Barrientos (Siciliatoday)

Catania: il futuro è adesso

Matematica, cuore e gioco
E' giunta la matematica, ma non era certo in dubbio che il Catania fosse destinato a giocare il suo quinto campionato di fila nella massima serie. La gara odierna giocata a Bologna è andata come doveva andare, un pareggio che accontenta tutti, gloria in eterno, con le reti dei due bomber, Di Vaio e Maxi Lopez, giunto così alla sua decima "perla" in 16 gare, mostruoso il suo impatto con il calcio italiano. Mi si consenta di non dilungarmi sul match del "Dall'Ara", dai ritmi giustamente balneari (nel sito non verranno proposte, ovviamente, le pagelle della partita, del tutto pleonastiche), ma di porre l'accento sulla straordinarietà di quanto compiuto da Mihajlovic e soci in questo girone di ritorno. Nessuno, nemmeno il più ottimista fra i tifosi (io sono molto "positivo", e i miei editoriali dei "periodi bui" possono testimoniarlo, ma confesso di non essere giunto a tanto) avrebbe potuto minimamente sognare di poter vivere un Bologna-Catania, alla penultima, di tale "portata". Tutti pensavano che i rossazzurri si sarebbero giocata la vita nella gara odierna. Ebbene, abbiamo visto tutti come sia andata a finire. Il Catania ha realizzato un'impresa eccezionale, ribaltando ogni pronostico, e lo ha fatto, significativamente, non solo utilizzando lo strumento canonico di cimenti di tal fatta, il classico "cuore", la splendida grinta di mihajloviciana prammatica (un aspetto, sul quale, forse, si insiste un po' troppo), ma con il gioco, con le idee (Alvarez, Terlizzi, Izco, Martinez centravanti, Ricchiuti centrocampista, etc.), con la tecnica, con prestazioni di qualità che rimarranno nella storia del calcio catanese. Partite come quella di Torino con la Juve, come quella con l'Inter al "Massimino", come il derby di ritorno, danno il senso del lavoro compiuto da società, allenatore e giocatori in una prima parte di 2010 assolutamente da incorniciare. La salvezza raggiunta in questa stagione, a mio parere, risulta ancora più bella ed emozionante delle imprese "last minute" di Bologna (con il Chievo) e del "Massimino" (con la Roma), proprio perché al termine del girone d'andata nessuno avrebbe scommesso un centesimo sul sodalizio capitanato dal presidente Pulvirenti. Ma, come si sa, i "maccarruni inchiunu a panza", i fatti, il campo, i numeri, solo quelli danno il senso del lavoro compiuto. E la realtà effettuale dice che quella attuale risulta la migliore dirigenza della storia del Calcio Catania, dal 1946 a oggi. Punto, punto e virgola, due punti, punto esclamativo, parafrasando Pietro Lo Monaco, redivivo Antonio De Curtis.

Un'opportunità da cogliere
Quanto accaduto in questa stagione contraddistinta dal marchio di Giano Bifronte potrà costituire un momento di crescita di tutto l'ambiente solo se l'ambiente stesso mostrerà le palle riuscendo a prendere coscienza di quanto immaturo si sia dimostrato. Avevo deciso, qualche mese fa, di proporre a fine campionato un articolo che riportasse un "florilegio" di quella industriale quantità di fango gettata su "tutto e tutti" nel periodo peggiore della stagione rossazzurra. Un campionario di minchiate da bar, illazioni infamanti, insulti triviali, asserzioni di "sicura retrocessione", inviti a lasciare il Catania perché "indegna", rivolti alla società di Via Ferrante Aporti. I messaggi (da me certosinamente conservati a futura memoria) avrebbero riportato i nicknames (perché chi insulta giammai ci mette la propria faccia); nicknames che, nel migliore dei casi, ancora circolano sul "muro" inneggiando a Pulvirenti come al Buddha e a Lo Monaco come al nuovo Messia o, nel peggiore, sembrano spariti, sciolti come neve al sole della vergogna. Poi, ho preferito lasciar perdere. Tempo e inchiostro sprecato. Non ne vale la pena. Ciascuno di noi farà un esame con la propria coscienza e, se intelligente, ne farà occasione di crescita, di maturazione. Perché non dovrà più accadere, se vogliamo veramente, in futuro, ambire a obiettivi più prestigiosi. Dovremo crescere insieme, tutti, società e tifosi, accettando l'una le critiche costruttive senza pensare che il pur minimo rilievo possa costituire reato di "lesa maestà", evitando gli altri quegli eccessi che stanno facendo del calcio italiano la barzelletta d'Europa. Dovremo essere migliori, insomma. In soldoni: chi ha, nei momenti meno belli, posto in rilievo le criticità con civiltà e spirito d'ausilio, anteponendo il bene comune alle antipatie personali, ha fatto il bene del Catania, giacché mai e poi mai i leccaculo di regime hanno fatto crescere una qualsiasi società (e questo assunto non è ancora stato del tutto compreso anche da menti solitamente raffinate...); chi ha "scatasciato" senza remissione ha solo dimostrato, di contro, la propria povertà intellettuale commista a scarsa capacità di comprendonio. Ancor più in soldoni, per fare esempi pratici: coloro che hanno fatto notare con garbo "ovvietà" del tipo che si era sbagliato l'allenatore e, ancor più, si era sepolto sotto un macigno di responsabilità il fragile e ancora acerbo Morimoto, hanno fatto il bene del Catania, fungendo da stimolo serio a una società peraltro dimostratasi assai pronta a porre i rimedi del caso (inutile continuare a riproporre "peana" su Miha e Maxi Lopez). Coloro che sputavano, invece, veleno sulle proprietà personali del presidente, sul Centro Sportivo (commerciale... ma rendiamoci conto, una delle basi su cui si costruirà il calcio vero, serio, a Catania!), su ipotetici complotti tesi a raggiungere una "retrocessione voluta", e via dicendo, hanno fatto il male del Catania e non possono, in alcun modo, essere definiti "sostenitori" del Liotru. Chi sostiene è altra cosa. Costoro possono essere chiamati solo con il nome loro dovuto: melma comune, fango della strada.

