La partita di domenica prossima a San Siro tra Inter e Catania è una sfida tra due compagini costruite per traguardi molto diversi e lontani tra loro. Ma nel calcio, si sa, alla fin fine quel che conta è fare un gol in più rispetto all'avversario, e portare a casa il risultato. In quest'ambito sono gli attaccanti i candidati principali a far pendere da una parte o dall'altra l'equilibrio del match. In un'Inter che presenta sempre molti dubbi di formazione (vista la straordinaria scelta a disposizione di Roberto Mancini) l'unica certezza per la partita con il Catania sembra essere "El Jardinero" Cruz, sicuro del posto in un contesto che vede un Ibrahimovic reduce dalla nazionale e che probabilmente sarà risparmiato per il successivo impegno di Champions, un Crespo appena recuperato e un Adriano...da recuperare, prima di tutto psicologicamente. Il versante rossazzurro, invece, non si pone questi problemi: di punta, nello schema, ce n'è una sola, ed è scontato puntare sul gabbiano Spinesi, il bomber da 40 gol in due stagioni col Catania.
Secondo le indiscrezioni, Cruz giocherà in coppia con Crespo, con una punta di peso dunque. In questo caso, sarà lui quello "costretto" a svariare su tutto il fronte d'attacco e ad assistere il compagno di reparto. In partenza, quindi, un ruolo alla Ibra per l'argentino, che però, storicamente, ha sempre cercato di sfruttare, con successo, le non eccessivamente frequenti occasioni che gli sono state concesse. Spinesi invece è il terminale offensivo dei suoi, ma come si è visto nelle prime due partite di campionato, ha bisogno di essere assistito molto bene dai trequartisti per colpire come lui sa fare. La fantasia di Martinez e Mascara sarà dunque determinante per "accendere" la fame del gol del bomber pisano.
La carriera di Julio Ricardo Cruz prende avvio nel Banfield, squadra del campionato argentino, che lo lancia a soli 20 anni. 16 gol in due stagioni gli valgono il trasferimento al River Plate, una "grande", dove però rimane un solo anno: i 17 gol in 29 partite convincono la dirigenza del Feyenoord a portarlo in Olanda, nell'estate del 1997. El Jardinero brucia le tappe: in una delle sue prime apparizioni in Champions League segnerà una doppietta contro la Juventus, decisiva ai fini del risultato. Nei tre anni in Eredivisie Cruz realizzerà 44 gol. Nel 2000/2001 l'ambizioso Bologna lo accoglie in Italia. L'impatto con il nostro difficile campionato non è dei migliori, le medie realizzative diminuiscono (in tre anni farà 27 reti), ma allo stesso tempo i felsinei hanno il merito di dargli fiducia, e lui ricambia evolvendosi tatticamente, diventando prezioso per gli inserimenti dei compagni con il suo gioco di sponda. Nell'estate del 2003 l'Inter, che deve rimpiazzare Crespo (migrato al Chelsea), sceglie proprio l'argentino che, partito sulla carta come riserva, si rende protagonista di un grande avvio di stagione, realizzando diversi gol importanti (quello ad Highbury contro l'Arsenal in Champions e la doppietta a Torino contro la Juventus su tutti). Dopo l'arrivo di Adriano a Milano, però, Cruz, per un anno e mezzo, ritorna in panchina, lasciando ogni tanto il segno. Ma la sua stagione d'oro è il 2005/06, quando i primi segnali di crisi dell'Imperatore coincideranno con le sue grandi prestazioni: nella sua ennesima stagione da comprimario, Julio realizzerà 15 gol affermandosi come il capo-cannoniere nerazzurro. Ma non sarà sufficiente. L'anno scorso, sia a causa dell'arrivo di Ibrahimovic e del ritorno di Crespo, sia a causa della stima non eccessiva di Mancini nei suoi confronti, ha visto il campo in campionato solamente 15 volte, realizzando comunque 7 gol, tra cui quello nel derby, che nel cuore dei tifosi interisti non guasta affatto. Quest'anno la concorrenza, se vogliamo, è aumentata, visto l'arrivo di Suazo. Ma fin quando Cruz continuerà a fare ciò a cui ormai si è abituato, cioè giocare e segnare quando chiamato, i ringraziamenti nei suoi confronti non finiranno.
