La Galina comincia a deporre... (Barbagallo Acifotopress)

Maxisblocco

Un Catania convincente
A mio parere, il Catania più capace di sempre nel saper veicolare un'impressione di solidità e concretezza. Un Catania assai convincente che spazza via ogni dubbio, lasciando intravedere reali margini di miglioramento in grado di poter far immaginare un futuro roseo ai propri sostenitori. Che il team dell'Elefante, rimasto invariato nella sostanza, potesse lasciar presagire una stagione più "tranquilla" rispetto alla precedente, forte di un anno di esperienza in più, a molti pareva un dato più scontato che auspicabile. Che il nuovo tecnico Giampaolo, vero trionfatore di questa "dolce" settimana rossazzurra, riuscisse a trovare il bandolo della matassa così presto, nessuno poteva prevederlo. Con la netta e inequivocabile vittoria odierna sull'ex capolista Cesena, gli etnei si attestano al quarto posto in classifica (a 3 dall'Inter capolista), avendo incamerato 7 preziosissimi punti e, contestualmente, vinto un ipotetico "scontro salvezza" contro un avversario tosto e in forma. Un inizio da sogno, insomma. Tuttavia, ciò che maggiormente desta impressione, non è la classifica (sempre in campana bisogna rimanere...), ma la prestazione nel suo complesso. Una squadra in chiaro crescendo atletico, compatta, coesa fra i reparti, solida in difesa e letale in ripartenza, mai in affanno e sempre padrona del proprio destino. Ecco cos'è adesso il Catania. In più, guidata da un tecnico di forte personalità, maniacale nella ricerca della soluzione più adatta a ogni situazione di gioco.

Cambio di modulo, stessi risultati
Contro il 4-3-3 di Ficcadenti, invariato rispetto alla gara precedente (e alle altre tre, mai turn-over per il trainer romagnolo), Giampaolo, rispetto alla grande prova di Milano, ha optato per un moderato turn-over condito da un evidente cambio di modulo, in modo da presentare un assetto tattico in certa maniera speculare, nonché funzionale a mettere in difficoltà l'avversario proprio sulle corsie laterali, da tutti ritenute il "pezzo forte" del Cesena grazie alla bravura dei vari Ceccarelli, Nagatomo, Schelotto e Giaccherini. Ecco, quindi, pronti Ledesma (per Izco) e il "papu" Gomez (per Ricchiuti), a comporre un 4-3-3 assai elastico, robusto in mediana eppure impreziosito dalle capacità tecniche dei due predetti argentini, congiunte a quelle di Topolinik Mascara, anche lui ad alti livelli nella sfida odierna. Il risultato di tale variazione tattica sta tutto nella prima mezzora di match: possesso palla al 65-70%; Ceccarelli e Nagatomo subissati sulle fasce da Mascara e Gomez, coadiuvati rispettivamente da Capuano e Potenza, abili a sganciarsi all'occasione; Biagianti, Ledesma e Carboni asfissianti sull'ex Colucci (deludente), Appiah (un ex giocatore, per quello che ha fatto vedere oggi) e il promettente Parolo (non per niente sostituito precocemente da Ficcadenti); Schelotto e Giaccherini mai messi nella condizione di sviluppare velocità nelle ripartenze; Bogdani umiliato da un maiuscolo Spolli e ritornato "il vero Bogdani", cioè l'attaccante inesistente che tutti felicemente conosciamo. Un massacro. Tanto per dire, Cesena mai capace di tirare nello specchio della porta e impotente a limitare lo strapotere rossazzurro in mediana. Il gol siglato al 23' dalla testolina di Silvestre, susseguente a magistrale punizione dalla trequarti di Mascara, non è che una logica conseguenza di tale dominio, insieme a tre o quattro buone occasioni procurate dal "folletto" Gomez, a mio avviso migliore in campo, e non finalizzate per un nonnulla. La ripresa, benchè abbai fatto registrare un tentativo cesenate di tener maggiormente palla e affondare sugli esterni, evidenzia una sola occasione ospite (Bogdani), a fronte di altre tre palle-gol etnee, compreso il primo centro stagionale di Maxi Lopez, abile a eludere il tentativo di tattica del fuorigioco dello sconsiderato Ceccarelli (disastrosa la sua prestazione) e a mettere dentro da due passi l'ennesima percussione di Ledesma, l'altro "crack" della serata catanese. A proposito della "galina", sempre più inserita negli schemi di Giampaolo: significativo il fatto che questa volta abbia concluso la partita in campo (l'allenatore ha preferito sostituire Mascara con il solito Antenucci). Un attestato di stima non indifferente, un segnale non da poco, anche perché, a onor del vero, Topolinik aveva giocato meglio dell'attaccante argentino. Ma Giampaolo dimostra di conoscere bene anche la psicologia...

