Catania, inizio in salita
Presto per fare drammi
D'accordo, non eravamo troppo abituati a veder perdere in casa il Catania alla prima di campionato, tuttavia una sconfitta ci può stare, soprattutto se al cospetto di un team di buon livello come la Sampdoria di FantAntonio Cassano. Fare drammi, pensare di essere gia in B dopo una partita sarebbe un errore gravissimo. Bisogna gestire con tranquillità quest'avvio obiettivamente "arrancante", cercando di far lavorare con serenità Atzori e i giocatori. Ciò non significa, naturalmente, non analizzare certosinamente quanto di non propriamente esaltante mostrato dal team dell'Elefante, lo farò, ma tentare di mantenere coerentemente un profilo di equilibrio necessario in un ambiente come quello etneo, facile alle esaltazioni carnascialesche in puro stile carioca come alle depressioni di stampo freudiano-hitchcockiano. Diciamolo subito: il Catania ha momentaneamente deluso non tanto per il risultato negativo, maturato al 93' (rete di Gastaldello su errore di Potenza), quanto per il gioco, francamente latitante per tutta la gara. In fondo, un pareggio si sarebbe potuto anche portare a casa; e non sarebbe risultato nemmeno scandalosissimo, malgrado onestà imponga il riconoscimento del pieno merito dei blucerchiati, apparsi nettamente "più squadra" rispetto al Catania. Eppure, anche nel caso dell'ipotetico conseguimento del classico "punticino" capace di far morale, non mi sarei potuto esimere dallo scrivere esattamente le stesse cose.
Atzori, scelte non produttive
Il campo, solo il campo nel calcio dice la verità. Atzori s'è assunto le proprie responsabilità in fatto di scelte relative a uomini e tattiche, il campo ha detto che tali opzioni si sono rivelate poco produttive. Francamente, se la scelta del modulo (4-3-3) incentrato sul trio Mascara-Morimoto-Martinez, poi rivelatasi deludente, deve considerarsi coerente (Atzori ha le sue idee ed è giusto che tenti di metterle in pratica, almeno all'inizio), altrettanto non può dirsi di quella riguardante alcuni titolari e, successivamente, dei cambi in corsa. Cominciamo da Sardo. Il tecnico rossazzurro non è un "novellino", conosce benissimo l'ambiente per aver fatto il "secondo" a Baldini. Quindi... Potenza doveva trovarsi in condizioni atletiche assai deficitarie per dover cedere la fascia destra difensiva al napoletano. Dovendo affrontare un giocatore come Semioli, le cui caratteristiche, lo sanno tutti, risultano letali per un giocatore come Sardo, proporre un'opzione del genere significa avere tanto coraggio e personalità, ma poi, se va male, devi subire le critiche, ti tocca. Risultato? Prestazione in perfetta linea con le peggiori esibizioni dei tre anni precedenti, condita da errori tattici e tecnici evidenti, poi conclusa con un'uscita "polemica" dal campo senza dare la mano al compagno che lo sostituiva (Potenza stesso), senza passare per la panchina, dritto negli spogliatoi e via. Un film già visto. Anche l'esordio in A del giovane polacco Augustyn, cui l'allenatore ex ravennate dà fiducia dall'inizio del precampionato, si è rivelato assai difficoltoso. Spesso in ambasce su Pazzini, quasi sempre impreciso nel lancio, si è fatto espellere per doppia ammonizione al 78', costringendo il Catania a cambiare l'impostazione di una ripresa sonnolenta che stava avviandosi verso un annunciato pareggio (Atzori costretto a rispolverare addirittura il mitico "Comu finiu" Alvarez...). Per quello che si è visto, dovrà crescere, e molto, per "reggere" il massimo campionato italiano. Vedremo, si presuppone, già da Parma l'argentino Spolli o l'ex ascolano Bellusci, entrambi in tribuna oggi. Le amnesie difensive, abbastanza frequenti, evidenziano la necessità di un leader che sappia guidare il reparto, perché il pur bravo Silvestre (sia chiaro, anche lui oggi ampiamente sotto la sufficienza e colpevole sul primo goal di Pazzini) non ha ancora le caratteristiche del "guidatore", va meglio quando è "guidato". Ci dicono che le caratteristiche di Spolli siano quelle di un "conducator" di grande grinta. Ci contiamo. Scontate, invece, le opzioni a centrocampo (Sciacca ancora non pronto) e in attacco (condizionate dal modulo prescelto). Scontate ma non per questo vincenti.