Il pisano Gionatha Spinesi nasce calcisticamente giocando nei Dilettanti con la squadra della sua città, nella quale militerà solo pochi mesi. Viene infatti subito notato, ancora diciassettenne, dalla prima Inter di Moratti, quella con Roy Hodgson in panchina, per intenderci. Dopo un anno di Primavera, nel 1996/97 arriva il prestito al Castel di Sangro, in serie B, dove resterà per 2 anni giocando molto ma segnando poco (8 gol in totale). Il Bari però decide di puntare su di lui e lo fa debuttare in serie A nel campionato 1998/99: varie comparse e 1 gol il bilancio. Avrà più fortuna l'anno successivo, con 23 presenze e 5 gol, ma la sua evoluzione passerà inosservata a causa dell'esplosione, al suo fianco, del talento Cassano. Il 2000/01 è un anno sfortunato sia per lui, che, a parte i 3 gol in 8 partite, sarà costretto a saltare quasi tutta la stagione per infortunio, sia per il Bari, che si classifica all'ultimo posto e se ne torna in serie B. A questo punto arriva la vera svolta della carriera di Spinesi, che nella serie cadetta, sempre col Bari, trova la dimensione giusta per lanciare la sua carriera. Il primo anno mette a segno 15 gol, in quello successivo arriva a quota 16, nel 2003/04 a Gennaio è già a quota 12, ma problemi contrattuali con il Bari gli sbarrano la porta del campo per la seconda parte della stagione. Libero sul mercato ma clamorosamente snobbato da club di maggior prestigio, viene ingaggiato dall'Arezzo per la stagione 2004/05. E' la svolta decisiva: lì incontra il tecnico Marino, il cui gioco esalta le sue qualità realizzative, ed il compagno De Zerbi, con cui troverà una grande intesa. Spinesi diventa capocannoniere con 22 gol, e nell'estate 2005 il Catania, che punta al salto di categoria, dovendo rifondare l'attacco, punta ad occhi chiusi su di lui, oltre che su De Zerbi e sullo stesso Marino in panchina. La storia si ripete, anzi, migliora: promozione per il Catania e 23 gol per Gionatha. A 28 anni, finalmente, arriva l'occasione giusta per giocare in serie A da protagonista. Occasione sfruttata alla grande: all'arrivo della sosta natalizia, Spinesi è secondo in classifica marcatori con 11 gol dietro Totti, ed il Catania naviga in quarta posizione. Poi gli avvenimenti del 2007 avranno un effetto devastante sulla squadra, nonostante ciò il toscano riesce a migliorare il suo record ed arrivare a quota 17. Il Gabbiano è rimasto volentieri a Catania ed il Catania non può che prescindere da lui; il pubblico è paziente, ma lui sa come ricambiarlo...
Qualche piccola curiosità per chiudere: Cruz ha incontrato il Catania soltanto lo scorso campionato, ed il suo bilancio è di 2 partite, 2 vittorie e 1 gol; Spinesi invece, ad di là dei due match tra Inter e Catania della scorsa stagione, aveva già affrontato l’Inter nelle sfide del girone di ritorno del 1999/2000 (a Milano) e del 2000/2001 (in casa): in entrambe le occasioni arrivarono delle sconfitte. Dunque 4 presenze e 4 sconfitte per il Gabbiano, ma anche 1 gol, realizzato tra l’altro nella stessa partita in cui Cruz ha segnato il suo unico gol contro il Catania, ovvero il 2-5 del 25 febbraio scorso.