Giampaolo, 8 in pagella
Sì, Giampaolo. Doveva risolvere alcune cosette, doveva convincere. Mi sbilancio: mi convince. Mi convince tanto. Dimostra di avere idee chiare e, contestualmente, la forza di metterle in atto, inculcandole nella testa dei suoi giocatori. Il suo Catania, malgrado si sia ancora solo alla IV giornata di campionato, dà l'idea di squadra matura, scafata tatticamente, ben messa in campo. "Giampa" sceglie con serenità senza creare malumori evidenti, tiene in mano la situazione con autorità e, cosa fondamentale, finora non sbaglia una mossa, prima e durante il match. Inappuntabili, finora, tutte le sue sostituzioni, figlie di una lettura corretta delle varie fasi della partita. In pratica, l'ex bandiera del Siracusa sta riuscendo a ricavare il meglio dalla felice esperienza mihajloviciana, innestandovi idee originali. In ciò aiutato da una società attenta, capace di sostenerlo e, soprattutto, di mantenere pressocché invariato l'organico che tanto bene aveva fatto nello scorso girone di ritorno.

Ledesma-Gomez, qualità e quantità
Un organico affidabile, arricchito da due "ciliegine" che il tecnico serbo non poteva, suo malgrado, "gustare": la cosiddetta "oveja", non più tanto ascrivibile alla classe degli ovini, e il "papu". Cominciamo da quest'ultimo, al secolo Alejandro Gomez. Qualche bene informata Sibilla Cassandriforme, come di consueto ben pasciuta nelle ubertose lande etnee, aveva sentenziato inequivocabilmente: "Non abbiamo preso nessuno, abbiamo perso Martinez e il 'papu' è una scommessa rischiosa. Troppo poco per ripetersi". Beh, le prime indicazioni danno torto a questi "pensatori" che poco sanno trarre beneficio dalle pregresse esperienze di "malacumpassa" ("cattiva figura", per i non siculofoni) esperite nei confronti della preparata (e qui ci stare bene quell'avverbio "inequivocabilmente", dato che i risultati parlano chiaro, chiarissimo) dirigenza rossazzurra. Del resto, se la vocazione principe di costoro è imitare pervicacemente Tozzi Fan, celebre Kamikaze villaggesco, non posso che rallegrarmene, in quanto un pizzico di buonumore "applicato" alla "cataneria varia" è sempre ben accetto... La realtà relativa all'esordio dal primo minuto al "Massimino" dell'esterno argentino è tutt'altra: giocatore vero, bravo non solo tecnicamente (e nei cross...), ma anche tatticamnte, vista la capacità di sacrificarsi in copertura e a raddoppiare Giaccherini, dando una mano a Potenza. Una prestazione maiuscola sottolineata dall'ovazione del pubblico all'atto della sostituzione con Marianito Izco. Passiamo alla "pecora" diventata leone. Pablo Ledesma, centrocampista di classe sopraffina, buon passo e discreta visione di gioco, oltre che abile negli inserimenti e nel tiro in porta. Non lo vedevo così dal derby Palermo-Catania 0-4, leggenda per i tifosi rossazzurri. Robusto di gamba, mai tenero nei contrasti, resistente nella corsa e lucido nei passaggi. Una colonna del centrocampo, qualità e quantità da abbinare alla pirateria di Carboni e Biagianti. Lo avevo detto che bisognava fidarsi e dargli fiducia! Giampaolo lo ha fatto e ha avuto ragione. Può rivelarsi il punto di partenza per quel "salto di qualità" tanto invocato dai sostenitori etnei, essendo un giocatore unico nella rosa approntata da Pietro Lo Monaco.

Maxi, primo di una lunga serie
A Milano aveva giocato benissimo. Oggi ha giostrato magari meno brillantemente, ma ha fatto gol. Gol alla Lopez, di rapina, da centravanti vero. Mi sbilancio anche qui: sarà il primo di una lunga serie. Maxi è un fuoriclasse e saprà pure in questa stagione dimostrare il proprio valore. Ora che sta riuscendo a capire Giampaolo (e, allo stesso tempo, forse ottenendo la comprensione del tecnico), lo vediamo più felice, più disposto al sacrificio. E' chiaro come si muova meglio da punta unica, in grado di svariare su tutto il fronte offensivo, con due esterni ai fianchi (oggi qualche cross da Gomez è arrivato e lui ha colpito di testa, seppur non trovando la porta). E facciamoglielo fare! L'importante è che sfondi la rete e ci porti in alto...

Con il Bologna per sognare
Nel campionato italiano è difficilissimo fare bottino pieno nel doppio turno casalingo. La storia lo insegna. Eppure questo Catania potrebbe riuscirci, a patto che conservi l'umiltà mostrata oggi e non sottovaluti un Bologna capace di pareggiare a Roma e battere l'Udinese al "Dall'Ara", con tre gol complessivi del bomber Di Vaio, il vero spauracchio da limitare in campo, seppur non l'unico, considerato che i felsinei possono vantare un buon undici, ricco di giocatori d'esperienza come Portanova, Mudingay o Meggiorini. Si tratta di un ennesimo scontro diretto fra squadre in lotta per la salvezza e fare altri tre punti sarebbe realmente fantastico. Ma resteremmo tranquilli anche se non giungesse la vittoria. Questo Catania c'è. Serenità e andremo lontano. Let's go, Liotru, let's go!!!

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