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Fiorentina-Catania (2-2): il commento
Oct 23, 2011 - 3:14:12 AM

Giannoccaro superstar
Giusto sparare sulla Croce Rossa? Certamente no. Eppure, per una volta qualche pallottola virtuale voglio riservarla al cosiddetto “impossibile che diventa realtà”, al secolo Giannoccaro. Che fosse un arbitro inadeguato alla categoria lo sapevamo. Che fosse "così" inadeguato, addirittura sconvolgente in quasi tutte le sue decisioni, non potevamo immaginarlo. Fiorentina-Catania si inscrive anche (non solo) al'interno del mondo immaginario dell'Alice leccese, perso nel suo “Paese degli Incubi” e “ad muzzum” deambulante sull'erba del "Franchi". Ne ha combinate di tutti i colori, incappando pure nella "fortunissima" di non incidere sul risultato finale. Ma si è trattato di pura buona sorte, davvero. La barzelletta nella barzelletta è che qualche tifoso fiorentino ha anche pensato di essere stato "danneggiato" dal "fischietto" salentino. Una farsa totale. Riassumiamo: netto fallo di Montolivo su Catellani in occasione della prima rete di Jovetic (inspiegabile il non averlo ben interpretato); chiaro (e immotivato) fallo di mano (braccio pieno) di Lodi in piena area nel finale della prima frazione (rigore non concesso ai viola); nettissima trattenuta in area di Natali su Delvecchio (rigore solare), e anche in questo caso nessuno sa spiegarsi come Giannoccaro possa non aver visto il chilometro di maglia tirata; dulcis in fundo, Barrientos batte a rete da due passi di testa, palla mezzo metro dentro, nessuna risposta dall'arbitro e dal collaboratore di linea, ciechi come talpe in un'occasione facilissima da interpretare (Giannoccaro salvato dalla ribattuta in rete di Maxi Lopez, altrimenti "apriti cielo"). Facendo un rapido conto, 3 errori nettissimi a sfavore del Catania, uno a detrimento dei padroni di casa, in un mare di fischi a caso. Chi ci perde? Questo lo sottolineo anche a favore di Sinisa Mihajlovic, allenatore che stimo al massimo grado, che polemicamente si è fatto buttare fuori nel finale, lamentando ipotetici "torti". Rivedendo gli highlights della partita si renderà conto dell'errore commesso, essendo uomo vero e di grande lealtà. Detto ciò, ritengo il pareggio risultato giusto, considerato che la Fiorentina, oltre ai due capolavori dell’immenso Jovetic, ha creato un paio di occasioni da rete favorevoli, così come clamorosi sono risultati gli errori sotto porta di Catellani, uno nel primo tempo, una nel secondo, due palle più facili da mettere dentro che da sbagliare.

Catania, personalità giusta
Al di là del buon punto conquistato, che fa morale e classifica, attestando i rossazzurri a un’ottima “quota 10” in graduatoria, ciò che deve rallegrare maggiormente i tifosi del Liotru è la personalità con cui è, ancora una volta, scesa in campo la compagine di Montella. Lodi e compagni hanno giocato a calcio, a viso aperto, creando diverse situazioni per offendere gli avversari. E la Fiorentina in casa è una buona squadra, forte di ottimi giocatori, Jovetic e Cerci in primis, non dimenticando i vari Montolivo, Vargas, Behrami o Gilardino. Quindi, un punto di valore, “agganciato” ancora una volta (come a Novara) nel finale in rimonta, a dimostrazione che questa squadra ha sangue nelle vene. Diciamocelo chiaramente, l’anno scorso questa partita sarebbe stata persa 3 o 4-1. Quest’anno no. Con Legrottaglie, Almiron, Delvecchio, Bergessio, il Lodi attuale, il tasso di esperienza e qualità si è elevato. E partite del genere non si regalano. In trasferta sono state realizzate 5 reti, in pratica la metà di quelle realizzate nella scorsa stagione. Certo, sono state incassate 8 segnature, ed è proprio su questo fattore che deve lavorare Montella. Ancora il Catania concede troppe occasioni semplici, come i due tiri offerti a Jovetic, uno a cui non puoi lasciare il destro facile sui 18 metri. Ma la strada è giusta…

