Calcio, è Hernandez il salvagente del Palermo
Cagliari – Miccoli ed Hernandez. I due attaccanti che fecero impazzire l’Inter in un clamoroso 3-5, regalano un punticino prezioso al Palermo, scavalcato dalla Sampdoria in classifica e costretto, nonostante il pari, alla retrocessione al quinto posto. Decisivo l’ingresso in campo, come sempre, del capitano rosanero: e con questo fanno 16 reti in campionato…
A cinque confronti dal sogno. Il Palermo di Zamparini lancia il suo guanto di sfida a Sampdoria, Juventus e Napoli per la lotta al quarto posto ed affronta nella 34° giornata di serie A un Cagliari a secco di vittorie da quasi tre mesi e con una nuova coppia di allenatori in panchina (gli esordienti Melis – Festa). C’è un mal di trasferta da curare (nove sconfitte su 16 gare totali) ed anche un ruolino nefasto al Sant’Elia da sfatare (una sola vittoria su 27 partite, un 1-0 firmato Zaccardo il 23 settembre 2007). Senza Bovo, Simplicio, Bresciano e Blasi, occorrerà davvero un gran Palermo per garantirsi i tre punti. Ed all’inizio Miccoli va in panchina…
Inizio lento per una gara solitamente poco spettacolare come quella in terra sarda – 5 gol nelle 5 sfide più recenti – e primo tiro in porta di Dessena al 10’ (bravo Sirigu). Molle e impacciata, la squadra siciliana sembra il solito mister Hyde da trasferta, incapace di rendersi pericolosa e a tratti in balia di un avversario non trascendentale ma sicuramente più impavido. I calci piazzati, così, diventano l’unica arma per i rosanero (in tenuta bianca e bordini rosa): sugli sviluppi di un corner, Balzaretti crossa bene per Goian che di testa colpisce la traversa a causa del decisivo intervento di Marchetti. La legge non scritta del calcio, però, è in agguato: a gol sbagliato risponde immediatamente il gol subito da Cossu, abile nel concludere al volo su passaggio di Lazzari e nel trafiggere Sirigu, tradito da una deviazione involontaria di Migliaccio. La rete galvanizza i locali che con Nenè, Lazzari e Cossu spaventano i difensori avversari, per la verità poco aiutati da un centrocampo in difficoltà. Bertolo e Miccoli cominciano il riscaldamento a metà frazione, con Delio Rossi che appare risentito per la gara opaca dei suoi: un paio di ripartenze dei rossoblù e un colpo di testa del centravanti aggiunto Goian (parato) chiudono il primo tempo che termina con un meritato 1-0 per il Cagliari.
A sorpresa nessun cambio nell’intervallo da parte delle due squadre e subito Palermo maggiormente aggressivo, costretto dal risultato a lasciare spazi in contropiede per i veloci mediani avversari (Nenè spreca). Matri è la prima mossa dalla panchina, il bomber lasciato in panchina a sorpresa per far posto a Ragatzu; Miccoli per Cavani, invece, è la contromossa di Rossi. Il talento di Lecce si presenta con un guizzo (parato), mentre è Dessena a lambire il palo con una bella conclusione da fuori area. Con l’ingresso di Miccoli la partita è più viva, con i siciliani protesi in avanti e i rossoblù abili nel contropiede ma spreconi sottoporta, soprattutto con Cossu svagato nell’ultimo passaggio. Gli ultimi minuti sono caratterizzati da un continuo ma tardivo forcing degli ospiti, protesi alla ricerca del pari e tambureggianti sulle fasce soprattutto dalle parti di un Balzaretti formato nazionale e con un Goian centravanti aggiunto (a lato la sua testata).
Liverani, però, non è in giornata: il regista perde una brutta palla e regala una prateria a Jeda, abile nello sfruttare tutto il campo a disposizione e nel trafiggere Sirigu. Proprio quando la gara sembra chiusa, ecco il solito tap-in vincente di Miccoli, abile nell’insaccare in mischia.
Il finale è pirotecnico: Budan e Matri falliscono due occasioni (bravo Marchetti sulla testata del centravanti), poi è lo stesso croato a colpire una clamorosa traversa al 92’.
Al quinto minuto di recupero, però, Hernandez trafigge di testa un Marchetti sorpreso da una traiettoria di Miccoli deviata da Astori: è il gol che regala un 2-2 clamoroso, che permette ad un Palermo combattivo solo nella ripresa di restare in scia della Sampodoria (ancora da affrontare al Barbera).
