Quale futuro per il calcio peloritano? (Siciliatoday.net)

Calcio, Messina: l'Acr ad un passo dal baratro

Di cosa parliamo? Di calcio? Di una bella conferenza stampa che si terrà (forse) lunedì per presentare mega direttori sportivi o super allenatori che porteranno il Messina in serie A in cinque anni? Forse in quattro...Oppure potremmo discutere di mega sponsor a livello internazionale che sicuramente investiranno milioni di euro per mettere il loro marchio nella favolosa maglia giallorossa. Magari di Trezeguet che a breve pregherà l'Acr Messina per tesserarlo. Invece, forse, sarebbe meglio parlare di un funerale che quasi sicuramente avverrà a giorni e sancirà la fine del calcio messinese.

Ieri la società di Alfredo Di Lullo ha insistito col volere pagare solo una parte delle tre mensilità che i calciatori attendevano ormai da tempo. Il patron del Messina sembra non avere avuto il coraggio di affrontare faccia a faccia i calciatori che sono rimasti sbigottiti davanti a proposte di saldo che hanno definito in un comunicato stampa "inaccettabili per la loro dignità".

Questi calciatori non vogliono la luna, chiedono soltanto quanto gli spetta. Ormai hanno rinunciato al famoso premio partita che era stato promesso loro in caso di salvezza. Sanno che hanno compiuto semplicemente il loro dovere di calciatori, portando alla salvezza il Messina con una settimana di anticipo rispetto alla fine del torneo. Attendevano questo giorno per chiudere i conti ed, eventualmente, parlare di futuro. Ma di quale futuro avrebbero dovuto parlare? Una società che non garantisce gli stipendi a dei calciatori di serie D, dove vuole arrivare?
Con molta probabilità al fallimento. Non ci saranno altre strade percorribili perchè i calciatori non firmeranno le liberatorie ed il Messina non sarà iscritto al prossimo campionato di serie D. E la colpa di chi sarà stavolta? Di Buzzanca che ha garantito per iscritto l'utilizzo degli stadi o del curatore fallimentare che, con una settimana di anticipo, rispetto al previsto, è riuscito a garantire il pagamento integrale dei debiti sportivi arretrati del Fc Messina?

Ci sono dei dubbi intorno a questa vicenda che il miglior Hitchcock o Agata Cristie non riuscirebbero a comprendere. Alfredo Di Lullo è arrivato a Messina sbandierando progetti mega galattici che avrebbero portato il Messina nell' Olimpo del calcio. Dopo la salvezza ha proseguito con i suoi proclami, ma nel frattempo i dipendenti venivano licenziati un mese prima di quanto prevedeva il bando di gara. Era scritto chiaro che la società avrebbe dovuto pagarli fino al 30 Giugno, mandarli a casa avrebbe voluto dire fargli impostare una vertenza che avrebbe messo a rischio l'iscrizione della squadra.

Dopo i dipendenti si è passato ai calciatori. Trattamento simile: prendi uno e paghi tre. Sembra questa la proposta della società che i calciatori, ovviamente, hanno rifiutato. anche questo porterà ad una vertenza e la mancanza delle liberatorie necessarie all'iscrizione per il prossimo campionato. Insomma sembra che si faccia di tutto per non volere andare avanti. Ma se l'intenzione è questa perchè non dirlo subito? Perchè illudere una intera città ed una tifoseria che aveva riposto nell'Acr la speranza della rinascita del calcio a Messina?

Se non ricordo male fu lo stesso Di Lullo a dire che il termine ultimo per l'iscrizione fosse il 27 Giugno perchè a Roma ci sarebbe stato il ponte di S. Pietro e Paolo e gli uffici della Figc sarebbero stati chiusi. Adesso sono i messinesi a ricordare queste parole al patron dell'Acr. I calciatori se ne sono tornati a casa delusi e sconsolati, le liberatorie non ci sono, l'iscrizione al campionato come verrà fatta? E soprattutto lunedì a cosa servirà la conferenza stampa? A queste domande sarebbe meglio che il patron del Messina rispondesse con i fatti. Ma ormai il tempo è davvero scaduto e le speranze di vedere, la prossima stagione, l'Acr Messina giocare all'interno di un rettangolo verde sono quasi svanite.

Fonte: infomessina.it

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