Auguri Don Gesualdo, il docufilm di Franco Battiato

Presentato in anteprima giovedì a Palermo all’Auditorium Teatro Dante “Auguri Don Gesualdo”, il documentario, anzi, il docufilm –come tengono a precisare i produttori Fabio Bagnasco e Massimiliano Pollina della Kasba Comunicazioni – di Franco Battiato, dedicato al grande scrittore e amico Gesualdo Bufalino.

Sì, Battiato ci ha preso gusto con la macchina da presa: giunto al suo quinto lungometraggio, si può ben dire che gli piaccia fare anche il regista e che ormai si senta sereno nei panni dell’artista poliedrico, sempre bramoso di sperimentare, e un po’ snob, che percorre i variegati e impegnativi sentieri dell’arte, oggi cantando, domani dipingendo, il giorno dopo dirigendo film, tutti con passo sicuro, come chi non ha bisogno di indicazioni e segnali per orientarsi perché non vede confini, generi, e gli basta l’istinto per attraversare la sconfinata prateria delle espressioni artistiche.

All’anteprima ha partecipato lo stesso Battiato che, forse perché reduce da un incontro abbastanza vivace con gli studenti dell’Accademia di Belle Arti, nel presentare la sua opera si è limitato a pochissime battute, peraltro spiritose, tranquillizzando gli spettatori sulla non lunghezza del documentario, prima di prendere posto in platea nella poltroncina a lui riservata e cominciare a firmare autografi e stringere mani senza sosta: insomma, un Battiato in versione meno solenne e ieratico del solito.

Il documentario - realizzato con il sostegno dell’APQ “Sensi Contemporanei”, l’Accordo di Programma Quadro stipulato dalla Regione Siciliana con i ministeri dello Sviluppo Economico e dei Beni e Attività culturali - DG Cinema, la cui gestione operativa è affidata al Dipartimento Regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, alla Sicilia Film Commission e a Cinesicilia srl - è dedicato alla figura e all’opera dello scrittore comisano, raccontato da Battiato con sincero affetto attraverso interviste, testimonianze, ricordi, aneddoti, sullo scorrere di suggestive immagini, ora di repertorio ora inedite, con protagonisti, naturalmente, Bufalino, la sua Comiso, i luoghi cari all’autore di “La luce e il lutto”.

“Auguri Don Gesualdo”, sceneggiato da Manlio Sgalambro, restituisce il ritratto, a volte tenero, di uno scrittore abbastanza chiuso e introverso, giunto alla notorietà letteraria molto tardi, a 61 anni, grande amico e ancor più estimatore di un altro pezzo da novanta della letteratura siciliana, Leonardo Sciascia, divoratore appassionato di cinema e di letteratura, amante delle parole e del silenzio: “La parola è una chiave, ma il silenzio è un grimaldello”.

Se è vero che cinematograficamente forse ci si poteva attendere qualcosa in più dal regista Battiato, è pure vero che a farci sbilanciare positivamente sul documentario basterebbe questo: fa venir voglia di andarsi a leggere uno dei bei libri di Bufalino e di conoscere un po’ meglio non solo l’autore di “Diceria dell’untore” ma anche l’uomo e la sua intelligenza così vivace e insieme schiva.

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