Un momento dello spettacolo (Siciliatoday.net)

Il musical della Divina Commedia arriva in Sicilia

L’opera più celebrata, geniale, ricca e multiforme della letteratura italiana, e probabilmente mondiale, è stata resa musical da un eccezionale cast di attori e professionisti dello spettacolo.

Grossa responsabilità, quella di riprendere in mano la Divina Commedia. Chi può credere che qualcuno possa portarci dove Dante ha condotto la nostra immaginazione?
Con stile, combinazioni suggestive di danza e canto, attenzione ai dettagli ed effetti strabilianti, questo gruppo di artisti, in scena sul palco del Metropolitan di Catania dal 13 al 15 gennaio, può affermare di aver affrontato l’impresa a testa alta.

Il musical ci accompagna dinnanzi le tre fiere, tra le anime doloranti, sulle rive dello Stige, nella città di Dite; ci mostra i pietrificanti occhi di Medusa, la terribile foresta dei violenti contro sé stessi e ci conduce persino al cospetto del volto di Lucifero; ci fa incamminare sulla montagna del Purgatorio, per giungere all’anima amata di Beatrice, agli occhi della Madonna e così idealmente vicini a l’amor che move il sole e l’ altre stelle.

Due ore di spettacolo suddivise in due atti: un primo ambientato all’Inferno, ed un secondo tra Purgatorio e Paradiso. Del resto si sa, l’Inferno è sempre stata la cantica preferita dai lettori, che purtroppo sulle restanti due hanno ben poche nozioni.

Basti nominare Paolo e Francesca, Ulisse o il Conte Ugolino perché si accenda un fremito letterario nell’ascoltatore, e i versi studiati a scuola o successivamente, ben difficili da rimuovere dalla nostra memoria, vi tornino a galla.

Chi si è abbandonato a questa rappresentazione dello storico viaggio, non solo ha reperito i ricordi scolastici, ma ha avuto la possibilità di emozionarsi, nuovamente e davvero.

Lo spettacolo, che ha debuttato a Roma nel 2007 e da allora è passato di città in città mietendo consensi, coinvolge un riguardevole numero di stimati professionisti.

Vittorio Bari e Mariangela Aruanno (quest’ultima dalla voce limpida ed espressiva) hanno interpretato Dante e Beatrice, mentre l’esperto Lalo Cibelli ha impersonato Virgilio, con evidente pathos e talento.

Le musiche che, proprio come il linguaggio letterario dantesco, mutano e si sublimano nel corso dei due atti (passando dall’aggressivo rock infernale a melodiose arie sinfoniche), sono state curate da Marco Frisina. La regia e le coreografie sono firmate da Manolo Casalino, mentre il fedele librettista è Gianmario Pagano.

Le immagini proiettate sulla scena, di grande impatto all’interno della narrazione, sono state perlopiù desunte dalle incisioni di Gustave Dorè; mentre a dipingere per noi il volto luciferino, le Furie e il Grifone è stato un professionista d’eccezione come Carlo Rambaldi, Premio Oscar e creatore di E.T., King Kong e Alien.

Tra attori e ballerini, si sono succeduti sul palco in tutto trenta artisti, dalle toccanti interpretazioni.

Commuovente Francesca, infervorato Ulisse, straziante il Conte Ugolino. Splendida l’Aria di Virgilio, con la quale questi dice addio a Dante, e incantevoli i concertati posti a conclusione di entrambi gli atti.

E’ innegabile: la Commedia risveglia desideri sopiti nell’uomo, lo invita a considerare la propria semenza.

Se non è semplice riprendere in mano la somma opera dantesca nella frenetica vita quotidiana, è consigliabile andare a vedere questo valido tentativo di rispolverarne il ricordo. Il prezioso, utile e sempre arricchente ricordo della commedia tanto umana quanto divina, che in fondo appartiene ad ognuno di noi.

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