurri..
“Più unici che rari quanto ad amore verso la propria squadra. I fischi, le contestazioni sono frutto del troppo amore. I giocatori vanno aiutati, perché quando si ama veramente qualcosa bisogna sostenerla soprattutto nei momenti di difficoltà. Il disfattismo non porta da nessuna parte.”

Grazie Caro Gabbiano, in bocca al lupo
"Graie a Voi, Grazie Catania."

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