Mediana muscolare, esterni d'attacco "bassi", Morimoto isolato
Contro il classico 4-4-2 di Delneri il Catania è andato in difficoltà sulle fasce e non solo per la pessima giornata di Sardo e la forma non esaltante di Capuano (responsabile dell'errore a centrocampo che innesca la prima rete doriana). Mascara e Martinez, come ai tempi di Baldini, sono stati costretti a rinculare sulle corsie di competenza per poter dare una mano ai terzini, perdendo efficacia in fase avanzata, giocando troppo lontani dalla porta e lasciando isolato il povero Morimoto. Inoltre, i tre in mediana sono bravi a correre e a recuperare palla, ma manca l'uomo in grado di organizzare il gioco, che risulta così assai farraginoso, costringendo i difensori ad affidarsi a una intermninabile serie di lanci lunghi senza costrutto. Una strada che non spunta, una strada che dovrà trovare altri sbocchi... In attesa di Ledesma e Barrientos, o si dà fiducia a Sciacca, l'unico con piedi buoni e fosforo, oppure si gioca con due punte e un trequartista dietro in grado di prendere palla tra le linee e inventare assist per gli attaccanti. Naturalmente, questa è una mia opinione personale, ma Atzori dovrà riflettere in settimana sugli accorgimenti da utilizzare a Parma, pur sempre uno "scontro diretto" fra squadre in lotta per la salvezza che, in prospettiva, può risultare importante.
Forse qualche cambio in corsa...
Il "senno di poi" è sempre facilitante, me ne rendo conto, ed è spesso comodo, a posteriori, additare e pontificare. Tuttavia, personalmente, a inizio ripresa (o dopo una decina di minuti al massimo) mi sarei atteso due mosse: Potenza per Sardo e Ricchiuti per Martinez (protagonista di una gara di encomiabile sacrificio ma di efficacia offensiva sostanzialmente nulla; e per un attaccante conta principalmente quello, a meno che non mi si dica che è diventato centrocampista....), con un cambio di modulo, viste le difficoltà a creare gioco della squadra (Mascara sarebbe andato a fare l'attaccante e non il "tuttofare"). Invece, Atzori ha preferito continuare in un certo modo, forse "accontentandosi" di un pareggio sempre più probabile, considerato il calo di ritmo della Samp, via via meno "ficcante" in avanti con Cassano e Pazzini. Se, all'ennesimo errore di Sardo, al 51' non si è potuto esimere dal sostituirlo, altrettanto il trainer non ha fatto con l'opzione Ricchiuti, cosa poi diventata impossibile per l'espulsione di Augustyn. Nel calcio moderno accontentarsi è sempre pericolosissimo...
Mercato chiuso?
La gara con la Samp conferma l'impressione del precampionato: per i primi mesi di campionato da affrontare senza Ledesma, più che un centrocampista d'ordine (il Catania ha Sciacca, bisogna dargli fiducia, avere coraggio), servirebbe una punta di valore in grado di far rifiatare Morimoto (o giocargli accanto), anche oggi, insieme a Mascara, il migliore dei suoi: una palla disponibile, un goal. E' forte. Vedremo se qualcosa si muoverà in settimana.
A Parma per fare risultato
Insomma, nessuna tragedia, ma tanta serenità da regalare alla squadra che dovrà essere sostenuta in settimana a Massannunziata, facendo sentire il calore del tifo catanese. Proprio quando le cose non vanno benissimo è necessario serrare le fila e ripartire insieme. Però, dopo questo inizio "claudicante", diventerà fondamentale per la compagine etnea dare una risposta positiva a Parma, facendo risultato. Anzi, fare risultato sarà più importante che mostrare miglioramenti in fatto di gioco. Ci vorrà, insomma, tanta grinta e una condizione atletica sicuramente migliore. I neopromossi ducali di Guidolin hanno pareggiato a Udine e, pertanto, non costituiscono un test facile. Ma è una squadra alla portata del Catania. Ci attendiamo un pronto riscatto.
