Calcio/Messina, si ripropone la grana San Filippo
Nessuna novità, ieri sul fronte mercato per l'Acr Messina. Il quasi certo addio di un elemento del livello di Gianluca Sgarra ha lasciato un buco pesante al centro della difesa giallorossa, vuoto aggravato dall'infortunio di Mirko Taccola, uscito dal campo per un problema muscolare dopo pochi minuti nell'incontro di Coppa Italia contro la Rossanese. Taccola dovrà star fermo almeno quindici giorni, saltando così l'esordio in campionato, domenica 6 settembre al San Filippo contro il Modica.
Oggi dovrebbe essere il giorno di Marcello Quinto. Il centrocampista, dopo un periodo di indecisione, ha rotto gli indugi e ha raggiunto l'accordo con l'Acr per prolungare di un anno la sua permanenza a Messina. Con la sua conferma e l'inserimento di Antonio La Fortezza, il centrocampo giallorosso dovrebbe cambiare passo. I reparti che hanno maggiore urgenza di rinforzi sono quindi difesa e attacco, ancora non all'altezza, soprattutto numericamente, di un campionato da prime posizioni. I sogni nel cassetto sono due vecchie conoscenze giallorosse, Arturo Di Napoli ed Emanuele Manitta, ingaggi tanto prestigiosi quanto difficili da perfezionare. Per entrambi, in ogni caso, si dovrà attendere fino all'ultimo giorno di mercato e, per Re Artù, anche la soluzione al suo contenzioso con la Salernitana.
Nel frattempo, il Messina continua la sua preparazione al campionato. Questo allestimento dell'organico a singhiozzo non favorisce certo il tecnico giallorosso, che a meno di due settimane dall'inizio del campionato non ha ancora un undici di base su cui poter lavorare con continuità.
Intanto potrebbe riaprirsi anche la polemica col Comune per lo stadio San Filippo. L'agibilità dell'impianto, concessa nel 2007 e rinnovata lo scorso anno, scade proprio lunedì prossimo, 31 agosto; a rischio, quindi, in teoria c'è anche la prima giornata di campionato, in programma la domenica successiva, visto che la Commissione di vigilanza potrebbe richiedere l'esecuzione di qualche lavoro di adeguamento per garantire i requisiti minimi di sicurezza. Ed ecco, quindi, il rinnovarsi della querelle con Palazzo Zanca, con l'ennesimo rimpallo di responsabilità fra le due parti: da un lato, l'Acr chiama in causa il Comune, sostenendo di aver pagato regolarmente l'affitto dell'impianto; per tutta risposta, Palazzo Zanca replica di attendere ancora una dichiarazione di responsabilità del presidente Di Lullo, il versamento della fideiussione di 30.000 euro a garanzia dei pagamenti e la stipula della polizza assicurativa per la responsabilità civile in merito ad eventuali danni a persone o cose.
fonte:gazzettadelsud
