Calcio, Messina: Bonina stringe i tempi
C'è qualcuno? Avete presente quella pubblicità di un'acqua minerale nella quale una particella di sodio cerca disperatamente qualche "compagnia". Ecco: Immacolato Bonina, con le dovute proporzioni "organolettiche", è quella particella. Ha deciso (anzi, avrebbe deciso) di rilevare l'Acr Messina ma per farlo intende verificare se dietro o a fianco troverà qualcun altro. Il concetto è chiaro: l'imprenditore vuol sicuramente partecipare al ballo del "San Filippo" ma, nel contempo, non intende rischiare di rimanere con la scopa in mano.
La voglia, però, è tanta perché uno dei motivi principali che l'hanno portato a chiudere l'esperienza con l'Igea Virtus, la squadra della sua città, è stata la mancanza di riscontro in termini di seguito del pubblico. Lui non l'ha mai nascosto: guidare il Messina è sempre stato un sogno nel cassetto che, proprio in questi giorni, vorrebbe tirar fuori e farlo diventare realtà. Ma proprio i quasi tre lustri trascorsi sui campi di calcio gli consigliano di andare con i piedi di piombo e non di farsi trascinare dall'istinto che lo avrebbe già portato ad abbreviare al massimo i tempi di una trattativa che, in realtà, deve ancora essere impostata. L'incontro con l'avvocato Maurilio D'Angelo, programmato per oggi, dovrebbe svolgersi domani o, al massimo, mercoledì, ma il problema non è tanto il confronto con l'attuale proprietà.
Usciamo dalla retorica: Di Lullo e compagni non convincono più nessuno, le loro "sparate" servono soltanto a delegittimarli sempre più anche agli occhi di coloro i quali, solo per passione, hanno voluto credere a un progetto senza capo né coda. Né qualche mediatico tentativo singolare ed estemporaneo di "riabilitarli" potrà mai attecchire in una città che ha capito, in tutte le sue componenti, con chi a che fare.
Se Bonina deciderà di fare il "grande passo" non ci saranno perplessità o marce indietro che terranno perché, conti alla mano, l'attuale proprietà avrà ciò che ha speso ma non ci sarà spazio per altre considerazioni. Lo stesso sindaco Buzzanca è stato chiaro sull'argomento: «Non consentiremo a nessuno di fare operazioni di speculazione sul calcio della nostra città».
Ma per arrivare a questa fase, quella dell'offerta cioè, occorre però che tutte le tessere del puzzle si mettano a posto. Bonina ha bussato un colpo, le Istituzioni – sembra – lo abbiano avvertito e adesso non resta attendere, in questi giorni, che i frutti cadano dall'albero. Altro ostacolo: il tempo. Ce n'è davvero poco perché la scadenza del 13 – termine perentorio per l'iscrizione al campionato di serie D – è sempre più vicina e, considerando che per quella data ci dovranno essere tutte le liberatorie dei calciatori sui pagamenti fino al 30 aprile, si capisce come i margini di manovra siano ristrettissimi.
Questo aspetto, tuttavia, potrebbe paradossalmente diventare una notizia positiva per i tifosi messinesi: stavolta, infatti, non saranno costretti ad aspettare chissà quanto per conoscere il futuro prossimo e quello a media scadenza. Insomma, l'affare-Bonina si risolverà nel giro di poche battute. Entro la settimana che si apre oggi, infatti, si saprà se l'ex patron dell'Igea Virtus potrà avventurarsi in una nuova esperienza oppure se dovrà arrendersi all'apatia di una città che continua a guardarsi davanti a uno specchio deformato e a non fare nulla di concreto.
fonte:gazzettadelsud
