(SiciliaToday)

“Gala Verdi” al Teatro di Verdura di Palermo

Con l’arrivo dell’estate, la stagione sinfonica del Teatro Massimo si trasferisce nella suggestiva location del Teatro di Verdura.

Venerdì, dunque, è andato in scena il primo appuntamento sotto le stelle per gli appassionati, con il bel concerto “Gala Verdi”, con un programma sinfonico-corale tratto da opere di Giuseppe Verdi affidato alla bacchetta di Srboljub Dinic, uno dei direttori più apprezzati nell’odierno panorama internazionale, al suo debutto nel capoluogo siciliano. Da segnalare l’eccezionale quintetto vocale composto dal soprano Susanna Branchini, dal contralto Agnes Zwierko, dal tenore Francesco Anile, dal baritono Vladimir Chmelo e dal basso Luiz-Ottavio Faria. Saranno ancora loro, insieme a Srboljub Dinic, i protagonisti della nuova edizione di Aida, in scena al Teatro di Verdura dal 9 al 13 luglio prossimi.

Con “Gala Verdi” proseguono, dopo il successo di “Bianco, Rosso e Verdi”, vincitore del Premio Abbiati della critica musicale, le iniziative che il Teatro Massimo ha voluto dedicare al più importante dei compositori nostrani nell’ambito delle celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia.
E già che parliamo di Italia, non si può non dare il giusto risalto, e per dovere di cronaca e per intima condivisione, alla protesta degli interpreti: presentatisi sul palco in abiti “borghesi” e coccarda dorata , Orchestra e Coro del Teatro Massimo hanno così voluto manifestare il loro malcontento e il loro dissenso nei confronti del “loro” ministro, dei pesantissimi tagli previsti dalla manovra economica e, più in generale ma ancor più drammaticamente, nei confronti della visione stessa di cultura, considerata più come spreco che come patrimonio da salvaguardare e difendere. La protesta si è chiusa con l’invito al pubblico, “parole e musica” di Peppino Impastato, alla bellezza, alla curiosità e allo stupore.

Peccato che il teatro non fosse tutto esaurito, e peccato che tra gli appassionati spettatori, a occhio, e senza nessuna pretesa di verità statistica, i trentenni, i giovani fossero davvero quattro gatti.
Ps: speriamo che i quattro gatti sappiano chi è Peppino Impastato.

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