Calcio, Catania: parla il presidente Pulvirenti
Lunghissima conferenza stampa del Presidente del Calcio Catania Antonino Pulvirenti prima dell'allenamento di MAssannunziata. Nel ulungo discorso il presidente ha ripercorso i 5 anni passati alla guida del Catania.
Ecco quanto dichiarato da Pulvirenti:
"Vorrei parlare di fatti oggi. I fatti del passato, del presente ed anche del futuro. I fatti sono sotto gli occhi di tutti. Circa 6 anni fa ci è stata data la possibilità di trattare l'acquisto di Catania. Si era sotto Natale, poi la trattativa andò per le lunghe e si concluse a Maggio. Adesso sono passati 5 anni e mezzo dall'acquisizione.
Due persone, uno spinto dalla passione, un altro spinto dalla voglia di dimostrare la propria competenza e professionalità, cominciarono a pensare di poter intraprendere questa avventura. Si decide così di comprare il Catania calcio e si compra il "nulla". Solo il titolo sportivo, senza giocatori, senza strutture sportive. Il Catania tutt'ora se non ha disponibile il campo di MAssannunziata deve elemosinare in giro un posto per allenarsi.
C'era dunque il deserto assoluto. Addirittura dovevano esserci dentro la società 14 miliardi di lire debiti, ne abbiamo trovati 18. Questa era la situazione 5 anni fa.
Da questo nulla, da questo deserto, questi due personaggi costruiscono una città. In soli 5 anni. Nel deserto. Che piaccia o no questi due personaggi hanno un nome e un cognome: Pietro Lo Monaco e Antonino Pulvirenti.
5 anni fa questi due personaggi dissero che in tre anni volevano andare in serie A e costruire la casa del Catania. Tra le risatine generali questi personaggi riescono ad accorciare i tempi. E nel giro di 6 anni riescono ad attrezzare il Catania calcio come era giusto che fosse.
Questi sono i fatti. Ci siamo riusciti con la passione con il lavoro. Dalla mattina alla sera contro una parte di scetticismo generale. Oggi siamo al quarto anno di Serie A consecutivo.
Parto da qui perchè ogni anno, a inizio del campionato, lo scetticismo e il disfattismo la fanno da padrone. Quest'anno i risultati non ci hanno aiutato, e il disfattismo è aumentato. Si dà dell'antipatico al direttore, si dà del presuntuoso al direttore, come se Lo Monaco dovesse fare spettacolo, e non si dovesse occupare invece di fare risultati. E mi sembra che in 5 anni si sono avuti risultati impensabili a Catania. E non mi si venga a parlare di anni 60. E' un altro mondo, non c'è possibilità di fare alcun paragone. Questi sono i fatti. Piacciano o no.
Disfattismo dicevo. Soprattutto nelle persone che hanno perso i privilegi. Nelle persone che non possono credere che ci sia una società presa ad esempio in Italia. Guardate ciò che scrive il vertice del Coni riguardo al Catania. Abbiamo i bilanci in regola.
I disfattisti non credono che questo sia possibile. Loro credono che a Catania debba andare tutto male. I disfattisti sono tra i tifosi che non sono mai andati allo stadio. Oggi c'è un articolo del Corriere che descrive chi scrive sui blog e credo sembri fatto apposta per il Catania. Oggi nella democrazia si può insultare chiunque. Poi ci sono i disfattisti tra i giornalisti, che prima fanno i tifosi poi fanno i conduttori, poi tornano indietro. L'unica cosa certa è che questa gente è pagata per fare questo lavoro. E continuano a gettare fango sul Catania.
Questa è la storia. Parliamo del presente. Siamo partiti male. Quest'anno avevamo fatto una ottima squadra. Ne siamo ancora convinti. Leggo che ci vuole l'attaccante. Ma poi vedo che abbiamo fatto gli stessi gol dello scorso anno, con la differenza che abbiamo 9 punti contro i 21 dello scorso anno. Allora ci vuole un attaccante o un difensore? Si può discutere all'infinito ma abbiamo fatto quello che pensavamo fosse giusto fare: una squadra con giocatori in cui crediamo. Volevamo giocare in un certo modo, e avevamo preso dei giocatri che ci potessero dare dei risultati. Avevamo Morimoto, Plasmati e Martinez.
"
