Calcio, Cristiano Militello a Siciliatoday: "Complimenti a dirigenze Palermo e Catania"
Da poco i rosanero hanno presentato la nuova tessera del tifoso, la Goal Member, che opinione si è fatta di questo nuovo sistema applicato dalle società?
E’ un bancomat travestito da misura utile, un business che viene fatto passare da panacea. Come ha detto recentemente De Rossi “dimentichiamoci uno stadio bello come quello dell’ultimo Chievo-Roma”. Intendiamoci, il ministero non può obbligare l'utilizzo della tessera perché non esiste una disposizione di legge in merito. La direttiva di Maroni, che fa erroneamente credere che la tessera sia obbligatoria, in realtà è rivolta solo ai prefetti e ai questori non alle società. Diciamo che è un "suggerimento" che il ministero fa alle società stesse, le quali, infischiandosene delle rimostranze dei propri tifosi, la adottano. Il fatto che vi siano così tante persone fermamente contrarie (da Bagnoli a Palombo financo a Zamparini ad esempio) dovrebbe far riflettere. E la privacy che i politici invocano per loro? Perchè devo avere un chip infilato in una tessera in grado di segnalare sempre dove sono? ma soprattutto cosa c'entra questo col calcio? Ennesimo provvedimento demagogico e inutile, anzi dannoso. In Italia si fa e si disfa, si legifera, si fanno tavole rotonde, osservatori, comitati che si occupano dei tifosi senza mai invitare a esprimersi proprio loro: i tifosi stessi. Paradossale no?
Che giudizio dare alle nostre due tifoserie, palermitana ed etnea?
Partiamo dal presupposto che io in Sicilia vengo volentieri per cento motivi: mio padre, mio nonno, i miei zii sono siciliani; accoglienza è sempre ottima, la gente è appassionata, la cucina è pazzesca… Sono due grandi tifoserie, il solo fatto che le due piazze vengano a rompere il solito asse Torino-Milano-Roma è di per sé un fatto positivo nel paludato calcio italiano.
Quale striscione presente nei nostri due stadi le è rimasto maggiormente impresso?
Al momento della tribolata cessione di Toni a Firenze, al primo Palermo-Fiorentina lessi un “ti ho venduto pure al fantacalcio” che mi fece ridere. Anche il “besamos las manos” esposto a Barcelona contro l’Espanyol era carino. E poi “Avete u ceku, avete u Mutu, vi manca u surdu” di qualche Palermo-Juve fa. Fuori dallo stadio una volta trovai una tifosa rossazzurra in cinta che si era scritta sul pancione: anche io tifo Catania! Forte no?
Nel derby ne vidi uno catanese riferito ai fratelli Tedesco, quel giorno avversari in campo: “ voi Giovanni, noi Giacomo…e Aldo?”, beh, in effetti!
Che ne pensa del decreto che limita la presenza degli striscioni sugli spalti?
Che è una scemenza. lo striscione è spesso un capolavoro di sintesi a cura di veri e propri geni della comunicazione che, con un’abilità mista tra il titolista di un giornale e un copywriter, riescono a formulare messaggi al curaro con cui irridere il proprio bersaglio.
I tamburi, le coreografie, gli striscioni sono da oltre 30 anni i tratti distintivi del cosiddetto “tifo all’italiana”, una liturgia, un modo di seguire una partita tipico degli spalti di casa nostra.
Ultimamente anche questi strumenti positivi di tifo hanno subito pesanti limitazioni.
Sento parlare in giro - spesso a vanvera - di “modello inglese” e altre fandonie, quando sarebbe auspicabile un modello universale applicabile in tutto il mondo: quello del buon senso.
Non è coi divieti che si inculca la tanto sospirata “cultura sportiva”. In toscana, come altrove, poi, lo sfottò è poesia, è Dna. È quasi…cultura toh!
Per me chi ha scritto “L’uomo discende da Gattuso” è un novello Ungaretti.
Bandire l’ironia è solamente nocivo, tanto più che di goliardia non è mai morto nessuno.
Parlando di calciomercato, come giudica gli arrivi a Palermo di Maccarone e Pinilla?
Maccarone è uno che vede la porta: uno che va in doppia cifra in una squadra che lotta per la salvezza (Siena, nda) dovrebbe essere in grado di fare bene ovunque. Pinilla è fortissimo, insieme al cesenate Giaccherini e ad Ardemagni del Cittadella credo sia stato il miglior giocatore di B.
Quanto potranno indebolire il calcio siciliano le partenze dei due uruguaiani, Martinez e Cavani?
Dipende da chi arriva, se al posto loro vengono Iniesta e Messi non c’è alcun problema…
Scherzi a parte, fino ad ora i fatti danno ragione alle due dirigenze: è triste ma sicuramente giusto che a un certo punto si capitalizzi la vetrina che hanno fatto a Palermo e a Catania questi 2 assi.
