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Cinema, il ritorno di Moccia

È davvero impossibile bissare una pellicola di successo con una nuova che riprenda l’opera già compiuta ottenendo il medesimo consenso? Questo enigma ha caratterizzato la vita di molti registi e resta tuttora insoluto: riuscirà il pluri criticato Federico Moccia (chi non ricorda la celebre diatriba con Pino Scotto al Chiambretti Night) a raggiungere gli oltre 12 milioni di Euro incassati nel 2008 –unico vero barometro di riuscita di un film - con la “prima” della love story tra Raoul Bova e Michela Quattrociocche? A nostro parere si tratta di un’impresa davvero complicata…

La storia di Alex (Raoul Bova) e Niki (Michela Quattrociocche), nata casualmente in seguito ad un incidente automobilistico e successivamente sviluppata non senza difficoltà legata ai 20 anni di differenza dei due protagonisti, ricomincia dal faro sull’isola del Giglio (Toscana) dove gli amanti trascorrono otto (!) lunghissimi mesi di intimità. Costretti al ritorno alla normalità (lei per impegni universitari, lui per il lavoro di pubblicitario), i due riescono a mantenere saldo il loro legame e si accingono senza grosse difficoltà al matrimonio (il titolo richiama la frase citata stavolta dal’uomo – e non da lei come nel primo film – in viaggio in Francia). Proprio quando sembra scontato l’epilogo della vicenda, l’ingresso in scena del poeta - surfista Guido (Andrea Montovoli) come corteggiatore di Niki e delle sorellastre di Alex come terribili ficcanaso spezzerà l’incantesimo e rovinerà i piani dei due piccioncini. Saranno gli amici della coppia (l’esuberante Olly, la dolce Diletta e la dinamica Erica per lei; il “casinaro” Pietro, il placido Flavio e il ‘mammo’ Enrico per lui) a rendere meno drammatica la temporanea scissione dei due. E dico temporanea perché galeotto diverrà un viaggio ad Ibiza…

Tante storie intrecciate, tanti rebus da sciogliere. Le difficoltà principali osservando l’intreccio di “Scusa ma ti voglio sposare” sono le ridotte dimensioni che il cinema costringe a rispettare: così inserire in 100 minuti ben otto racconti differenti diventa insostenibile e i buchi finali inevitabili. La stessa “avventura” di Niki e Alex, costretta a pause improvvise, vive di vuoti e di passaggi innaturali. Siamo infatti così sicuri che basti un semplice appello su un palco affollato per riconquistare l’amore di una ragazza ferita? Se così fosse, ipotizzo, il divorzio diverrebbe raro e i cuori infranti si conterebbero sulla punta delle dita. Nell’opera di Moccia, inoltre, manca in toto l’imprevisto, l’evento straordinario che rompa la sterile monotonia amore – tradimento – riconciliazione (se si eccettua la storia di Pietro) e abbondano gli stereotipi (ragazze moderne spigliate e realizzate; uomo incapace di coniugare lavoro e famiglia). Le note positive? Sicuramente gli attori, con un evidente miglioramento di Michela Quattrociocche (gli studi di recitazione sembrano funzionare) e con un Raoul Bova ormai totalmente integrato nella commedia sentimentale. Ma, e con questa affermazione torniamo al punto di partenza: basteranno i progressi recitativi a esaltare la platea?

Scusa ma ti voglio sposare



Regia: Federico Moccia.

Soggetto: Federico Moccia.

Sceneggiatura: Federico Moccia, Chiara Barzini, Luca Infascelli.

Attori principali: Raoul Bova, Michela Quattrociocche, Andrea Montovoli, Luca Angeletti, Francesca Antonelli, Francesco Apolloni, Cecilia Dazzi, Michelle Carpente, Beatrice Valente, Francesca Ferrazzo, Rossella Infanti, Ignazio Oliva, Cristiano Lucarelli, Pino Quartullo, Francesco Arca, Chiara Tomaselli.

Fotografia: Marcello Montarsi.

Scenografia: Maurizio Marchitelli.

Costumi: Grazia Materia.

Suono: Cinzia Alchimede.

Trucco: Giorgio Gregorini.

Casting: Gaia Gorrini, Michela Forbicioni.

Produttore esecutivo: Rita Rusic.

Produzione: Arella Film, Medusa Film.

Distribuzione: Medusa Film.

http://scusamativogliosposare.msn.it/

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