Voglia di "Malaka dance" (Siciliatoday.net)

Calcio, Juventus - Catania: la presentazione

Resuscitare se stessi
Dopo aver resuscitato l’oggetto misterioso milanista Klas Huntelaar, il derelitto Siena di Malesani ed, infine, il balbettante Livorno di Cosmi ecco sul cammino della formazione etnea un possibile “nuovo miracolo” da compiere nell’ultima domenica calcistica del 2009: la Juventus del pericolante Ferrara che ha in Felipe Melo e Diego (50 milioni di euro in due) i principali indiziati per la vittoria del concorso “Il Lazzaro della domenica” valido per la diciassettesima giornata di andata del campionato di serie A 2009/2010. L’umorismo, chiave di lettura assai interessante insieme all’ironia, sembrerebbe l’arma ideale per esorcizzare la situazione drammatica di un Catania scivolato all’ultimo posto nella graduatoria generale a meno sei lunghezze dalla quartultima piazza, occupata dal Livorno, che equivale la salvezza. In queste sedici giornate di campionato si è visto di tutto e di più: dagli errori, talvolta clamorosi, dei singoli giocatori a quelli commessi dal tecnico, dalle sviste arbitrali alle sventure di una sorte tutt’altro che benevola; tanti elementi negativi che sembrano scrivere la più crudele delle sentenze: la retrocessione in serie B. Dopo aver toccato il fondo con le incredibili sconfitte contro Siena e Livorno non resta che immedesimarsi in Lazzaro e risollevarsi provando a compiere un miracolo, stavolta, verso se stessi.

Ferrara in bilico
L’illusoria vittoria contro l’Inter di Mourinho, oltre che riaprire il discorso scudetto, sembrava poter celare le lacune di una formazione non ancora agli standard della Juventus “pre – moggiopoli”; ma il successivo doppio capitombolo contro Bayern Monaco, che è costato l’eliminazione dalla Champions League, e Bari in campionato hanno riaperto il dibattito sul reale valore dei bianoconeri. Il maggior indiziato è Ciro Ferrara, tecnico emergente idealizzato anche troppo dopo le due inutili vittorie colte nello scorso torneo e preferito, in estate, ad Antonio Conte, altro allenatore emergente ma già con diverse esperienze alle spalle ( promozione in A col Bari conquistata la scorsa stagione). Scelte sbagliate di una dirigenza che nel corso del mercato estivo ha speso fior di milioni tentando di allestire una formazione che potesse interrompere l’egemonia nerazzurra almeno in Italia. Dopo sedici giornate il terzo posto in classifica, condito dalla precoce eliminazione in Champions, ha il sapore del fallimento, così come gli acquisti di elementi che non hanno sortito l’effetto sperato: Cannavaro e Grosso non sono più quelli di Berlino, Felipe Melo bada più a dare calci che a giocare a calcio, infine Diego non ha ancora capito che la serie A non è la Bundesliga. Le voci di un possibile approdo di Roberto Mancini sulla panchina dei bianconeri spingono Ciro Ferrara sempre più verso l’esonero; non battere il fanalino di coda Catania, poi, sarebbe l’ultimo atto di un’avventura che sembra di breve durata.

La speranza è l’ultima a morire
Notte fonda sul Catania: unica squadra ad aver vinto solo una gara ( 2 a 1 al Cagliari lo scorso 18 ottobre), ultimo posto solitario in classifica con nove punti ed a sei lunghezze dalla zona salvezza, ambiente surriscaldato e, quasi, rassegnato alla retrocessione in cadetteria ormai da diverse settimane. Bisogna, quindi, dare retta agli impietosi numeri rassegnandosi o cullare ancora quella speranza di un’inversione di marcia? Come si può essere ottimisti? Come si può guardare positivamente al futuro? Ebbene, numeri alla mano, si può. Raffrontando l’attuale torneo di serie A con gli ultimi due che l’hanno preceduto emergono due precedenti assai incoraggianti che, potrebbero, rianimare la fiammella della speranza rossazzurra. Infatti, nello scorso campionato dopo sedici gare all’ultimo posto della classifica c’era il Chievo Verona con nove punti (gli stessi del Catania di questa stagione); nelle successive ventidue gare i clivensi totalizzarono ben 29 punti ottenendo, dunque, una salvezza ormai insperata. Stesso discorso la stagione precedente, la 2007/08, dopo sedici turni il Cagliari di Ballardini si trovava all’ultimo posto con appena dieci punti ( solo uno in più rispetto al Catania attuale); nelle successive ventidue giornate i sardi racimolarono 32 punti conquistando, così, l’agognata salvezza. Adesso, tocca al Catania. Tutto questo, però, senza fare tabelle, vivendo alla giornata guardando partita dopo partita, avversario dopo avversario ed attendendo, soprattutto, gli indispensabili innesti di un mercato mai così tanto atteso. Non esistono, quindi, né avversari facili né difficili: Juventus o Bologna, a questo punto, conta poco. Per compiere questa “impresa disperata” occorre iniziare a VINCERE già contro i bianconeri. – 31 all’Alba: “Iu ci criru!”

Rendimento della Juventus in casa
Lo score casalingo della formazione guidata da Ciro Ferrara è di tutto rispetto: cinque vittorie (1 a 0 a Chievo Verona ed Udinese, 2 a 0 al Livorno , 2 a 1 all’Inter, 5 a 1 alla Sampdoria), due pareggi ( 1 a 1 contro Bologna e Fiorentina) ed una sconfitta ( 2 a 3 dal Napoli) in otto gare. Quindici i gol segnati, sette quelli subiti.

