Calcio, Catania: una stagione da raccontare
Quanto sei bella di Notte,
ti guardo dall’alto
mentre provi ad addormentarti
dopo una giornata illuminante
che non puoi cancellare.
Una giornata da custodire
gelosamente nel Cuore,
nell’angolo più segreto che hai,
il più intimo.
Che bello guardarti
mentre provi ad addormentarti
e ti prepari a sognare..
Questa volta ad occhi chiusi,
cullata dal calore di un Vulcano
che ti sovrasta e ti protegge dall’alto…
Chiudi gli occhi,
Buona Notte CATANIA..
-Rifugio Sapienza, 2 marzo 2009, ore 00.30-
La stagione della consacrazione
Buona la terza. Dopo due stagioni altalenanti, vissute sul filo del rasoio e concluse con due salvezze conquistate per il rotto della cuffia, il Catania versione 2008/2009 non tradisce le attese e i buoni propositi d’inizio stagione, disputando un ottimo campionato( il migliore nella storia degli etnei in serie A) centrando, finalmente, quella tanto decantata “tranquilla salvezza” con larghissimo anticipo a dispetto dei numerosi detrattori. Tranquilla salvezza doveva essere e tranquilla salvezza è stata con la formazione rossazzurra mai impelagata, nell’arco della stagione, nella zona retrocessione. Sempre a debita distanza. I momenti negativi ci sono stati ma la zona calda è rimasta sempre ben lontana. I numeri, poi, parlano chiaro: quindicesimo posto nella classifica finale con 43 punti, +2 rispetto al Catania 2006/07 e +6 rispetto alla passata stagione; 43 punti che rappresentano il record per la formazione etnea nella massima serie; +9 sulla terzultima (Torino con 34 punti) e salvezza tranquilla che segue alle soffertissime conseguite nelle precedenti due stagioni di serie A. Una stagione che verrà ricordata, soprattutto, per i due derby vinti e le sei reti rifilate (quattro delle quali al “Barbera”) ai “cugini” rosanero. Stagione conclusa con le convocazioni di Marco Biagianti e Giuseppe Mascara nella nazionale azzurra di Marcello Lippi e con quella di Fabio Sciacca nell’Under20. La stagione della consacrazione come scritto, profeticamente, alla vigilia del campionato. Grande merito alla società etnea per aver scelto un’ottima “stoffa” in sede di mercato. Grande merito a Walter Zenga ed ai suoi collaboratori per aver imbastito un ottimo abito, capace di sfoggiare fiero sia in casa che in trasferta. Grande merito ai giocatori ed ai tifosi etnei: esempio di professionalità i primi, dimostrazione di correttezza e passionalità i secondi. Grande merito al Catania per la quarta volta consecutiva pronto ad una nuova avventura in serie A.
Catania –Genoa: nel segno di Mascara
La stagione della consacrazione si apre nel segno di Giuseppe Mascara. È del fantasista di Caltagirone la prima rete rossazzurra nel nuovo campionato di serie A: una zampata da vero rapinatore d’area di rigore e un’esultanza scatenata sotto la curva nord dello stadio “Angelo Massimino”. La prima gemma di una lunga serie che si arresterà a dodici, a sole due lunghezze dal suo personalissimo record di marcature con la maglia del Catania stabilito nell’anno della promozione. Dopo la vittoria sul Genoa di Gasperini, nelle successive due gare casalinghe arriveranno altrettante vittorie, sempre per 1 a 0, contro Atalanta e Chievo Verona. Vittorie di misura firmate Michele Paolucci.
Inter e Juventus vs Catania: con “Plasmon” si cresce
Nelle sfide contro nerazzurri e bianconeri brilla la stella del “corazziere” Gianvito Plasmati, autore di due prepotenti inzuccate che non lasciano scampo a Julio Cesar ed a Manninger. Contro i campioni d’Italia gli etnei non riescono a sfruttare al meglio il “doppio vantaggio” derivante dalla rete del centravanti di Matera e dall’espulsione del nerazzurro Muntari, ma subiscono la fortunosa rimonta dei campioni d’Italia grazie alle due autoreti di Mascara e Terlizzi. A Torino contro la Juventus, invece, Plasmati si regala un’altra notte magica e al Catania la soddisfazione di aver fermato una grande sul proprio terreno di gioco..Ma manca ancora la completa soddisfazione, quella dei tre punti contro una grande. Questione di tempo..
