(SiciliaToday)

Cage sculpture di Roberto Zappala in scena al Nuovo Montevergini

PALERMO. Roberto Zappalà ed il suo nuovo spettacolo, Instrument 3: cage sculpture/l’insostenibile pesantezza dell’essere, saranno protagonisti, da lunedi 19 aprile a mercoledì 21 aprile, della rassegna Una danza in Sicilia diretta da Aurelio Gatti in programma al teatro Nuovo Montevergini (piazza Montevergini).

Tre gli appuntamenti con l’arte del geniale coreografo catanese.

Lunedì 19, alle 12, incontro intervista con Roberto Zappalà sul tema coordinato dal giornalista Roberto Giambrone. Martedì 20 e mercoledì 21, alle 21,15, in scena al Nuovo Montevergini, l’ultima creazione di Roberto Zappalà Instrument 3: cage sculpture/l’insostenibile pesantezza dell’essere.

Gage sculpture è la terza tappa dal progetto Instruments, con cui Zappalà sulla scia del suo più recente percorso coreografico, libera il movimento da una drammaturgia troppo complessa per soffermarsi sul corpo nella sua relazione con il suono, il rumore, la musica. Con Instruments il coreografo ha intrapreso con la collaborazione di musicisti di volta in volta coinvolti, un’interessante esplorazione di alcuni strumenti inusuali. Dopo il marranzano della tradizione siciliana (Instrument 1) e lo svizzero hang (Instrument 2), con Instrument 3 Zappalà ha dato spazio ai tamburi dello straordinario Alfio Antico, tamburi realizzati a mano dallo stesso musicista. Cage sculpture è anche il nuovo atto del viaggio intorno all’umano di Zappalà. Un viaggio intrapreso con lo studio dei sensi, ai quali l’artista ha dedicato una serie di creazioni, e che ora approda all’indagine sulla paranoia.

Un percorso profondo ed intenso, quello tracciato da Zappalà in questa sua ultima creazione dove, spiega l'autore: “La danza, protagonista insieme alla musica di Alfio Antico, porta la sensibile percezione del pubblico ad imbattersi nei movimenti dei danzatori”.

“Con questo lavoro, dopo aver indagato i sensi, è la follia ad essere protagonista – continua Zappalà – una follia nevrotica e ossessiva, vero male del nostro frenetico tempo e che poco ha a che fare con quella dolce e creatrice dalla quale nasce l’arte”.



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