Programmare con serenità
Io, a inizio stagione, pensavo che una squadra di Serie A non potesse contestualmente schierare Alvarez, Izco e Llama. Mi sbagliavo e ne faccio ammenda. Mi sbagliavo di grosso, perché proprio questi tre elementi sono, con le prestazioni sul campo, divenuti miei idoli. La società ha avuto ragione anche su questo. Nella presente stagione ha lanciato, oltre ai menzionati tre splendidi gladiatori, gente come Andujar, Spolli e Maxi Lopez. Unico neo, Morimoto, un ragazzo di qualità che, purtroppo, ha "bucato" la stagione, ma sul quale non si deve desistere. Alla faccia di chi diceva che senza Stovini (grande giocatore, in ogni caso) non si sarebbe vista la luce. Adesso, la società possiede un patrimonio giocatori da invidia pura, pieno di gioiellini richiesti da mezza Europa. Andujar, Alvarez, Silvestre, Biagianti, Llama, Martinez, Maxi Lopez, lo stesso Morimoto, tutti elementi finiti nei taccuini degli operatori di mercato del Vecchio Continente. Ciò significa che, di base, sussiste una programmazione seria, una programmazione che produce frutti copiosi, una programmazione che richiede rispetto e fiducia da parte dei tifosi. In altri termini, al di là di tutte le voci di mercato che verranno fuori nei prossimi giorni e mesi, li vogliamo fare lavorare serenamente questi dirigenti? Non hanno acquisito sul campo meriti tali da poter godere di un minimo di fiducia? Oggi ha esordito finalmente Barrientos, si è rivisto il giovane centrocampista Moretti (promettente), c'è Fabio Sciacca... alla buon'ora, si può sorridere, giacché se a queste certezze "futuribili" verranno aggiunti alcuni tasselli importanti, funzionali alla sostituzione di taluni "big" sicuramente partenti, avremo trovato la quadratura del cerchio. E' stato, infatti, ribadito più di una volta che alcune cessioni dovranno essere realizzate. Giocatori, ad esempio, come il Malaka Martinez o Marco Biagianti hanno il diritto di attivare uno "scatto di carriera", andando a misurarsi in contesti più prestigiosi e competitivi. Lo stesso Maxi Lopez, di gran lunga il miglior centravanti che il Catania abbia mai avuto nella sua storia, potrà (e dovrà) essere trattenuto in presenza di un'offerta irrinunciabile per lui e per la società?

Maxi, dieci e lode
Già, la "gallina". Con la segnatura del "Dall'Ara" ha raggiunto quota 10 reti, una mostruosità considerato l'esiguo numero di gare in cui è stato impiegato. Per di più, gol quasi tutti decisivi (solo a Livorno non è servita a nulla una sua segnatura, e paradossalmente si è trattato del suo capolavoro italiano). Alcune fra le migliori squadre italiane (si parla di Milan, Juve, Napoli...) e straniere (Chelsea, in primis) gli hanno messo gli occhi addosso. Se il Catania, nel giro di tre mesi, potrà in pratica ricavare il 700/800% in più rispetto all'investimento inziale, sarebbe giusto impedirglielo? Comprendo (e io sono fra questi) che i tifosi vorrebbero goderselo un'altra stagione per tentare di raggiungere l'Europa League, ma a tutto c'è un limite, anche perché a Maxi verrebbe triplicato (perlomeno) lo stipendio. E a queste cifre è impossibile competere. Staremo a vedere. Ciò che voglio sottolineare è che, qualunque cosa accada, dovremo cercare di vedere la situazione in maniera lucida e in prospettiva, senza "sdivagarci con tutto lo scecco" come al solito. Fermo restando che mi auguro fortemente di poter gioire ai gol della "gallina" pure nella prossima stagione...

Un record da battere
L'ultima giornata propone un Catania-Genoa perfetto per la festa. Squadra simpatica, tifoseria amica, stimolo solo a divertirsi, prezzi ribassati per il tutto esaurito; insomma, il mix ideale per concludere in bellezza battendo il record di punti in Serie A (43). A inizio stagione la dirigenza aveva asserito di aver costruito il miglior Catania della sua gestione. Si trattava di una mezza verità, in quanto la squadra "autentica" è poi risultata quella di gennaio, con Miha e Maxi, ma l'intelaiatura, è storia, era buona. E il campo, unico infallibile giudice, l'ha dimostrato. Ebbene, coerentemente con la mia impostazione legata alla "maccarunanza" e non alle parole, se il Catania farà anche un solo punto in più dei 43 costituenti il record "zenghiano", non avrò difficoltà a confermare che questa odierna è la migliore squadra mai costruita dalla dirigenza Pulvirenti. Pertanto, incrociamo le dita e tutti al "Massimino" a festeggiare!!! Le's go, Liotru, let's go!!!

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