Calcio, per il Catania intanto è 40

40, con rammarico...
La memoria storica serve. Se a gennaio ci avessero detto che, a quattro gare della fine, il Catania avrebbe toccato la fatidica "quota 40", avremmo pensato a uno scherzo, alla solita follia da iperottimismo cosmico. Eravamo tutti convinti, il sottoscritto compreso, che in ogni caso avremmo dovuto attendere l'ultimo turno prima di poter raggiungere tale livello di punteggio. Pertanto, questo "punticino" conquistato in casa con il quasi spacciato Siena, in fin dei conti serve, fa classifica, consente di affastellare ulteriore frumento nella cascina rossazzurra. Una cascina che, diciamocelo senza infingimenti, può considerarsi virtualmente salva da ogni pericolo, anche in considerazione del calendario. A quattro giornate dalla fine, i rossazzurri vantano 6 punti di vantaggio sull'Atalanta terz'ultima (oggi vincitrice sulla Fiorentina), con 3 squadre in mezzo, Bologna, Lazio, Udinese. Il prossimo turno prevede Inter-Atalanta e Livorno-Catania. Un'altra occasione per chiudere matematicamente i conti. Tuttavia, rimane il grande rammarico di non aver messo una pietra sopra alla fastidiosa pratica salvezza proprio oggi, al termine di una partita che si poteva tranquillamente vincere, e che era stata praticamente vinta al 58' quando Maxi Lopez, peraltro straordinario, ha sistemato la palla sul dischetto del rigore: chance unica, chance purtroppo fallita. Ma ci sta. Un errore dagli undici metri si può sempre verificare. Bisogna, invece, solo dare atto al Siena di aver lottato in maniera strenua fino alla fine, credendoci sempre, riabattendo colpo su colpo, attaccando in modo pure scriteriato ma sempre arrembante. Hanno giocato con il cuore, insomma, gli uomini di Malesani, onorando la propria maglia malgrado la consapevolezza di trovarsi ormai in Serie B. Un applauso al Siena appare obbligatorio. Saper accettare un risultato del genere, di contro, rientra nel processo di maturazione di una tifoseria che, a dire il vero, non ha mostrato di possedere tale fondamentale dote durante questo torneo. Mi permetto di far notare a tutti un solo dato, incontrovertibile: nel girone di ritorno, il Catania ha pareggiato tutti gli scontri diretti casalinghi: Atalanta, Udinese, Siena. La salvezza è stata, al contrario, acquisita nei match "impossibili": Juve, Sampdoria, Inter, Fiorentina, Palermo, Milan. Queste partite face-to-face sono difficili, difficilissime per tutti, soprattutto a livello mentale. L'Udinese che pareggia al "Friuli" con il Bologna ne è un esempio. Quindi, tranquilli e pedalare, senza fare drammi per un pareggio interno. A Livorno, come detto, ci sarà la possibilità di rifarsi. Aiutare la squadra a preparare al meglio questa sfida costituirà l'imperativo categorico settimanale per la tifoseria catanese.

Le assenze pesano
Il Catania non è il Barcellona. Pertanto, appare scontato affermare che determinate assenze, soprattutto se "cumulative", incidano. Lo ha ammesso umilmente Mihajlovic nelle interviste potpartita. Gli sono mancati tutti gli esterni offensivi e per il suo 4-3-3 ciò risulta deleterio. Fuori contemporaneamente Llama, Martinez e Mascara, ha dovuto adattare Izco e Morimoto, con risultati non eccezionali (eufemismo). Non solo, scalando Izco in attacco, ecco che si è trovato costretto a far convivere Biagianti e Carboni, soluzione già bocciata (a ragione) da tempo. Una squadra lontana, dunque, da quella maramaldeggiante anti-Inter o Palermo. Se, infatti, si può serenamente affermare che Alvarez e Capuano sulle corsile laterali difensive abbiano fatto una buona partita, che Biagianti (alla terza rete stagionale) sia stato uno dei migliori e che Maxi, a onta del rigore fallito, si sia confermato a livelli stratosferici (gol bellissimo in avvio, l'ottavo in 13 partite, assist del raddoppio a Biagianti, altro assist d'oro a Morimoto, miserametne sprecato), non si può negare che Carboni abbia accusato ancora una volta diversi problemi in fase d'impostazione, che Izco non sia a suo agio nel ruolo d'esterno, che Morimoto non può, malgrado il grande sacrificio, in alcun modo svolgere lo stesso ruolo d'esterno (è vero che il rigore se l'era procurato lui, ma troppe ancora una volta risultano le indecisioni sotto porta del giovane nipponico). Se aggiungiamo a tali fattori che in panca, obiettivamente, Miha non aveva moltissimo (Delvecchio, Sciacca e Ledesma incidono poco, al momento), possiamo anche trarre le conclusioni di un pareggio tutto sommato accettabile.

A Livorno per non sbagliare
Al "Picchi", contro i retrocedendi labronici, sarà necessario metterci un pizzico di cattiveria in più. I tre punti significherebbero salvezza matematica. Bisognerà stare attenti e fare l'ultimo sforzo. Miha riavrà capitan Mascara, che oggi è mancato. Io un pensierino a riportare Izco in mediana, evitando di schierare contemporaneamente Carboni e Biagianti lo farei... Ma il serbo ha dimostrato ampiamente di saper fare e qualunque possa essere la sua decisione, siamo sicuri che sarà funzionale all'obiettivo finale. Staimo tranquilli e attendiamo la soluzione finale. COn fiducia. Let' go, Liotru, let's go!!!

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