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Calcio, Messina: possibile svolta per il calcio peloritano

Le chiacchiere stanno a zero. Come i tentativi di dirottare l'attenzione dal nocciolo del problema Acr Messina. Verificata venerdì mattina una volta di più l'assoluta inaffidabilità del gruppo Di Lullo (un incontro che Trischitta e compagni avrebbero potuto serenamente risparmiarci), non resta che concentrarci su quello che potrà essere il futuro del club giallorosso a brevissima scadenza. Bonina non è una fantasia di inizio estate: è una possibilità reale che sta cercando di concretizzarsi proprio in queste ore. Nelle stesse ore in cui c'è chi (pochi, per la verità) continua a difendere dei dirigenti indifendibili e c'è chi derubrica la pista dell'imprenditore barcellonese a un semplice "rumour" di piazza.

Le cose, invece, stanno così. Bonina è entusiasta di venire a Messina, non ha alcuna difficoltà economica a soddisfare le richieste dell'attuale proprietà dell'Acr (poco meno di 400.000 euro), a saldare i debiti con i giocatori e i dipendenti dell'ultima stagione e – dato non trascurabile – a costruire un organico super competitivo per vincere il prossimo campionato di serie D. Data l'esperienza ultradecennale maturata a Barcellona, i propositi di Bonina sono – a differenza dei proclami sentiti in queste settimane da "parvenue" del pallone – più che attendibili perché corroborati da una consistenza economica e da una conoscenza del calcio sicuramente confortanti. Da almeno quattro giorni, l'attuale patron dell'Igea basket è impegnato per verificare se ci sono le condizioni affinché torni al calcio dopo aver appena lasciato la guida dell'Igea Virtus.
La diffidenza su questo piano può essere messa tranquillamente da parte: Bonina è motivatissimo, entusiasta e lusingato dagli attestati – diretti e indiretti – ricevuti in questi ultimi giorni. Se fosse per lui l'incontro con Maurilio D'Angelo, che è slittato di un giorno per impegni del legale, potrebbe anche essere anticipato ad oggi.

Il problema, piuttosto, risiede nella risposta che la città darà, nei prossimi giorni, rispetto alla massima disponibilità che ha mostrato l'imprenditore. In sostanza Bonina vuol sapere se le istituzioni (Provincia e Comune) daranno segnali positivi rispetto alla sua iniziativa e, nel contempo, verificare se sulla scia del suo primo passo ci siano altri gruppi o singoli imprenditori che siano disposti ad affiancarlo in questa avventura.

In altre parole, Bonina sa che sposare il progetto Messina non può risolversi nell'attività di una sola stagione, sia pure vincente. Occorre fare una programmazione che consenta sia a lui che a chi vorrà affiancarlo di riportare il calcio peloritano, gradualmente, verso palcoscenici più consoni. Al momento Bonina – e questa è un'altra notizia certa – ha avuto un paio di abboccamenti con altrettanti interlocutori e col sindaco ha avuto soltanto un paio di colloqui informali. È fin troppo chiaro che un'operazione del genere comporta la collaborazione da parte di tutte le componenti che vogliano veramente cambiare uno stato di cose troppo deprimente per essere accettato ancora supinamente.

Buzzanca, per esempio, che in occasione della vicenda Di Lullo-Chierichella ha tenuto un comportamento apprezzabile, a differenza di un recente passato, adesso dovrebbe approffittare del fatto che c'è un imprenditore motivato e preparato per creare le condizioni affinché anche pure lui non sia costretto ad alzare bandiera bianca. Forse sta per passare un ultimo treno, vogliamo restare a piedi anche stavolta?

fonte:gazzettadelsud

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