Catania, 'diversità' e normalità si incontrano a teatro

Si chiama “…quando ti chiedo Venezia” ed è uno spettacolo che attraverso la sperimentazione teatrale intende superare i pregiudizi legati alla “diversità”, puntando sull’interazione e il confronto con i disabili. Grazie alla sinergia tra assessorato comunale alla Famiglia, retto da Marco Belluardo, e il Teatro Stabile di Catania – diretto da Giuseppe Dipasquale –venerdì 26 marzo, alle 20.30, al Teatro Ambasciatori la compagnia “Bagnati di Luna – Aidp” Associazione Italiana Persone Down, porterà in scena un ordito di scene e immagini video, espressione di un accostamento drammatico che supera la linea temporale e si centra sull’immagine possibile di un ambiente preciso: Venezia.

Nel corso delle mattine di domani (25 marzo) e venerdì 26, spettatori d’eccezione saranno invece 1.500 ragazzi di alcune scuole medie inferiori e superiori della città, mentre la sera del 26 marzo alle 20.30 lo spettacolo sarà aperto a tutti, cittadini e associazioni, con ingresso libero

«La nostra iniziativa – spiega l’assessore Belluardo - mira ad assumere un valore fortemente culturale perché, attraverso l’interazione e la sperimentazione, ci rivolgiamo alla persona con handicap, esaltando l’essenza stessa della forma teatrale, vale a dire la diversità, non vista come mera discriminazione ma come valorizzazione della persona. Quale miglior luogo se non il teatro per ottenere ciò, dove le persone si incontrano, celebrando il rito della vita in tutte le sue forme. E che, in questo caso, si trasforma in luogo d’incontro tra disabilità e normalità».

Si tratterebbe di iniziative che rientrano nell’ambito delle azioni dell’amministrazione del sindaco Stancanelli, mirate alla valorizzazione e al rispetto delle differenze, nonché all’incremento delle attività culturali.

Realizzato dall’associazione culturale Neon, sotto la direzione artistica di Piero Ristagno, lo spettacolo rappresenta la fase conclusiva del “Progetto Pari Opportunità nella Diversità”: la sua finalità è quella di fornire al pubblico elementi utili a considerare l'impegno teatrale delle persone disabili non più come manifestazione della loro “diversabilità” ma come attività di valore artistico. Consentendo, quindi, di far rientrare tali attività non più in un contesto esclusivamente sociale ma in quello culturale.

Nell’ultima edizione il laboratorio ha visto come protagonisti, insieme al gruppo ormai consolidato arrivato al nono anno di attività laboratoriale dei Bagnati di Luna, un altro gruppo composto dai piccoli nuovi attori down di età compresa tra 10 e 15 anni, in scena anche Giuseppe Calcagno, Manuela Partanni, Stefania Licciardello e Anna Balestrieri: la regia video e il montaggio sono di Giuseppe D’Alia, l’assistenza alla regia è affidata a Daniela Distefano, la regia dello spettacolo è di Monica Felloni, le immagini delle animazioni video sono realizzate con i disegni di Massimo Lanzilao, uno dei ragazzi dell’Aipd.

In “...quando ti chiedo di Venezia”, l’architettura di una tra le tragedie di Shakespeare più note, l’Otello, incontra la poesia delle Città Invisibili di Italo Calvino ed in particolare, i dialoghi tra il Gran Khan e Marco Polo. Le descrizioni dei popoli conosciuti e immaginati, delle merci transitate, degli ambienti attraversati e fantasticati, fa tutto capo alla città senza tempo del Moro, in un gioco che supera secoli di storia e letteratura, nell’intima relazione da una Venezia invisibile prima, perché non direttamente raccontata da Polo, ad una Venezia visibile poi, nell’impalcatura magistrale della tragedia di Otello; qui la vicenda umana trova piena corrispondenza nella struttura ambientale in cui accade.

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