Llama (Siciliatoday)

Calcio, Fiorentina-Catania: il commento del match

Prendere atto della situazione
Se perdi una partita del genere, con "questa" Fiorentina, con "questo" arbitro, in "queste" condizioni contingenti, ebbene, hai problemi, problemi grossi. Incredibile, pazzescamente incredibile quanto successo a Firenze ma, prima di analizzarne i riflessi assai negativi, è giusto mettere le mani avanti. Partiamo dai numeri: 7 punti in 11 gare; penultimo posto in classifica; 1 vittoria, 4 pareggi, 6 sconfitte; settimo peggior attacco (11 reti realizzate), terza peggior difesa (18 gol subiti); -14 in media inglese. Riscontro numerico da brividi, brividi giustificati. Insomma, fin qui una delusione. Ergo, bisogna prendere provvedimenti urgenti. Lo avevamo sottolineato dopo la sconfitta interna con il Chievo, a maggior ragione lo ribadiamo adesso: prendere atto della negatività della situazione e proporre una "scossa" appare ormai inevitabile, prima che possa essere troppo tardi. Dispiace per Atzori, grande uomo e tecnico potenzialmente futuribile, ma non si possono correre i rischi già corsi due stagioni fa nell'epoca Baldini. C'è tutto il tempo di rimediare, trovandosi le dirette concorrenti del Catania, peraltro oggi quasi tutte sconfitte (un punto solo conquistato dal Siena in casa contro la Lazio), ad appena due punti. Ma, per farlo, occorre cambiare rotta, prendendo atto che i programmi iniziali, legittimi, purtroppo non stanno andando a parare dove si era pensato che andassero a parare. Succede, nessuno intende "sparare sul pianista", succede, ma le contromisure vanno prese con tempestività. Non sappiamo chi possa prendere in mano una situazione delicata come questa, ma a suo tempo Pulvirenti e Lo Monaco seppero ben scegliere, andando a "pescare" uno dei migliori allenatori italiani, al secolo Walter Zenga, con il quale è stata raggiunta una salvezza insperata e poi "strutturata" la miglior annata etnea da quarant'anni a questa parte. Quindi, si può anche nutrire moderata fiducia. Oltre tutto, una componente essenziale del lavoro di allenatore è la "buona stella". Atzori ne ha pochissima; basti pensare alla punizione di Mascara a fine primo tempo... Mentre non ha nessuna colpa lo sfortunato tecnico ex ravennate dell'insipienza offensiva della squadra. Se in attacco deve per forza schierare un elemento generosissimo, splendido per abnegazione, ma purtroppo poco reattivo, lo dimostrano le due reti divorate nel primo tempo davanti al portiere, come Plasmati, che cosa gli si può imputare? Errori che una squadra come il Catania non può in nessun modo consentirsi, dato che non è l'Inter o la stessa FIorentina, team capaci di creare tanto in zona offensiva. Questa non è sfortuna, è frutto di un chiaro errore di prospettiva (il campo parla...) compiuto a inizio stagione, quando non è stato dotato l'organico di un attaccante di categoria in grado di affiancare o sostituire in maniera credibile il giovane nipponico Morimoto, pur bravissimo e promettentissimo.

Atzori, scelte "originali"...
Come accennato a inizio editoriale, non appare umanamente possibile perdere una partita come quella odierna. Atzori l'aveva cominciata male in fatto di scelte e di "fortuna", ma poi aveva avuto la possibilità di raddrizzarla e, addirittura, vincerla. Poco credibile la formazione iniziale. Posso capire tutto, le assenze (Spolli, Bellusci, Martinez, Morimoto), ma l'ennesimo modulo estemporaneo no. Un 5-3-2 senza capo né coda, con l'assurdità di tre centrali difensivi per il solo Gilardino (e meno male che il rientrante Terlizzi si sia poi rivelato fra i migliori), addirittura con Alvarez riesumato! Il fatto che il Catania abbia preso gol a 4' dall'inizio e che Vargas abbia fatto ciò che ha voluto nel primo tempo sulla sua fascia dice tutto sull'oportunità di mettere in campo uno schieramento del genere, fallito agli albori del match. Eppure, i rossazzurri avrebbero avuto la possibilità di rimettere in sesto la partita già nella prima frazione, complice la peggior Fiorentina degli ultimi tre anni (senza Mutu e Jovetic, con la testa alla decisiva gara di Champions league in programma mercoledì sera, con Montolivo e Zanetti inesistenti e i due centrali difensivi, Gamberini e Dainelli, disastrosi): peccato che Plasmati abbia fallito due clamorosissime occasioni davanti alla porta e che Mascara sia stato sfortunato a fine frazione cogliendo un palo incredibile, con palla a sbattere inavvertitamente su Frey e concludere il suo percorso in corner. Una sfortuna da Guinness dei Primati. A tutto ciò si aggiunga l'elemento più grave. E' la prima volta da quando seguo il Catania che "pesco" un direttore di gara che, naturalmente in maniera del tutto casuale, danneggi palesemente la squadra avversaria! Assolutamente inadeguata l'espulsione al 44' di Dainelli, "rosso" che ha regalato l'inerzia della partita agli etnei.

