Calcio, Milan-Catania: il commento del match
"Spaziocatania"
Confesso di essermi un tantino emozionato. A 41 anni, ho avuto la fortuna di vedere, anche se per 45 minuti, il Catania dei miei sogni. Ricordate, da ragazzi, in anni di buio assoluto, giostrati fra B, C, D, Interregionale, Eccellenza, quando fantasticavamo beatamente con i compagnetti: "Immagina, Turiddu, u Catania ca va a San Siro e macina u Milan"... Nel frattempo i rossazzurri, con grandissima dignità, magari andavano in scena a Gravina, a Battipaglia, a Casteldisangro, a Benevento. Sembrava impossibile, eppure quel sogno è (quasi) divenuto realtà. Solo il risultato finale "stona" un tantino, ma ci sta. Probabilmente fra qualche tempo giungerà anche quello, netto, inequivocabile. Ma questo primo tempo del "Meazza" rimarrà negli annali. Contro i rossoneri di Leonardo del "4-2-fantasia", i rossazzurri hanno giocato in umodo che può essere definito con un solo aggettivo: perfetto. Dinamicamente di un altro pianeta, Mascara e soci hanno spazzato via il Milan dal punto di vista delle trame di gioco, della qualità tecnica, del numero di occasioni da rete. Un dominio assoluto, condito da due splendide realizzazioni: Maxi, alla settima rete stagionale (siamo giunti a 12 punti portati a casa...), su assist del migliore in campo, Ricchiuti; lo stesso Ricchiuti (terza marcatura stagionale), su assist di Maxi. Due a zero e palla al centro. Tutti zitti a "San Siro", ad assistere alla lezione di calcio sciorinata dai rossazzurri, comandati da un Mihajlovic impeccabile, regale.
Miha, lo stratega
Tutti i commentatori, anche giustamente, hanno in questi mesi sottolineato il lavoro "psicologico" del tecnico serbo, capace di far svoltare in fatto di "testa" la spaurita nidiata di pulcini "pre-cura" nell'accolita di gladiatori odierna. Ma è solo una parte della verità, forse la meno importante. La "vera" verità è che Miha ha rivoltato la squadra dal punto di vista tattico e tecnico, facendo scelte coraggiose e precise. E' palese che con Maxi Lopez sia un altro Catania, è ciò che mancava all'organico etneo. Ma prima dell'arrivo del superbo cannoniere argentino, il trainer ex laziale aveva preso di peso Martinez, costringendolo a fare il centravanti. Il centravanti serio, di peso. Con risultati eccezionali. Miha ha poi preso Alvarez e lo ha fatto diventare un mito. Miha ha fatto rinascere Terlizzi. Miha ha capito che Biagianti e Carboni non possono giocare insieme e ha assegnato al fiorentino le chiavi della mediana. Miha ha inventato Ricchiuti centrocampista: al momento, Adrian è fra i migliori, come rendimento, nel suo ruolo. Anche oggi, l'allenatore rossazzurro ha fatto vedere di che pasta è fatto. Privo di due elementi importanti come Llama e Martinez, ha approntato un 4-1-4-1 compatto, impostato su Carboni davanti alla difesa e sul duo Mascara-Izco a percuotere sulle fasce; un modulo capace di mandare in tilt un Milan lento e impreciso a centrocampo (malissimo Pirlo e Seedorf), inguardabile sulle corsie laterali in Abate e Antonini, limitato in attacco dalla verve di Alvarez, Spolli e Terlizzi, precisi su Ronaldinho, Borriello e Huntelaar. Chi l'avrebbe mai detto, che il Milan, la squadra più blasonata del mondo, un giorno sarebbe stata dominata nel suo sacro "green" dagli "elefantini" etnei?
Milan fortunato
E, soprattutto, chi avrebbe mai detto che il Milan un giorno avrebbe dovuto dirsi fortunato di aver "strappato" un faticoso pari interno al Catania? Sì, il Milan ha pareggiato, alla fine, e il 2-2 può complessivamente dirsi giusto, considerato che la ripresa ha visto i padroni di casa maggiormente determinati e lucidi in zona rete con Borriello (doppietta). Ma il rammarico rimane, perché con un pizzico di determinazione in più si sarebbe potuto vincere, anche calando atleticamente: ben tre le ripartenze pericolose organizzate dai rossazzurri e non finalizzate da Biagianti (di un soffio, davvero bello il suo destro a giro al 55'), Ledesma (troppo lento davanti a Dida) e Izco. Probabilmente, il classico "braccino corto", tuttavia comprensibile, al termine di una "cavalcata" come quella realizzata dal Catania nel girone di ritorno. E' vero che il Milan ha spinto di più, ma se Borriello non avesse segnato dopo 2' della ripresa, sicuramente il Catania avrebbe portato a casa la vittoria. Però, bisogna sottolineare il fatto che il baricentro è stato troppo "abbassato", consentendo ai compassati Pirlo, Seedorf e Ronaldinho di poter mettere in gioco le proprie straordinarie qualità tecniche. E il gol subito, in queste condizioni, contro il Milan ci scappa sempre. Lo prende il Manchester United, lo prende il Catania.
