Calcio, Zenga: "Spero di essere ricordato a Catania"
L'ex allenatore di Palermo e Catania, Walter Zenga, ai microfoni di Sportmediaset, ha parlato dei rosanero: "Per due mesi Cavani e Kjaer hanno fatto avanti e indietro per le loro Nazionali, Liverani non c'era, Pastore doveva inserirsi, abbiamo giocato in casa contro Bari e Roma sul campo allagato per nubifragi che a Palermo si verificano una volta ogni 10 anni. A me non piace cercare scuse, alibi, racconto solo come stavano le cose. Mi conforta il fatto che quando dissi che la squadra era da primissime posizioni, mi hanno dato del pazzo e invece sul valore del gruppo avevo visto giusto. E mi conforta essere rimasto in ottimi rapporti con i giocatori".
L'uomo ragno si è anche soffermato sugli etnei e sulla Nazionale: "Ho lavorato molto bene a Catania, spero di aver lasciato qualcosa di cui magari qualcuno tra poco si potrà ricordare. Può darsi che uno dei problemi del nostro calcio sia anche questo, ma la disfatta della Nazionale ai Mondiali è dovuta a molte cause. In azzurro c'erano troppi giocatori che non hanno mai vinto niente, l'Inter non fornisce nessuno, Milan e Juve vengono da stagioni difficili, la Roma ha dato solo De Rossi. Non avevo sensazioni di nessun tipo alla vigilia, poi però il nostro flop mi è parso un film già visto, 24 anni fa in Messico: stesso gruppo che aveva vinto 4 anni prima, preparazione in montagna prima di partire, la coesione e le motivazioni vengono a mancare. Errori arbitrali? Non si può essere così chiusi verso le innovazioni tecnologiche. Ho visto la partita di Federer a Wimbledon: nel tennis si gioca uno contro uno, l'arbitro deve solo vedere se la palla è dentro o fuori, eppure se ha un dubbio può chiedere di guardare la moviola. Non si possono lasciar passare errori come i gol annullati a Lampard e Quagliarella mentre tutte le persone all'interno dello stadio stanno rivedendo sul maxischermo che la palla era entrata, l'azione era regolare, o il primo gol dell'Argentina sul Messico clamorosamente in fuorigioco. ".
