(Elisa Guccione)

Bellini tra musica e poesia

Si è svolta al Teatro Massimo Vincenzo Bellini di Catania una particolare ed interessante conferenza sull’ attività musicale di Vincenzo Bellini, ed in particolare, si è posta l’attenzione sulla nascita e sulla struttura compositiva di Norma, una delle più belle ed intense opere Belliniane. Il foyer del Teatro, ricco di pregiati decori ed imponente nella sua magnificenza, ha fatto da cornice agli interventi degli autorevoli ospiti – relatori, che hanno animato la tavola rotonda. La Conferenza, “Bellini tra musica e poesia”, è stata patrocinata dall’Ente Teatro Massimo Bellini di Catania e dalla Facoltà di Lettere e Filosofia di Catania.

Fabio Albanese, responsabile Ufficio Stampa Teatro Massimo Bellini, è stato il mediatore dell’intero evento culturale il quale ha coordinato i vari momenti di studio e di ricerca. Domenico De Meo, professore e musicologo, si è soffermato sulla parte tecnico – compositiva e sull’influenza che Bellini ha avuto in Europa. Il tema Belliniano non conosce eguali ed è stato oggetto di studio ed imitazione, rendendo ogni particolare nota del cigno catanese ancora più sublime ed originale.

Sergio Sciacca, critico musicale e teatrale de “La Sicilia” , ha esposto la vera origine di “ Norma” e come il librettista, Felice Romani, fraterno amico del compositore, abbia costruito il soggetto un po’ alla volta. L’ Opera Lirica, da sempre, genere caratterizzato da forti emozioni, ideali e fiocina di grandi sentimenti trova in “Norma” la sua condizione naturale; infatti essa viene redatta nel 1831 in un ambito politico – rivoluzionario. Il dramma è una storia d’amore calata in un ambiente politicamente molto teso ed è fondamentale la concezione politica di tutta l’opera. Sono stati evidenziati i relativi riferimenti dell’ Opera di Bellini con i testi di origine francese precedentemente scritti sullo stesso tema da Alexander Soumet.
L’intervento di Antonio Maugeri, Presidente S. C. A. M. , ha curato la parte storica relativa alle incisioni musicali e alla creazione del supporto tecnico fonografico, ripercorrendo attraverso le voci femminili più importanti la produzione di “Norma”. Sono state ricordate artiste come Lucia Galvany, Cecilia Bartoli, Maria Callas, Caballè Monserrat, le quali nelle diverse epoche storiche, in cui hanno vissuto, hanno reso sublime la forte passione della sacerdotessa Norma.

Maria Rosa De Luca, professoressa ordinaria di Storia della Musica presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Ateneo Catanese, ha curato il momento dedicato agli anni catanesi di Bellini. Sono state utilizzate fonti biografiche di vario genere, attraverso le quali è stato dato un elevato valore culturale scientifico all’intera ricerca.
Graziella Seminara, ricercatrice universitaria e assistente alla cattedra di Storia della Musica della facoltà di Lettere e Filosofia di Catania, ha sottolineato gli elementi relativi alla ricerca biografica dell’autore catanese, valorizzando gli aspetti culturali della città etnea all’interno del mondo critico musicale.
La statua di Bellini, posta al centro del Foyer, guardava tutti i presenti in modo quasi umano come se, quella mattina, tra il pubblico presente in sala e gli organizzatori la presenza di Bellini fosse reale e certa.

La conferenza si è conclusa ricordando la fortuna che ha avuto la città di Catania per aver dato i natali al più grande ed innovativo musicista di tutto l’ Ottocento.

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