Mezzo capolavoro
A mio parere, questo "mezzo capolavoro" qualche ulteriore certezza la mette in rilievo. Per esempio, ormai questa squadra ha trovato una propria fisionomia di gioco capace di consentire al tecnico di ovviare a qualsiasi assenza. Di contro, Carboni e Biagianti insieme -oggi scelta obbligata- continuano a non esaltare. L'argentino ancora una volta si è rivelato fra i meno in palla, rallentando troppo le ripartenze, mentre il fiorentino, quando opera da centrale davanti alla difesa, è capace di cose straordinarie. Poi, Izco sulla corsia laterale, pur offrendo sempre un grande contributo in fatto di dinamicità, rende meno che da mediano sul centro-destra. Ancora, senza lo straripante Ricchiuti (che dura un'oretta circa), la squadra perde molto in fatto di geometrie in mezzo al campo. Ledesma ancora non è quello di un anno fa, mentre Delvecchio ha caratteristiche diverse e, in più, in questa stagione sta facendo davvero poco. Infine, Maxi Lopez. Un attimo, fermiamoci. Riflettiamo con calma. A vostra memoria, avete mai visto a Catania un centravanti di questo livello? Io mai. E' il più forte. Ha distrutto il Milan, mostrando forza fisica, tecnica e freddezza sotto porta. E c'è dell'altro. Se andrete a vedere i 12 gol siglati dalla "gallina" argentina nel Gremio, potrete constatare come l'80% di essi fosse stato realizzato con la "cabeza", di testa. Nel gioco aereo Maxi è fortissimo. Eppure a Catania ha segnato solo di piede, perché quello etneo è un team che crossa poco dalle corsie laterali, avendo un tipo di gioco diverso. Ciò dimostra che si tratta di una punta completa, in grado di adattarsi a tutte le esigenze della propria squadra. E con un attaccante del genere, in futuro l'asticella degli obiettivi stagionali potrebbe essere elevata di un bel po'. Ah, dimenticavo, una mia personalissima opinione: con Llama e Martinez questa gara sarebbe finita 0-4...
"Comu finiu", il nostro idolo
La partita nella partita. Alvarez-Ronaldinho. Mi ha esaltato. Il nostro "Comu finiu" ha fornito una prestazione straordinaria, limitando molto il fuoriclasse rossonero. E' stato saltato forse una sola volta, per il resto, anticipi eccezionali e ripartenze da grande giocatore. In specie nella ripresa, fantastico il terzino argentino, commovente. E' diventato il mio idolo assoluto, ma penso sia ormai un idolo per tutti. Incarna lo "spirito Catania": agonismo, irriducibilità, voglia di emergere. tutte doti che idovranno essere mantenute anche in futuro se si vorrà fare il salto di qualità. Partendo dal leggendario "Comu finiu", ovvio...
Con il Siena per chiudere i conti
Il pareggio odierno, seppure accolto dai tifosi con un pizzico di rammarico, può considerarsi un gran punto. Il Catania, attestatosi a quota 39 a 5 turni dal termine, allunga sull'Atalanta (+8), lasciandosi dietro, oltre i felsinei (suicidatisi in casa con la Lazio), proprio i romani, l'Udinese, che a Livorno ha conquistato i tre punti di una virtuale salvezza e il Chievo, sconfitto da pronostico a Palermo. Quattro sqaudre fra Atalanta e Catania, non so se ci siamo capiti. Per chiudere in bellezza basterebbe battere il Siena al "Massimino" domenica prossima, per poi tentare, nelle ultime quattro giornate, di battere il record dei 43 punti ottenuto una stagione fa. Impensabile fino a un mese addietro. Il condizionale risulta, però, d'obbligo, perché pensare a una gara scontata sarebbe deleterio. I toscani di Malesani si trovano sì in una situazione disperata (29 punti, -6 dal Bologna quart'ultimo), ma provengono dalla vittoria casalinga in rimonta sul Bari e venderanno cara la pelle. Bisognerà stare attenti, concentrati, giocare come nelle ultime giornate, come se davanti ci fosse L'inter o il Palermo. Solo così si potrà festeggiare la certezza definitiva del quinto anno consecutivo in Serie A. Let's go, Liotru, let's go!!!
