(Barbagallo)

Calcio, Catania: punto salvezza

Buone sensazioni
Forse andrò controtendenza. Forse potrò essere tacciato di ottimismo programmatico. Ma, come al solito, esprimo la mia opinione liberamente: la partita di oggi mi induce buone sensazioni in chiave salvezza. Mi dice che una squadra capace di tirar fuori le palle e non perdere un match del genere, alla fine ce la farà. Mi è piaciuto tanto, tantissimo il Catania, forse più della settimana scorsa. E non per la cifra tecnica espressa; in ciò, onestamente, l'Udinese vale di più e l'ha dimostrato ampiamente. Mi è strapiaciuto per il carattere, la determinazione, la voglia di recuperare un risultato compromesso. Carattere, grinta, determinazione, volontà, tutte doti primarie nel "bagaglio d'ordinanza" di una squadra costruita per rimanere in trincea a battagliare per la sopravvivenza fino al termine del campionato. Per tali ragioni dico che provo buone sensazioni. Un mese fa una partita del genere i rossazzurri l'avrebbero persa. E anche di brutto. Oggi no, l'hanno rimessa in piedi con l'orgoglio e, nel convulso finale, hanno anche fatto bagnare il pannolino a più di un tifoso bianconero. Non è poco. Seppur non giocando bene, seppur subendo la superiorità di un contendente oggettivamente meglio dotato dal punto di vista tecnico, seppur soffrendo le pene dell'inferno, la ciurma di Mihajlovic è riuscita a muovere la classifica, conseguendo un risultato importantissimo in una lotta serrata come quella finalizzata al conseguimento della salvezza. Se facciamo un confronto con le prime tre giornate del girone d'andata, notiamo un +5 (due pareggi -di cui uno fuori casa- e una vittoria) contro lo zero patata in fatto di punti e di gioco di quell'infausto inizio di torneo. Bisognerà solamente continuare seguendo questo trend per centrare l'obiettivo finale, senza mai mollare dal punto di vista psicologico. I risultati odierni dicono solo questo: lotta, lotta, lotta. Siena e Atalanta perdono, il Livorno coglie un gran punto a Milano con i rossoneri di Leonardo, il Bologna fa lo stesso a Verona con il Chievo. La Lazio, prossimo avversario dell'undici etneo, pareggia a Torino con la Juve... Si è tutti lì, nell'arco di tre, quattro punti, sebbene francamente l'udinese del "Massimino" non possa essere considerata una concorrente diretta nel medio periodo; ha qualcosa in più rispetto alle altre dal punto di vista tecnico e del gioco. Elementi come Zapata, Inler, D'gostino, Di Natale o Sanchez le "pericolanti" non li hanno. Ma non si sa mai...