Reggina–Catania: undici minuti al primo posto
Per undici minuti il Catania gusta, seppur in coabitazione con Inter, Lazio ed Udinese, il sapore del primo posto in serie A. Undici minuti che intercorrono dal gol di Paolucci siglato al minuto 69 della gara contro la Reggina al “Granillo” al pareggio calabrese realizzato da Costa al 80’ minuto. La vittoria mancata di Reggio lascia agli etnei l’amaro in bocca e una soddisfazione effimera per aver raggiunto temporaneamente il primo posto.
Catania – Palermo: la Sicilia è rossazzurra
A quasi un anno di distanza dall’ultima vittoria nel Derby di Sicilia per eccellenza il Catania di Walter Zenga bissa il successo del 2 dicembre 2007 centrando la seconda vittoria sul Palermo in serie A. Come nella gara della stagione precedente sono ancora Martinez e Mascara a trascinare la formazione etnea con due reti nella ripresa che liquidano i “cugini” rosanero rimasti in 10 per l’espulsione di Carrozzieri. Ma il vero mattatore della partita è l’ex oggetto misterioso Llama che, dopo otto minuti dal suo ingresso in campo, cambia il volto dell’incontro regalando un assist al bacio per il Malaka. Una vittoria netta che manda il Catania al secondo posto a meno uno dall’Inter capolista. Niente male..
Catania vs Cagliari Torino: doppio turno da sei punti
Reduce da due sconfitte consecutive, contro l’Udinese al “Massimino” ed a Roma contro la Lazio, il Catania nel doppio turno casalingo trova due vittorie di misura che lo proiettano al sesto posto in classifica a – 6 dall’Inter capolista ed a + 13 dal terzultimo posto occupato in coabitazione da Reggina e Bologna. Un’impresa, quella della doppia vittoria in un doppio turno interno, che mancava dalla serie B 2003/2004. Altro record. Due vittorie ancora una volta nel segno di Giuseppe Mascara: contro il Cagliari in vantaggio grazie ad una rete dell’ex Jeda è proprio il folletto calatino a trovare il pari con un tocco da biliardo; una fucilata di Sabato, poi, a pochi minuti dal termine regalerà i tre punti agli etnei. La settimana seguente, il 16 novembre 2008, contro il Torino, è il giorno del “Mascara Day”: una tripletta da sogno che elude le reti granata di Colombo e Nicola Amoruso. Prima tripletta in serie A con in maglia rossazzurra e Toro matato dal “MascaTor”!
Milan e Fiorentina vs Catania: tanti applausi, zero punti
Nelle ravvicinate trasferte di Milano e Firenze la formazione rossazzurra raccoglie più consensi positivi che punti. A San Siro contro i rossoneri privi di numerosi pezzi pregiati gli etnei, dopo aver sfiorato la rete del vantaggio con un clamoroso palo colpito da Mascara, subiscono un gol beffardo da Kakà e la mancata assegnazione di un evidente calcio di rigore in pieno recupero. A Firenze, sette giorni più tardi, arriva un’altra sconfitta dopo che i rossazzurri avevano sfiorato più volte il clamoroso vantaggio. Mutu prima e Gilardino poi disilludono gli etnei, condannandoli ad una nuova sconfitta…tra gli applausi.. Milan – Catania 1 a 0; Fiorentina – Catania 2 a 0: molti complimenti e zero punti.
Catania – Roma: allupati!