... e cambi inadeguati
Se hai un'occasione del genere, chance che al Catania capita una volta ogni Era Glaciale, non puoi non sfruttarla, soprattutto se riesci a pareggiare subito a inizio ripresa (anche grazie all'ingresso di Ricchiuti per l'inesistente Alvarez), in virtù di una classica "mascarata" (destro terrificante all'incrocio, quarta rete stagionale per Topolinik), in parte "macchiata" da un'esultanza polemica e irridente assolutamente fuori luogo, in quanto funzionale unicamente a riscaldare l'ambiente e mettere in condizione l'arbitro (come poi puntualmente accaduto) di punirti alla prima occasione... E punire anche leggermente, in quanto, prima e dopo le due follie di Capuano (due falli da sacrosanta ammonizione nell'arco di una decina di minuti), Carboni meritava il secondo "giallo". Ciò che proprio non riusciamo a capire è la sostituzione di Llama, fin lì migliore dei suoi (bravo a ripartire, saltare l'uomo e fornire assist preziosi ai compagni) con il difensivo Marchese, susseguente all'espulsione del laterale campano. Facendo ciò ottieni solo di abbassare il baricentro della squadra e di togliere l'antagonista naturale di De Silvestri, consentendogli la cosa che sa fare meglio, attaccare. Non solo, dici chiaramente all'avversario: ho paura, voglio solo cercare di portare a casa il pareggio. E perdi. Perdi ineluttabilmente. Inutile rimarcare come De Silvestri sia risultato l'uomo decisivo (suoi gli assist per le reti di Marchionni, trovatosi a festeggiare una doppietta -che, penso, non si materializzerà mai più nella sua carriera- e Gilardino,) asfaltando in tutto e per tutto Marchese. Una sostituzione tragica. Tragica veramente. Poco comprensibile anche la scelta di cambiare Plasmati. Non è che si tratti di Van Nijstelrooy, e la sua prestazione va considerata negativa, ma sotto di un gol, non puoi toglere un attaccante (peraltro l'unico a disposizione) e inserire un centrocampista proveniente da un lungo infortunio! Complessivamente, dunque, grave l'errore compiuto dal Catania subito dopo aver pareggiato l'incontro con Mascara.

A gennaio forze nuove
Lo rimarchiamo sempre: adesso la squadra è questa e va sostenuta "in toto" fino a gennaio, cercando di arrivarci meglio possibile. Ma a gennaio sarà assolutamente necessario intervenire sul mercato. Scontato il discorso attaccante, ma le grossissime difficoltà di Delvecchio (oggi nemmeno in panchina e dato partente per lidi granata...) impongono l'acquisto anche di un centrocampista; quel centrocampista che, nelle idee di inizio stagione, avrebbe dovuto sostituire in termini di personalità i veterani Baiocco e Tedesco. Sperando, inoltre, che Ledesma torni ai suoi livelli e che la crescita di Sciacca (finora condizionato da problemi fisici) si compia, regalando al Catania un centrocampista di qualità in più.

Tutti al "Massimino"!!!
In questi momenti i tifosi contano. Il loro incitamento può risultare cruciale. Ebbene, è giunto il momento di dimostrare amore per la maglia. La gara contro il Napoli può costituire una svolta fondamentale nella stagione etnea. Vincendo, si potrebbe rimettere in sesto se non la classifica, almeno il morale, oggi sotto i tacchi. E vincere, lo sappiamo fin d'ora, sarà difficilissimo, perché il Napoli è più forte, più in forma e psicologicamente in grande ascesa dopo l'avvento di Mazzarri in panca. La vittoria in trasferta all'Olimpico di Torino sulla Juventus dice ogni cosa. Ma bisogna vincere, contro tutto e tutti. E, allora, riempiamo il nostro stadio e aiutiamo la squadra. Qui si tratta solo di cercare di difendere con le unghie e con i denti una categoria che si è fatta tanta fatica a raggiungere e mantenere. V'è bisogno del concorso di tutti, mettendo per un attimo da parte le legittime perplessità e le conseguenti polemiche. Non importa chi giocherà o chi si accomoderà in panchina (Atzori o no, la società fara le sue considerazioni); importa solo venir fuori da questa contingenza negativa. E lo si può fare unicamente vincendo e ritrovando compattezza ambientale. Rimanere uniti è l'unico modo per risalire, su questo non ho dubbio alcuno. Ce la dobbiamo fare!!| Let's go, Liotru, let's go!!!!

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