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Calcio/Messina,L'Acr non è in vendita

Altro giorno, ennesimo comunicato. Questa volta, della triade dell'Acr: Di Lullo, Di Mascio, Chierichella, a farsi vivo è stato il presidente. Evidentemente, Alfredo Di Lullo ha percepito il fermento della cordata che, su iniziativa di Pier Carlo Barberis, sta attirando nuovi imprenditori nel tentativo di acquisire la società giallorossa, e ha ritenuto di dire la sua, dopo gli estemporanei riscontri di Arturo Di Mascio e Marcella Chierichella.

Ieri, evidentemente, era la giornata del no, e quindi Di Lullo ha diramato il seguente comunicato: «La proprietà dell'Acr Messina comunica che la società in questione non è in vendita. Pertanto, ove ancora esistessero soggetti interessati ad un eventuale operazione di acquisto, li invitiamo cortesemente ad astenersi dal presentare ulteriori offerte che, comunque, non verrebbero prese in considerazione».

Convinti che questa non sia l'ultima "sparata" del gruppo Acr, attendiamo, fiduciosi, le prossime puntate. Nel frattempo, visto che "la società in questione non è più in vendita", vorremmo rivolgere un invito ai signori Di Lullo/Di Mascio/Chierichella/Pecorelli: fino a prova contraria, il giocattolo con cui vi state gingillando ha ancora il nome della città di Messina. La storia del calcio giallorosso ha avuto i suoi alti e bassi, anche agli eccessi, ma non si era mai verificato che la squadra della città partisse per il raduno precampionato di Tortorici in totale silenzio, né che non fosse diramata la lista dei giocatori convocati per la preparazione agli ordini del tecnico Pietro Infantino, né che non si desse alcuna notizia dei tentativi di allestire un organico che, lo ripetiamo, porterà nella prossima stagione il nome della città di Messina.

Per il resto, la giornata di ieri ha cancellato le speranze (remote, nonostante l'ottimismo profuso a piene mani dalla dirigenza Acr e da qualche suo sostenitore) di ripescaggio: il Messina non è fra le sette squadre che la Figc ha ammesso al prossimo campionato di Seconda Divisione.

A tal proposito segnaliamo comunque una nota firmata dal vice presidente vicario del consiglio comunale, Giuseppe Trischitta, che ieri comunicava che «l'Acr aveva presentato in data 27 luglio istanza di ripescaggio in Seconda Divisione depositando le garanzie richieste di 600 mila euro e due assegni circolari dell'importo complessivo di 17.400 euro. Pertanto considerato che altre pretendenti non hanno presentato alcuna istanza, le possibilità dell'Acr di essere ripescata sono notevolmente aumentate».

Infine, prendiamo nota delle ulteriori prese di posizione dei tifosi contro l'attuale proprietà Acr: dopo il dissenso manifestato dai Nocs, è stata la volta di un altro club giallorosso, gli Ultras 1990 e del comitato Zanclon.

fonte:gazzettadelsud

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