Turn-over inevitabile
Ritengo che Montella non potesse fare a meno del turn-over in questa partita. Si giocherà a Roma con la Lazio mercoledì e al “Massimino” con il Napoli sabato prossimo. E il turn-over ha fatto comprendere come l’Aeroplanino finora abbia visto giusto. Se andiamo a fotografare le prestazioni di Maxi Lopez e Catellani, non possiamo non sottolineare come Bergessio e Gomez (addirittura in tribuna) al momento siano un’altra cosa. Maxi si è impegnato, ha fatto a sportellate, ha anche segnato la sua seconda rete in campionato al 81’, ma a livello di mobilità e penetrazione ancora non ci siamo. Catellani ha divorato, come detto, due occasioni facilissime. Soprattutto la prima, di testa da due metri, grida vendetta. Sarebbe ingiusto dargli la croce addosso, ma in tre gare (Juve, Inter e Fiore) ha fallito 4 occasioni nitide che avrebbero forse significato qualche punto in più. Deve crescere in personalità. Montella aveva visto giusto, a inizio torneo, anche su Delvecchio. Il “terzo uomo” della rotazione rispetto alla vittoria sull’Inter si è rivelato il migliore in campo. Sembra tornato quello dei vecchi tempi doriani. Grande sostanza a centrocampo, personalità a Iosa, inserimenti senza palla e classico gol alla Delvecchio derivante da calcio d’angolo. Il migliore in campo. E il merito è tutto suo, oltre che di Montella, bravo ad averlo ripescato. Ha risposto alle critiche sul campo, come devono fare i giocatori veri.

Cambi azzeccati
Montella anche oggi ha vinto il confronto diretto con il dirimpettaio. Al momento giusto, ha messo dentro gli uomini in grado di raddrizzare la partita. Il 3-5-2 aveva funzionato fino a un certo punto, sebbene in difesa Legrottaglie e Spolli abbiano giganteggiato sull’inconcludente Silva e il solito Lodi abbia giocato con grande lucidità in regia. Il nodo, come prevedibile, è risultato quello delle fasce laterali, con Izco in ovvia difficoltà su Jovetic (talora non aiutato da Bellusci, come in occasione delle due reti del montenegrino) e non scintillante in fase di fluidificazione, e un Marchese preoccupato da Cerci, seppur insolitamente propositivo in avanti (in specie nella ripresa), a “stuzzicare” la catena di destra viola, soprattutto il deludente De Silvestri, sostituto del nazionale Cassani. Una volta passato in svantaggio, Montella ha organizzato una sorta di 4-4-2 con Bergessio e Lopez in avanti e Lanzafame e Barrientos in appoggio sulle fasce. C’è da dire, a onor del vero, che in questo momento al tecnico ex romanista riesce tutto: riesumato, il “pitu” in pratica segna la rete del pareggio e Lanzafame approccia benissimo la partita, mettendo in difficoltà Pasqual sulla sinistra. Ma è Bergessio il giocatore che cambia la partita. La sua velocità mette in croce i lenti Gamberini e Natali, apre spazi agli inserimenti dei centrocampisti e, non ultimo, fornisce l’assist decisivo a Barrientos in occasione del pareggio. Che debba giocare lui mi sembra incontrovertibile. Anche se gli ultimi 20’ odierni ci dicono che, in determinate occasioni, la coppia Bergessio-Lopez può diventare arma importante.

A Roma con lo stesso piglio
La catena di risultati utili inanellata dopo la sconfitta (unica) di Genova, fa ben sperare per il futuro e deve dare la forza della continuità alla squadra, anche in trasferte sulla carta difficili come quella di mercoledì sera a Roma contro la Lazio di Klose. All’Olimpico sicuramente Montella cambierà di nuovo, reinserendo forse dal primo minuto l’imprescindibile Gomez -non dico un’eresia se sottolineo come sia il miglior giocatore del Catania- e Bergessio al centro dell’attacco. I rossazzurri saranno certamente più veloci in ripartenza, in specie contro una difesa non velocissima come quella laziale. Per non parlare dei prossimi recuperi dei vari Biagianti, Paglialunga (oggi in panca) o Capuano. Ma quello che vogliono vedere i tifosi è la stessa voglia di giocarsela, di fare risultato, fregandosene dell’avversario o del campo. Poi, potrà giungere qualsiasi risultato, il giudizio non muterà di tanto. Sinceramente, vedendo giocare questo Catania, mi sento “moooolto” fiducioso in merito al prosieguo del campionato. Let’s go, Liotru, let’s go!!!