Calcio/Messina, una vittoria mancata
Secondo pareggio. Nel team giallorosso sembra regnare una calma serafica. Nell'amino, però, forse c'è tanta rabbia. Perché col Castrovillari s'è persa una buona occasione per rompere il ghiaccio coi tre punti. Non sarebbe stato male. Soprattutto per chi, dopo il pari casalingo con il Modica, ma soprattutto vista la condizione fisica, per 77 minuti filati ha accarezzato l'idea di sbancare il "Mimmo Rende". E tutto poteva succedere in un momento in cui c'è da fare soltanto legna.
A fine gara parla mister Labonia. Perché Infantino è squalificato. «Abbiamo giocato – ha detto il tecnico in seconda – bene a metà: ho visto un buon primo tempo. Tante belle giocate e delle ottime ripartenze. Poi, purtroppo, l'infortunio di Cervillera e le non perfette condizioni fisiche di Di Napoli hanno creato importanti scompensi nel Messina. Nonostante questo, però, potevamo segnare anche il terzo gol. Perché l'arbitro non ha sanzionato un penalty sacrosanto su Di Napoli. Poi, purtroppo, nel secondo tempo siamo calati leggermente in alcuni nostri uomini chiave, l'arbitro ha concesso un rigore estremamente dubbio al Castrovillari ed il rettangolo di gioco, pieno di buche, ha reso tutto più difficile».
Di Napoli, dal canto suo, esprime grande rammarico per aver «buttato due punti alle ortiche. C'è mancato – aggiunge – un po' di condizione. Forse anche un pizzico di convinzione. Vabè: prendiamo questo punto e guardiamo avanti. Ciò significa che bisogna iniziare a vincere. A partire dalla prossima gara casalinga con la Nissa. Possiamo farlo. Perché il Messina ha tutti i mezzi per disputare un grande campionato».
Di Napoli ed il rigore non assegnatogli. «Quello – ha confessato l'attaccante giallorosso – era un rigore netto. Perché il portiere mi ha colpito. L'arbitro, però, l'ha vista diversamente».
fonte:Gazzettadelsud