San Biagianti
La partita non è cominciata sotto i migliori auspici. Fuori Mascara per un risentimento muscolare dell'ultima ora, dentro l'attesissimo Maxi Lopez, chiaramente ancora non pronto dal punto di vista atletico per una gara tirata del campionato italiano. Il ragazzo argentino ci ha messo tutta la buona volontà, ma non poteva fare di più. Giusti gli applausi all'atto della sostituzione con Morimoto, giacché impossibile appare formulare un giudizio tecnico su di lui se non quando sarà al cento per cento. E per ritrovare la forma dovrà giocare... Però, oggi sarebbe dovuto entrare a gara in corso, non dall'inizio. Non solo, appare evidente come Martinez, il pù in forma fra gli etnei, abbia patito il trasloco a destra, giocando un primo tempo assolutamente insufficiente. Nella ripresa, accentrato a condividere l'attacco con Morimoto, ha fatto molto meglio. Bisognerà pensarci bene al ruolo del Malaka, perché trattasi di elemento decisivo per le sorti del Catania. L'impressione è che anche il giocatore, visti i risultati, si stia convincendo di essere una prima punta... L'Udinese ha impostato la partita come doveva: 4-3-3, unico modulo conosciuto (Marino non aveva tutti i torti, allora...), compattezza e ripartenze fulminee con il tridente Di-Natale-Floro-Sanchez innescato da D'Agostino. I rossazzurri, complici la giornata negativa di Ricchiuti e Llama (veramente negativa in fatto di precisione -calci piazzati, assist, tiri, scelte tattiche- la prova dell'argentino, ma ci sta...), cioè degli uomini teoricamente più qualitativi, gli uomini deputati alla costruzione del gioco, sono entrati subito in confusione, facendosi prendere d'infilata. Dopo una gran parata di Andujar (perfetto, da 7 la sua prestazione, considerato pure l'intervento decisivo su Di Natale nel finale di gara), scontata la rete di Floro Flores, bravo a prendere il tempo di testa alla coppia centrale difensiva rossazzurra Silvestre-Spolli, su cross dalla destra di Isla. Per tutta la prima frazione, tante difficoltà a fare gioco da parte degli etnei, con un Capuano di certo più reattivo dal punto di vista atletico, ma assai impreciso al cross e un Carboni bravo nell'interdizione ma non certo in costruzione. Poco lucido anche Biagianti, sebbene sempre assai grintoso. Troppo facile per l'Udinese chudere e ripartire. Ma il Catania c'è. E nella ripresa è tornato in campo con tutt'altra determinazione. Anche senza brillare, i ragazzi ci hanno messo gli attributi e, complici gli ingressi di Morimoto (protagonista dell'assist decisivo a Biagianti) e di Izco (sontuoso nei cambi di passo, assolutamente fra i migliori malgrado i pochi minuti giocati), sono riusciti a rimediare un ottimo pareggio, in virtù della rete messa a segno dallo stesso Biagianti, bravo a incrociare di sinistro (non il suo piede) la palla invitante del nipponico. Proprio Marco può essere considerato il simbolo della riscossa: tanta corsa, tanto impeto, tanta voglia di lottare e recuperare, oltre le proprie caratteristiche tecniche. Il gol del mediano fiorentino -secondo in questa stagione- ha anche un'altra valenza: risulta uno dei pochi contributi in fatto di realizzazioni da parte del centrocampo, in una squadra che, finora, ha mostrato pochissima propensione agli inserimenti vincenti dalla mediana. Quindi, preziosissimo, un "plus". Nel finale, come detto, si sarebbe pure potuto vincere, ma va bene così, è giusto. Un punto d'oro, di platino.

Romeo negato per il calcio
Due parole su Romeo. Non ha inciso, a mio parere sul risultato, in quanto non ha preso decisioni chiaramente penalizzanti per l'una o l'altra squadra. Tuttavia, ha ancora una volta dimostrato di essere incompatibile con il calcio. Proprio non lo capisce. E' riuscito a innervosire una partita maschia ma leale attraverso fischi cervellotici. Poi, che nella maggior parte dei casi fossero "contrari" al Catania è sicuramente un caso. Insufficienti pure i collaboratori di linea: dire che non ne hanno azzeccata una mi pare doveroso. Insomma, una direzione in perfetta lina con la storia di questo direttore di gara, fra i meno "attrezzati" dell'intera storia del calcio italiano. Che arbitri in Serie A (ma direi lo stesso nel caso il Catania militasse in Eccellenza) chiarisce assai bene il momento tecnico del mondo arbitrale nel nostro paese...

A Roma per fare risultato
Quello con la Lazio è uno scontro salvezza importantissimo. Sarà essenziale continuare a fare risultato, muovere la classifica. Il Catania ha tutte le qualità per farlo, ma dovrà dimostrare la stessa forza mentale, senza cali di tensione. Mihajlovic li terrà bene in caldo, i ragazzi, senza dubbio. I biancocelesti hanno in organico grandi giocatori, Zarate in testa, ma non sono abituati a lottare in fondo alla classifica. Il Catania, nei suoi primi due tornei di massima serie, si è salvato all'ultima giornata in due occasioni... Ci sarà da verificare le condizioni di Mascara, elemento cruciale nello scacchiere rossazzurro (oggi si è visto...) e, chissà, da attendere l'ultimo giorno di mercato. Potrebbe gingere qualche novità... Let's go, Liotru, let's go!!!

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