La tanto agognata vittoria contro una grande giunge prepotentemente il 21 dicembre 2008 allo stadio “Angelo Massimino” nel turno prenatalizio contro la Roma di Luciano Spalletti staccata in classifica di due punti. Un gol di Baiocco e una doppietta di Morimoto mettono fine alla lunga astinenza, donando alla tifoseria rossazzurra il più bello tra i regali di Natale possibili ed immaginabili: una pesantissima e meritatissima vittoria contro la Roma che niente e nessuno potrà scalfire minimamente. Le reti romaniste di Vucinic e Menez servono solo per completare lo score finale ed a prolungare, oltremodo, la sofferenza per la tifoseria etnea. Sofferenza sempre presente.
Da Napoli a Verona: rigido inverno
Archiviato il 2008 con la superba vittoria contro la Roma il Catania entra in un lunghissimo letargo, raccogliendo nelle prime sette gare del nuovo anno solare la miseria di due punti in virtù dei pareggi esterni, entrambi per uno a uno, contro Genoa e Chievo Verona. Cinque le sconfitte, tre delle quali in casa contro Bologna, Inter e Juventus, che fanno vacillare il “mito” dell’inespugnabilità del “Massimino”, vera roccaforte nel girone d’andata. Periodo nero, ma non nerissimo. Infatti, il trend negativo intacca lievemente la classifica etnea che rimane sempre ottima. Le ultimissime della classe continuano a “dormire” e il vantaggio degli etnei sulla terzultima dal +11 dopo diciassette giornate si riduce a +7 dopo il pareggio di Verona. Situazione non allarmante, ma occorre una scossa. E la scossa non tarda ad arrivare..
Catania–Reggina: prima vittoria nel 2009
Contro la Reggina di Nevio Orlandi, ultima in classifica, arriva la tanto sospirata “scossa”. A darla ci pensano due difensori: Ciro Capuano prima ed Alessandro Potenza poi, entrambi prelevati nella sessione invernale del calcio mercato. Il Catania, così, riassapora dopo due mesi di astinenza il dolce gusto della vittoria in campionato; allontanando presunti spettri di crisi e distanziandosi di otto punti dal terzultimo posto. Un ottimo viatico per l’attesissimo derby di Palermo che, classifica alla mano, dopo la vittoria sui calabri, fa meno paura.
Palermo–Catania: apoteosi al “Renzo Barbera”
Palermo 1 marzo 2009. Nel giorno della partita più attesa e sentita da entrambe le tifoserie il Catania, dopo 33 trasferte senza vittoria, spezza l’incantesimo in un “Renzo Barbera” di Palermo interamente bardato di rosanero, visto il veto alla trasferta palermitana imposto alla tifoseria etnea dal Casms. I guerrieri dal Cuor di Elefante superano nettamente il Palermo per 4 a 0 in virtù delle prodezze di Pablo Ledesma, Taka Morimoto, Giuseppe Mascara e Michele Paolucci. Un successo meritato sigillato, anche, dalle sontuose parate di Albano Bizzarri; dai polmoni a centrocampo di Baiocco, Biagianti e Carboni; dagli interventi difensivi perfetti dei vari Potenza, Capuano, Silvestre e Stovini; dalle ulteriori energie dei subentrati Silvestri ed Izco e dalle indicazione di Walter Zenga in panchina. L’accoglienza al Gelso Bianco agli “Eroi del Barbera” da parte dei tifosi rossazzurri rievoca le dolci date che hanno scritto la recente storia del Catania: 28 maggio 2008, 27 maggio 2007, 18 maggio 2009. Ecco adesso l’uno marzo 2009: non è una promozione, non è una salvezza, ma è semplicemente una vittoria che riecheggerà nell’eternità.
Catania–Lazio: grandi passi verso la salvezza
Dopo la debacle interna col Siena e il prezioso pareggio di Udine la formazione etnea regala un’altra serata magica al proprio pubblico. Basta una rete di Michele Paolucci e un super Albano Bizzarri ( con tanto di rigore parato a Pandev) per conquistare una vittoria pesantissima che proietta il Catania a 37 punti in classifica ed a +13 sulla zona retrocessione. Tutto questo a nove turni dalla conclusione del torneo. La salvezza è ormai dietro l’angolo ed iniziano a prendere corpo insoliti discorsi europei, prontamente strozzati da un finale di stagione giocato ampiamente al di sotto delle potenzialità della formazione rossazzurra.
