(Flickr)

Cinema, ecco l’ultima di don Verdone

Ipotizzate di vivere nel cuore dell’Africa, una terra ricca di contraddizioni con due parole chiave come miseria e guerra a caratterizzare le vostre giornate quotidiane. Deve essere davvero un inferno stare a contatto con persone totalmente dedite alla ricerca del sostentamento per sopravvivere, specialmente se il vostro unico scopo è quello di aiutare tali individui a mantenere un minimo di decoro nella loro esistenza. Arriverà il giorno in cui direte basta e farete marcia indietro: un incipit ideale per un film di Carlo Verdone…

Padre Carlo Mascolo (Carlo Verdone) vive un periodo di crisi spirituale: pare che il 90% dei preti patisca questo male. Per risollevare l’animo e ritrovare la fede, il missionario decide di abbandonare la sua opera di bene africana e ritornare in famiglia, dove ad accoglierlo ci saranno il babbo Alberto (Sergio Fiorentini), il fratello Luigi (Marco Giallini) e la sorella Beatrice (Anna Bonaiuto), pronti ad ascoltarlo e aiutarlo. Giunto a Roma, in realtà, si ritrova travolto da una situazione inspiegabilmente caotica: il papà ringiovanito dalla presenza di Olga (Olga Balan), una venale ucraina decisa a tutto pur di ottenere benefici economici; la sorella psicologa con una figlia allo sbando (seguace dell’emo, un fenomeno di origine musicale punk per soggetti depressi e tendenti al suicidio) e il fratello broker finanziario in balia della coca. L’improvvisa morte di Olga, poi, fa entrare in scena una nuova psicolabile come Lara (Laura Chiatti), la figlia della domestica, che si ritrova in eredità la casa Mascolo, lasciata dal padre Alberto totalmente in rotta con il parentado. Inizia così la convivenza forzata dei due protagonisti della pièce: da una parte il sacerdote, sempre paziente e mai al di sopra delle righe, dall’altra la giovane Lara, caduta in depressione e alla ricerca del benestare della psichiatra Elisa Draghi (Angela Finocchiaro) per riavere la possibilità di riabbracciare il figlio. Scommettiamo che con la ragazza in casa anche un uomo integerrimo come don Carlo perderà il controllo?

Verrebbe da affermare: “L’ego prima di tutto”. In una società odierna basata più sull’io che sull’altro, il film giunge quasi come una denuncia e cerca di rilanciare un tema tanto bistrattato quanto moderno. A questo aggiungiamo il quadretto familiare, sempre maggiormente proteso alla soddisfazione della necessità personale più che al bene comune: d’altronde è questo il punto di partenza di qualsiasi “bega casalinga”. Carlo riuscirà, alla fine del suo percorso che lo riporterà velocemente al ritorno da dove è partito, a ristabilire un clima di tolleranza e di buon senso in tutti i componenti della famiglia, ma non risolverà in toto (non è un mago, ma solo un sacerdote) i problemi personali dei singoli individui. In definitiva, il ventiduesimo film da regista-attore di Verdone ricalca il genere della commedia impegnata (anche se la comicità appare carente…) tanto cara al romano, senza però accattivare con la verve tipica del repertorio del pluridecorato attore. Manca l’azione, il colpo di scena, il pathos: siamo proprio certi che senza la firma di Verdone “Io, Loro e Lara” avrebbe avuto lo stesso successo al botteghino?


Io Loro e Lara


Regia: Carlo Verdone.

Attori principali: Carlo Verdone, Laura Chiatti, Anna Bonaiuto, Marco Giallini, Sergio Fiorentini, Angela Finocchiaro, Olga Balan, Agnese Claisse, Tamara di Giulio, Cristina Odasso, Giorgia Cardaci, Marco Guadagno, Roberto Sbaratto, Letizia Sedrick Boupkouele, Kapinga Mingu, Carla Akakpo, Gianfranco Mazzoni, Valeria Ceci, Marco Minetti.

Soggetto: Carlo Verdone.

Sceneggiatura: Carlo Verdone, Francesca Marciano, Pasquale Plastino.

Direttore della Fotografia: Danilo Desideri.

Fonico di presa diretta: Gaetano Carito.

Scenografia: Luigi Marchione.

Costumi: Tatiana Romanoff.

Montaggio: Claudio Di Mauro.

Musiche: Fabio Liberatori.

Direttore di Produzione: Remo Chiappa.

Produttore Esecutivo: Laura Fattori.

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