Rendimento in trasferta del Catania
Nelle otto gare sinora affrontate lontano dallo stadio “Angelo Massimino” la formazione rossazzurra di Luca Atzori ha racimolato appena tre punti, in virtù dei pareggi di Bergamo, Bari (0 a 0) e Palermo (1 a 1). Cinque, invece, le sconfitte: 2 a 1 a Parma ed a Milano contro l’Inter, 3 a 1 a Firenze, 3 a 2 a Siena e 4 a 2 ad Udine. Sette le reti siglate, quattordici quelle subite. La vittoria in trasferta manca dal “famigerato” derby del primo marzo 2009: lo spettacolare 0 a 4 di Palermo. Nelle successive quattordici partite (sei dello scorso torneo) il Catania ha totalizzato quattro pareggi e ben dieci sconfitte.

Precedenti in serie A
Juventus e Catania si sono affrontate all’ombra della Mole Antonelliana in undici occasioni, sei delle quali sorridono ai bianconeri: 4 a 1 nelle stagioni 60/61 e 64/65, 4 a 2 nel 63/64, 1 a 0 nel 65/66, 2 a 0 nell’83/84 e il pesante 5 a 0 rimediato nella stagione 1970/71. Quattro i pareggi tra le due compagini e tutti per 1 a 1: nel 54/55, 61/62, 2007/08 e 2008/09 . L’unica vittoria etnea, firmata dalla rete di Milan, risale alla stagione 1962/63. L’ultimo precedente tra bianconeri e rossazzurri risale al 26 settembre 2008: vantaggio juventino con Amauri, pareggio etneo con Plasmati.

Juve rimaneggiata ed arrabbiata
Reduce dalla scoppola del “San Nicola” di Bari la Juventus di Ciro Ferrara per non perdere altro terreno dalla capolista Inter, distante sei punti, sarà “costretta” a battere con qualsiasi risultato il disperato Catania ultimo in classifica. Un’impresa tutt’altro che impossibile, che si complica però considerato diverse defezioni tra i bianconeri. Infatti, il tecnico Ciro Ferrara per la gara contro gli etnei dovrà rinunciare oltre allo squalificato Poulsen anche agli infortunati Buffon, Camoranesi, Sissoko, Chiellini e Iaquinta. Spazio, dunque, a Manninger, Salihamidzic, Legrottaglie ed il “bistrattato” capitan Del Piero. L’allenatore napoletano dovrebbe, quindi, riproporre il 4-3-1-2, accantonato nelle ultime esibizioni, con questo unidici iniziale: Manninger tra i legni; difesa a quattro con Caceres e Grosso sulle fasce, Fabio Cannavaro e Legrottaglie centrali; centrocampo a rombo con Felipe Melo vertice basso, il bosniaco Salihamidzic sul centrodestra, Marchisio sul centrosinistra e Diego vertice alto; in avanti spazio al “tandem storico” formato da Del Piero e Trezeguet con Amaurì in panchina.

Catania senza Mascara
Per la proibitiva trasferta di Torino in casa di un’altalenante Juventus Sinisa Mihajlovic oltre agli infortunati Barrientos, Sciacca, Delvecchio, Marchese, Pesce, Potenza, dovrà rinunciare anche a capitan Mascara squalificato per un turno. In compenso, però, il tecnico serbo potrà contare sull’apporto del difensore Nicolas Spolli che, tuttavia, dovrebbe partire dalla panchina. Contro i bianconeri Mihajlovic dovrebbe “abbandonare” il 4-2-3-1 visto contro il Bologna, passando ad un 4-3-2-1 con una mediana più coperta. Ecco, quindi, il possibile undici iniziale rossazzurro: Andujar in porta; difesa a quattro con uno tra Alvarez e Bellusci sulla destra, Silvestre e Terlizzi coppia centrale, Capuano terzino sinistro; centrocampo a tre con Ledesma, Carboni e Biagianti; Martinez e Llama sulla trequarti; in avanti spazio a Morimoto unica punta. Da non scartare anche la soluzione 4-4-2 con Ledesma e Llama “larghi” sulle corsie laterali con il “Malaka” avanzato in attacco a far da spalla a “Ka Tayuti a Signari” Morimoto. Si prospetta l’ennesima panchina per l’argentino Adrian Ricchiuti.

Probabili formazioni
JUVENTUS (4-3-1-2): Manninger; Caceres, Legrottaglie, Fabio Cannavaro, Grosso; Salihamidzic, Felipe Melo, Marchisio; Diego; Del Piero, Trezeguet. A disp.: 12 Chimenti, 21 Grygera, 19 Molinaro, 30 Tiago, 29 De Ceglie, 20 Giovinco, 11 Amauri. All: Ferrara

CATANIA (4-3-2-1): Andujar; Alvarez (Bellusci), Silvestre, Terlizzi (Spolli), Capuano; Ledesma, Carboni, Biaginati; Martinez, Llama; Morimoto. A disp.: 30 campagnolo, 14 Bellusci, 3 Spolli, 17 Moretti, 13 Izco, 19 Ricchiuti, 9 Plasmati. All: Mihajlovic

ARBITRO: Pierpaoli di Firenze

INDISPONIBILI: Buffon, Iaquinta, Chiellini, Sissoko, Camoranesi; Barrientos, Sciacca, Delvecchio, Marchese, Pesce, Potenza.

SQUALIFICATI: Polusen; Mascara.

DIFFIDATI: Grygera, Legrottaglie, Camoranesi, Sissoko, Amauri, Cannavaro; Delvecchio , Andujar, Carboni, Spolli, Martinez, Ledesma.

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