Catania–Sampdoria: quota 40
I rossazzurri reduci dalla evitabile doppia sconfitta di Cagliari e, soprattutto, Torino contro i granata ritrovano stimoli ed energie contro la malcapitata Sampdoria di Walter Mazzarri. Gli etnei riscattano la pesante sconfitta (0 a 3) rimediata nella gara di andata a Marassi con un netto 2 a 0 firmato da un calcio di rigore di Giuseppe Mascara e da una facile conclusione di Jorge Martinez a pochi passi dalla linea di porta. Una vittoria che permette alla formazione rossazzurra di tagliare l’ipotetico traguardo salvezza fissato, ad inizio stagione, a quota 40 punti. A sei turni dal termine del campionato a +14 sul Bologna terzultimo la salvezza è cosa fatta, anche senza l’ausilio della matematica. Quisquilie.
Finale deludente
Centrata la salvezza, anche se non aritmeticamente, il Catania tira palesemente il fiato disputando le ultime gare senza quella cattiveria e determinazione che l’avevano contraddistinta in tutto l’arco della stagione. A beneficiarne, oltre alle già citate sconfitte contro Cagliari e Torino, anche il Lecce di De Canio a secco di vittorie casalinghe addirittura dal 28 settembre 2008; Milan e Fiorentina passano agevolmente al “Massimino”; mentre a Roma contro i giallorossi il Catania esce sconfitto dopo una prova maschia resa vana de evidenti e clamorosi errori difensivi. L’ultima gara di Bologna, poi, ha senso solo per i felsinei padroni di casa che si aggiudicano la vittoria senza grandi sforzi, conquistando la salvezza e spedendo di conseguenza il Torino in serie B. Un finale di stagione deludente con sette sconfitte e due vittorie nelle ultime nove giornate. Gare senza giocate senza grandi motivazioni nelle quali si segnalano le promettenti apparizioni dei “baby” D’Amico, Kosicky, Falconieri e soprattutto Fabio Sciacca, talento etneo da coltivare con cura.
Catania–Napoli: degno saluto ai tifosi con record
Nel deludente finale di stagione, oltre al secondo tempo dell’Olimpico contro la Roma, c’è da salvare la bella vittoria in rimonta contro il Napoli di Roberto Donadoni che permette alla formazione rossazzurra di fissare il record di punti nella massima serie a quota 43. All’iniziale gol del partenopeo Bogliacino rispondono un colpo di testa di Morimoto, un rigore di Mascara, e una prodezza balistica dalla trequarti del “baby” Falconieri per gli etnei. Durante l’intervallo commovente giro di campo degli “epurati” Baiocco, Bizzarri e Spinesi ai quali il pubblico del “Massimino” regala un lunghissimo applauso. Il degno saluto ad atleti, ma, soprattutto, uomini veri. A fine gara giungerà il tecnico degli etnei Water Zenga annuncerà il divorzio consensuale tra lui e la società del presidente Nino Pulvirenti. Voci di mercato parlano di allettanti proposte provenienti dall’estero e dalla Lazio, mentre in casa Catania come possibile sostituto del trainer meneghino aleggiano i nomi di Pane ed Atzori. Il finale, poi, è noto a tutti.
Coppa Italia: fuori al terzo turno
La corsa degli etnei verso la conquista della Coppa Italia si arena al terzo turno eliminatorio, in una fredda notte di gennaio allo stadio Olimpico di Torino contro una Juventus quanto mai ispirata. Un’uscita di scena, quella degli etnei, prematura rispetto alla semifinale conquistata nella precedente stagione. La sconfitta contro i bianconeri arriva dopo le vittorie casalinghe nei due precedenti turni eliminatori contro Parma (2 a 1) e Padova (4 a 0) entrambi disputati al “Massimino”.
